Guardando il cielo di notte il primo corpo celeste a catturare la nostra attenzione è senza dubbio la Luna, il nostro unico satellite naturale. Ad occhio nudo, riusciamo a individuare zone più chiare e più scure, ma osservando direttamente con un telescopio o guardando le dettagliate e bellissime foto della superficie lunare la cosa che più colpisce è la presenza di numerosi crateri da impatto, causati da meteoriti. Infatti, quando una meteora entra in collisione con la superficie lunare crea una buca circolare e sparge tutto intorno a raggiera i frammenti di crosta lunare e del meteorite stesso. Se proviamo a lanciare sulla sabbia una biglia di vetro, con tutta la forza che abbiamo, otteniamo più o meno lo stesso effetto con tanto di cratere e residui sparsi attorno come raggi.

Dalla Terra, però, è possibile osservare soltanto la superficie lunare della faccia rivolta verso il nostro pianeta, l’altra metà del satellite resta sempre nascosta a chi osserva dalla Terra. Infatti, la Luna, ruotando attorno al proprio asse e attorno alla Terra più o meno con la stessa velocità, rivolge sempre la stessa faccia alla Terra! Come è possibile? È come quando giriamo intorno ad un oggetto mantenendo sempre lo sguardo su di esso, senza voltare la testa, ma ruotando con il corpo per mantenere l’oggetto nel campo visivo.

Quindi, gli astronomi riescono ad osservare e studiare dalla Terra solo l’emisfero rivolto verso di noi. Per studiare l’altro emisfero devono analizzare le immagini inviate ad esempio dai satelliti artificiali (le prime immagini risalgono al 1959, dal satellite russo Lunik 3!, mentre solo nel 1968 è stato possibile vederlo a occhio nudo, grazie alla missione dell’Apollo 8).

le due facce della luna

pictures from http://nssdc.gsfc.nasa.gov/photo_gallery/photogallery-moon.html

Vi siete mai chiesti com’è l’altra faccia della Luna? (Questo viene anche erroneamente chiamato il lato buio – i Pink Floyd vi hanno anche dedicato un disco “The Dark side of the Moon”). È identica alla metà che conosciamo pianeggiante e piena di crateri? In realtà i due emisferi lunari sono molto diversi tra loro: la faccia visibile dalla Terra è pianeggiante e dominato da estese depressioni vulcaniche, definite erroneamente “mari”, mentre quella nascosta è caratterizzato da “terre alte”, costellate da numerosi crateri, spesso sovrapposti tra loro, e da rilievi montuosi, la cui origine non è ben chiara.

Due scienziati, M. Jutzi e E. Asphaug, in un loro studio pubblicato nel mese di agosto sulla rivista Nature, attraverso complesse simulazioni al computer, hanno avanzato un’ipotesi plausibile sull’origine di queste montagne lunari. Secondo i loro studi, le montagne situate nella faccia nascosta si sono originate come conseguenza dell’impatto sulla nostra Luna di un corpo celeste molto più grande di una meteora.

Ma come ha potuto lo scontro tra due grossi corpi celesti causare non la formazione di un bel cratere ma di un rilievo montuoso? Perché ciò sia plausibile l’impatto dovrebbe essere avvenuto in condizioni molto particolari. Innanzitutto, il corpo impattante doveva essere grande circa un terzo della Luna stessa, inoltre la collisione doveva essere avvenuta in una fase della formazione lunare, in cui sotto la crosta solida c’era ancora materiale fuso e molle, e infine, la velocità doveva essere inferiore a quella del suono (v. del suono è circa 1200 km/h), che è relativamente bassa rispetto a quella con cui impattano ad esempio i meteoriti (100.000-150.000 km/h). Solo così uno scontro a bassa velocità avrebbe potuto creare un increspamento della superficie lunare confrontabile con il sistema montuoso presente sulla faccia nascosta!

Ma da dove è venuto fuori e che fine ha fatto questo corpo celeste che si è scontrato con la nostra Luna? I due scienziati ipotizzano che si sia formato assieme all’attuale Luna dall’aggregazione dai frammenti in orbita attorno alla Terra, derivanti dall’impatto di questa ultima con un’enorme meteora che ha strappato via al nostro pianeta ancora non solidificato, numerosi frammenti di crosta e mantello. Questa teoria per la formazione della Luna è chiamata dagli scienziati “Teoria dell’impatto gigante”.

Quindi le due lune sorelle si sono formate nello stesso periodo e come conseguenza dell’impatto gigante, ma come mai la Luna è ancora il nostro satellite e la sua sorella minore no? I due studiosi sostengono che la luna sorella essendo più piccola si è raffreddata più velocemente, mentre l’attuale Luna era ancora allo stato fuso, quindi, a causa dello scontro, la luna sorella si è frammentata lasciando gran parte dei suoi frammenti sul bersaglio e ispessendone la superficie. Una conseguenza affascinante di questa teoria è che per un certo periodo, sembrerebbe per circa 10 milioni di anni, la Terra ha avuto ben due Lune!

Per ora, quella dei due scienziati è solo un’ipotesi abbastanza plausibile. Per avere le prove che ne dimostrino l’attendibilità sarebbe necessario, per esempio, confrontare la composizione delle rocce dell’emisfero visibile con quello dell’emisfero nascosto. Infatti, se questa ipotesi fosse vera, nella crosta dell’emisfero nascosto della Luna dovrebbe essere conservata una parte delle rocce che formavano la luna sorella, più antiche di quelle della Luna attuale, che si era solidificata dopo. Magari in un futuro, speriamo non troppo lontano, l’uomo esplorerà nuovamente la Luna, così gli scienziati potranno analizzare campioni di roccia provenienti dalle montagne della faccia lontana e risolvere il mistero della loro origine.