Per combattere la caccia, sono state create delle strutture di accoglienza e protezione lungo le coste del Mar del Nord.

La caccia alle foche è una triste realtà con cui ancora oggi abbiamo a che fare. Ogni anno tra Canada e Groenlandia, sono migliaia gli animali che vengono uccisi a causa della loro carne o della loro pelle, utilizzata per creare abiti e non solo. Di questo passo, si stima che, molto presto, le foche potrebbero andare incontro a un’estinzione certa.

Recentemente sono nate due strutture molto importanti: il centro di recupero di Norden e quello di Friedrichskoog. Presenti lungo le coste del Mar del Nord, da sempre territorio di bracconieri, entrambi i centri hanno un unico obiettivo: salvare la vita alle foche e, in modo particolare, ai loro cuccioli. Infatti, essi costituiscono la preda prediletta dai cacciatori senza scrupoli, a causa della loro carne tenera e priva di grasso.

I centri di recupero si occupano di mettere in salvo i cuccioli di foca. Una volta raggiunta la maggiore età, le giovani foche verranno poi rimesse in libertà, come giusto che sia. Si tratta di veri e propri “asili” per tali animali, dove uno staff di specialisti si prende cura dei piccoli. Un po’ come accade nelle strutture dei bambini. Tuttavia, c’è da precisare che non tutti i piccoli ospiti sono vittime della caccia: molti sono stati abbandonati dalle madri o si sono persi durante le mareggiate.

Gli asili non curano esclusivamente i cuccioli, ma anche le foche adulte malate o ferite che vengono trovate lungo le spiagge. Inoltre, essi sono delle vere attrazioni per i turisti che possono osservare gli animali durante la fase di riabilitazione. I visitatori possono assistere ai passi e osservarli durante i momenti di gioco nelle vasche. Spesso si organizzano anche mostre didattiche e piccoli musei, ideali per gli studenti in gita, ma anche per coloro che si trovano lì a visitare la struttura. Un modo per imparare e comprendere cosa davvero accade nel mare.

L’ultimo arrivato nella struttura di Friedrichskoog è un cucciolo di foca, ribattezzato con il nome Elvis. Non si conoscono i motivi per cui il piccolo sia rimasto da solo, ma fortunatamente adesso è al sicuro. Nel centro Elvis sarà visitato, gli verrà dato da mangiare e potrà giocare con gli altri ospiti, con l’augurio che lui e gli altri possano ritornare a nuotare tra le onde in completa libertà.