Una buona notizia arriva da oltralpe: il Parlamento francese ha approvato una legge che vieta alle emittenti televisive di mandare in onda spot commerciali durante i programmi per bambini (per la precisione, a partire da un quarto d’ora prima fino a un quarto d’ora dopo il termine degli stessi).

Che i più giovani siano un bersaglio facile e vulnerabile da parte della pubblicità è cosa nota. Secondo uno studio,  il 76% delle domande di acquisto dei bambini dai 4 ai 6 anni sono strettamente legate alla pubblicità. Non stupisce quindi il fatto che da un sondaggio condotto in Francia emerga che l’87% dei cittadini sia favorevole a programmi per bambini senza pubblicità.

Sarebbe bello se una regolamentazione simile venisse estesa anche nel nostro paese. Limitazioni all’uso della pubblicità esistono, del resto, anche altrove: in Svezia tutta la pubblicità è proibita nelle fasce orarie dei programmi destinati a bambini di età inferiore a 12 anni; anche in Norvegia e Finlandia la pubblicità è limitata; in Spagna e in Gran Bretagna è proibita nei programmi per i ragazzi; in Australia è vietata la pubblicità diretta ai giovani sotto i 14 anni, e in Olanda il limite è portato a 12 anni.