Le origini della coltivazione della pianta di cacao (Theobroma cacao L.), ingrediente essenziale del cioccolato, risale circa al 1000 a.C. I primi a coltivarla furono i Maya i quali poi la usarono come moneta di scambio con gli Aztechi (con 4 semi di cacao si poteva comperare un zucca, con 10 un coniglio, con 12 una notte con una concubina, e con 100 uno schiavo). Il cioccolato veniva consumato solo durante cerimonie importanti e spesso era aromatizzato con vaniglia, pepe e peperoncino.

Il cacao, insomma, era considerato un bene prezioso! Ma era “solo” il suo meraviglioso sapore a renderlo tale? E cosa rende il cioccolato così irresistibile? Oggi grazie alle nostre conoscenze nel campo della medicina e della biologia sappiamo dare una spiegazione scientifica anche all’irrazionale impeto che a volte ci coglie davanti ad una scatola piena di cioccolatini. Potremo quindi spiegare perché non abbiamo resistito: non è colpa nostra…è colpa del cioccolato!

Ma quali sono le colpe (o forse i meriti) del cioccolato?

Vi ricordate l’articolo sugli effetti dell’esposizione al sole? Mangiare il cioccolato, proprio come stare al sole, aumenta la produzione di seratonina che è una delle sostanze in grado di provocare la sensazione di benessere e soddisfazione. Ma mangiare cioccolato non ci fa solo sentire meglio, ci fa proprio stare meglio!

In particolare sembra proprio che il cioccolato, specie quello fondente, è uno di quegli alimenti benefici per il sistema cardiovascolare. Ma in questo caso, quali sono gli effetti del cioccolato e chi ne sono i responsabili?

I responsabili sono i flavonoidi (molto presenti nel cioccolato fondente, meno in quello al latte e praticamente assenti in quello bianco), sostanze antiossidanti in grado di eliminare i radicali liberi che tendono a reagire con i lipidi, con le proteine e con il DNA. All’interno di vene o arterie, infatti, i radicali liberi possono reagire con alcuni aggregati di proteine e lipidi, detti lipoproteine, modificandone la natura e facendoli così depositare sulle pareti. Ovviamente, a lungo andare, questo deposito può portare alla chiusura del vaso stesso. I flavonoidi hanno il compito eliminare i radicali liberi impedendo la modificazione delle lipoproteine e la loro adesione al vaso che quindi non si occlude.

aterosclerosi

Ma non finisce qui! I flavonoidi favoriscono la produzione di ossido nitrico, un composto in grado di dilatare i vasi sanguigni permettendo al sangue di scorrere più liberamente e abbassando così la pressione sanguigna; sono inoltre in grado di ridurre le risposte infiammatorie e la formazione di trombi, grumi di sangue che possono formarsi all’interno dei nostri vasi ostacolando il flusso del sangue stesso. Pensate che per ottenere tutti questi benefici basterebbe consumare 100 gr. di cioccolato fondente al giorno, riducendo così del 21% il rischio di disturbi cardiovascolari. Va detto, però, che se una tale quantità di cioccolato contiene una benefica dose di flavonoidi è pur vero che probabilmente non è indicato mangiarne così tanto tutti i giorni, poiché il cioccolato contiene anche delle altre sostanze, come zuccheri e lipidi, di cui è meglio non abusare. Meglio allora assumere i benefici flavonoidi mangiando, con sana moderazione, cioccolata, tè, frutti di bosco, cavoli e gli altri alimenti che li contengono.

Ma non ci sono solo i flavonoidi, il cioccolato contiene anche altre sostanze tra cui la teobromina e la caffeina che stimolano l’attenzione, la concentrazione e l’attività fisica. Insomma, buona cioccolata a tutti, senza sensi di colpa…e senza esagerare!

A proposito, a Perugia, dal 14 al 23 ottobre c’è l’Eurochocolate 2011….a buon intenditor poche parole…