Una città sicuramente poco conosciuta, pur essendo un’autentica meraviglia, è Bergamo, quarto comune più grande della Lombardia. Ho deciso di visitarla e devo dire che è stata una meravigliosa esperienza. E’ una città che mi ha molto impressionato dal punto di vista culturale, con le sue numerose biblioteche, i suoi musei.
In particolare, i luoghi che più di tutti rapiscono il visitatore sono la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, il Museo delle Scienze Naturali, il Museo Archeologico: posti in cui ho davvero respirato arte. Per quanto riguarda la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, l’edificio si trova negli spazi dell’ex monastero delle Servite. Già all’ingresso dell’edificio si avverte una strana sensazione, quasi timore. Un tempo adibito ad uso militare, è stato recuperato alla funzione attuale grazie ad interventi di restauro, realizzati dal Comune di Bergamo. Consta di dieci sale su tre piani e raccoglie disegni, sculture e dipinti di artisti italiani del Novecento.

La tappa al Museo delle Scienze Naturali è una delle più coinvolgenti, soprattutto per chi, come me, ama la zoologia e la paleontologia. Si sente il profumo di un tempo antico, la scoperta di reperti che adesso appaiono davanti agli occhi, carichi di storia e di significato. Emozionanti sono infine le bellezze esposte al Museo Archeologico, come ad esempio la statua di Afrodite del I secolo a.C. e quella di Minerva del II secolo d.C. Molto suggestiva anche la sezione dedicata alla cultura egizia.

Una volta a Bergamo, non potevo non fare un salto alla “Rocca“, costruita nel 1300 dalla famiglia Visconti, né perdermi le “mura venete” costruite per difendere la città. Queste mura risalgono al XVI secolo e sono lunghe sei chilometri e duecento metri. All’esterno delle mura è sempre presente la cosiddetta Strada coperta, ovvero un camminamento protetto da muri, utilizzato dalle pattuglie poste a guardia. Sono stato molto impressionato dall’imponenza dell’opera, soprattutto se rapportata all’epoca di costruzione.

Colpito dalla bellezza della città, ho pensato di allargare l’orizzonte e di visitare anche le valli bergamasche, oasi di tranquillità dal fascino genuino. Così, ho noleggiato un’auto all vicino aeroporto di Orio al Serio  e mi sono messo in marcia. Il verde dei prati, le alture che sovrastano la zona donano un aspetto fiabesco e surreale al panorama. La valle Brembana, la Seriana, Imagna, Scalve, offrono delle attrazioni paesaggistiche davvero suggestive, e grazie alla loro natura incontaminata richiamano numerosi turisti.

La cucina è sicuramente un altro punto di forza. La tradizione conserva intatta tutti i sapori dei magnifici piatti tipici bergamaschi, un eccezionale esempio è la “polenta e osei“: gli uccellini (come allodole o tordi) sono cucinati allo spiedo sul fuoco del camino o in padella con pancetta e salvia, e serviti con il loro intingolo su uno strato di polenta calda. I casonsei, di cui non avevo mai sentito parlare, con burro, salvia e pancetta e il dolce Donizetti sono altri piatti tipici bergamaschi molto succulenti. Provare per credere!

Matteo