Vi è mai capitato di andare in campagna e vedere delle farfalle grandi e colorate che si inseguivano l’un l’altra o che si posavano su un fiore? Forse avete incontrato dei Papilio machaon, o più semplicemente, dei Macaoni. Ma come è fatto un Macaone? Anzi, come è fatta una farfalla? Non è una domanda semplice, perché, a seconda della fase della loro vita, le farfalle (più scientificamente i Lepidotteri) si presentano ai nostri occhi in forme molto diverse, così diverse che se non sapessimo trattarsi dello stesso individuo penseremmo che sono animali diversi!

Quando escono dal loro uovo le farfalle sono bruchi (= larve), che mangiano e crescono finché diventano crisalidi (= pupe), cioè finché si incapsulano in un involucro protettivo che permette loro, senza essere disturbati e senza doversi muovere, di utilizzare le riserve che hanno accumulato per trasformarsi in farfalle adulte, fornite di ali, antenne e zampe. Quando questo processo sarà terminato le farfalle “sfarfalleranno”, ovvero prenderanno prontamente il volo!

Tutto questo trasformarsi viene chiamato “metamorfosi”, ed è uno degli aspetti più affascinanti di questi insetti, forse perché ci fa pensare che anche noi umani, se pur meno vistosamente, viviamo nel corso della nostra esistenza tanti cambiamenti.

Tornando al Macaone, la forma a noi più conosciuta, e anche quella più visibile, è quella degli adulti. Dunque, l’adulto del Macaone ha una piccola testa dotata di due antenne, due grandi occhi e una “spiritromba” (una bocca a forma di cannuccia che può essere stesa o arrotolata); un torace dal quale partono tre coppie di zampe e due coppie di ali (una superiore e una inferiore); infine un addome. La parte superiore del corpo è percorsa da una larga stria nera longitudinale. Le ali del Macaone sono gialle, con barrature e margini neri. Sulle ali inferiori, che terminano con una piccola appendice caudiforme, compaiono delle fasce blu e due macchie tonde e rosse (una per ala).

Dopo esserci fatti un’idea del nostro soggetto, vediamo cosa ha da dirci un vero esperto di farfalle, Alberto Zilli, entomologo (studioso di insetti) del Museo Civico di Zoologia di Roma, che nel corso delle sue ricerche ha scoperto finora ben 90 nuove specie di farfalle.

D. Dott. Zilli, il Macaone è una farfalla molto colorata, vistosa, non passa certamente inosservata. Cosa si può dire sulla colorazione delle farfalle in genere, e perché alcune sono più vistose di altre? A cosa servono, per la sopravvivenza di questi animali, i colori?

Le farfalle, soprattutto quelle che volano di giorno, usano i colori per comunicare, per mandare messaggi. Spesso si tratta di messaggi amorosi, quando i due sessi si scorgono in natura grazie appunto alle colorazioni; talvolta, però, i colori vengono utilizzati per rivaleggiare, quando ad esempio un maschio deve dimostrare che ha già preso possesso di un territorio e non tollera intrusi. Oppure non dimentichiamo che disegni e colori possono anche avere un ruolo nella comunicazione con altre specie, addirittura nei confronti dei predatori, quando una farfalla provvista di sostanze disgustose o repellenti nel proprio corpo deve farsi notare bene per indicare ai potenziali nemici di starle alla larga…

D. In molte specie di farfalle si può osservare una notevole differenza, nei colori, nelle dimensioni, a volte nella forma, fra maschi e femmine (in termini scientifici: dimorfismo sessuale). Nel Macaone?

No, il Macaone è una specie in cui il dimorfismo sessuale è ridottissimo, direi nullo, salvo qualche piccola differenza nelle dimensioni dell’addome e delle ali.

D. Cosa possiamo dire brevemente del ciclo vitale del Macaone? Quante volte si riproducono all’anno? Come sono fatti i suoi bruchi? Cosa mangiano i bruchi e cosa gli adulti?

Come tutte le farfalle presenta un ciclo articolato in uovo, larva (o bruco), crisalide ed adulto. A seconda delle condizioni climatiche si possono avere da due a quattro generazioni all’anno. I bruchi sono bellissimi, verdi, talvolta delicatamente cerulei, con strie trasversali nere intervallate da tasselli rossi. Si nutrono di diverse Ombrellifere, tra cui il comune finocchio selvatico o la carota selvatica, ma anche di Ruta. Gli adulti svolazzano invece qua e là su diversi fiori alla ricerca di nettare.

D. Dove, In Italia, è più facile osservarli? Quali ambienti prediligono?

Si tratta di una specie molto comune che presenta anche notevoli capacità di adattamento agli ambienti urbani ed antropizzati. Infatti, non è infrequente vedere dei Macaoni svolazzare nel pieno delle città. Spesso si tratta di individui che si sono sviluppati su piccoli nuclei di finocchio selvatico che hanno colonizzato cumuli di terra smossa in seguito a lavori stradali o edili. Al di sopra di una certa quota tende però a rarefarsi decisamente, fino a scomparire completamente negli ambienti d’alta montagna.

D. Avete notato, nel corso degli anni, un cambiamento della popolazione, cioè una diminuzione (o un aumento) del numero di individui? Se sì, è un fenomeno normale, oppure è attribuibile ai cambiamenti ambientali dovuti all’azione umana?

Più che altro stiamo registrando un progressivo innalzamento dei suoi limiti altitudinali (nota n.1), che possiamo evidentemente mettere in relazione al riscaldamento climatico.

D. Ci può raccontare una curiosità o una caratteristica peculiare riguardante il Macaone?

I bruchi, se disturbati, estroflettono da dietro il capo un curioso organo rosso a forma di “Y” (nota n. 2) che emette una sostanza repellente a scopo difensivo.

D. Quale atteggiamento è corretto tenere in natura quando si osservano questi animali e gli animali in genere?

Beh, osservandoli senza disturbarli c’è sempre qualcosa da imparare.

D. Oltre al fascino che queste splendide creature esercitano su di noi, all’incanto che ci fanno vivere quando seguiamo i loro delicati voli, perché studiare questi insetti?

Le farfalle rappresentano una fonte inesauribile di conoscenza sul comportamento, sull’evoluzione, sulla biodiversità e sull’ecologia. Alcune delle più interessanti ricerche di biologia evoluzionistica hanno proprio come oggetto di studio questi insetti.

Note.

1. Vuol dire che se prima i macaoni potevano arrivare ad una quota “x” (altezza sul livello del mare), ora si possono trovare a quote superiori.

2. Chiamato “osmetrium”