Ricordate le avventure di Elena e dei suoi pulcini americani? L’avevamo lasciata alle prese con vermi e scarafaggi: delle vere leccornie per i piccoli e affamati buongustai. A distanza di un paio di mesi, i pulcini sono cresciuti e in questa nuova avvincente “puntata” Elena ci racconta la sua giornata tipo a contatto con le sue gallinelle.

 

Elena, Madison, Wisconsin, 10/11/2011

Ogni giorno con le ragazze è un giorno diverso. Ci sono sempre nuove avventure, nuovi pasticci e nuove cose da affrontare. Man mano che crescono ci sono imprevisti, nuovi accorgimenti e nuove precauzione da prendere. Ma ci sono operazioni di routine che devono essere fatte tutti i giorni.

Ogni mattina mi alzo e devo assicurarmi che ci sia abbastanza cibo nell’alimentatore e sostituire l’acqua. Nel pomeriggio di solito do loro un regalo, come scorze di anguria o pannocchie. Una o due volte alla settimana devo ripulire il pollaio spingendo tutta la robaccia in un buco assicurandomi che non sia bloccato da intoppi di nessun genere. Poi devo sistemare i “letti”. C’è anche la sezione del pollaio che contiene l’acqua e il cibo da sistemare. E’ chiusa col fil di ferro, ha un tetto e una porta. Le “ragazze” (coccodé) hanno una scala che conduce a questa zona e possono andare dentro e fuori a loro piacimento. Di notte chiudo la porta in modo che siano protette dagli altri animali e dal freddo.

Ora il tempo sta diventando molto più freddo, abbiamo già la neve! Le nostre ragazze sono resistenti al freddo, il che significa che possono sopravvivere in questo clima gelido grazie alle loro tante piume che le tengono al caldo. La maggior parte di loro, così, può resistere alle basse temperature ma ci sono ancora degli esemplari che dobbiamo aiutare in inverno. Una cosa che facciamo è controllare che abbiamo le finestre bloccate per evitare che il vento le apra. Poi mettiamo vaselina sulle loro piume in modo che siano protette dal freddo. Dobbiamo anche mettere una ciotola riscaldata nella loro zona “pappe” per evitare il congelamento dell’acqua.

Ogni tanto abbiamo i nostri piccoli incidenti. Un giorno sono andata in garage e ho aperto il secchio del cibo. All’interno vi era una ciotola con la sabbia, cioè con le rocce sbriciolate che usiamo per alimentare i polli in modo che possano digerire il cibo (mai sentito il detto “raro come i denti di gallina?”, è perché i polli non hanno denti!). Al lato della ciotola c’era un topo. Io sono un po’ terrorizzata dai topi. Ho dovuto dar da mangiare alle galline senza toccare il piccolo roditore. Ciò si è rivelato più facile a dirlo che a farlo. Ho afferrato un bastone e ho sollecitato il topo, che è saltato fuori dalla ciotola rapidissimo, mi ha dato uno sguardo molto seccato ed è scappato via. A quel punto ho messo da parte il secchio, ho aperto un nuovo sacco di cibo e usato quello. Più tardi quel giorno, ho trovato il topo in una bottiglia d’acqua con una nota “il topo è malato”, firmato papà. Tutto quello che riuscivo a pensare era…che cosa c’era nel cibo delle mie cocchette, che cosa c’era nel cibo delle mie cocchette…. ero inorridita. Si scopre però che il topo non era malato. Aveva piaghe sullo stomaco che potevano essere state causate dalla roccia o dai polli. I polli, infatti, come sapete, uccidono e mangiano i topi!

Un altro momento critico è quando le “ragazze” provano a volare. Esse non sono così brave a farlo ma non sembrano ancora rendersene conto. Così, spesso, quando apro la parte posteriore della “zona notte” per verificare la presenza di uova, saltano spesso sulla sporgenza come facevano quando erano piccole, ma ora, invece di scendere piano piano tenendosi in equilibrio, provano a volare verso il fondo del garage che è molto disordinato, pieno di balle di fieno, biciclette e tutto l’occorrente per i nostri progetti per i weekend. Ad un certo punto Honey Pie (una mia gallina) è volata sotto una bicicletta e non siamo riusciti a farla uscire per un bel po’ di minuti, fino a quando l’abbiamo attirata con un torsolo di mela.

Penso che le nostre ragazze stanno causando più problemi di quanto, in quattro mesi di vita, altre persone avrebbero fatto. Per esempio, secondo voi, esseri umani di quattro mesi volano maldestramente e attaccano topi?