Cari G.Ecolettori,

scusate se vi contatto con un po’ di ritardo, ma mi sono fratturato una zampa. Ho appena tolto il gesso, perciò ora posso scrivere con calma! In questi mesi ho provato a scribacchiare qualcosa, ma essere un geco e non avere la zampa destra per digitare sulla tastiera è un bel problema.

Ecco, vi incollo un testo che ho scritto durante la mia convalescenza, quando non riuscivo a usare la metà destra della tastiera:

“Car gecettr s rtt bracc! Fa tat ae a ser d garre rest.”

(Cari gecolettori, mi sono rotto un braccio! Fa tanto male, ma spero di guarire presto)

Come è successo? Ha! Questa è proprio bella.

Forse non lo sapete, ma io leggo con attenzione TUTTI i vostri commenti alle mie Gecointerviste! E tra quelli dell’ultimo articolo sul macaone ce n’è stato uno che mi ha colpito particolarmente. Si trattava di un’idea geniale, innovativa e anche e molto creativa: costruirmi un deltaplano per seguire le farfalle, visti gli insuccessi della mia bicicletta. Ah, che poesia! Io che volo leggiadro nei prati dietro alle farfalle… ebbene, cari gecolettori, l’ho fatto:

ho preso un po’ di carta da regalo natalizia che ho trovato fuori la casa che mi ospita, un po’ di nastro da pacchi, due ferri da uncinetto et voilà! Il deltaplano era pronto!

E sono riuscito a planare! Non ci crederete, ma ho VOLATO! Hahaha! Che sensazione meravigliosa…

A patto che “cadere in picchiata a peso morto” possa essere inteso come “volare”. Oh, insomma. E chi l’ha deciso che si debba planare piano su un deltaplano. Si sarebbe chiamato deltapiano, no? Io ho planato incredibilmente velocemente, e allora? L’unico problema che ho avuto è stato con l’atterraggio. Crack! Zampa destra rotta.

Ecco qui, carriera rovinata. Non potevo di certo prendere appunti, con la mia zampa dominante fuori gioco. Così, mi ero rassegnato a passare l’inverno in preda alla noia, quando mi sono reso conto che senza fare niente proprio non ci so stare. Mi sono messo a cercare qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere nel giardino del palazzo, ma niente! Neanche a pagarli! Nessun animaletto gironzolava. Come biasimarli con quel freddo?

Alcuni erano migrati in Africa, altri erano andati in ibernazione (tra l’altro le ninne invernali sarebbero spettate anche a me, ma ormai avevo perso il sonno, tanto valeva rimanere svegli fino alla primavera). L’unica forma di vita che ho trovato era un tipetto tutto sulle sue, chiuso in se stesso. Un guscio attorcigliato e nulla più. Una… chiocciola! Che se la stava dormendo beatamente. INAVVERTITAMENTE ho urtato il suo guscio e quella si è svegliata. Toh! Che casualità! Il destino era dalla mia parte.

Certo, ho dovuto urtare inavvertitamente per 216 volte il guscio, bussando con la zampa ingessata, ma alla fine ci sono riuscito. Perciò è con piacere che questo mese vi parlo della

CHIOCCIOLA

Biologia:

Non vi dico gli insulti che mi ha tirato dietro la chiocciola. Non nel senso di “non sto qui a dirvi gli insulti, perché ci metterei troppo”, proprio non posso dirveli perché erano troppo insultosi. E io sono un tipetto per bene, quindi non li ripeterò, ecco.

Tra l’altro proprio non riuscivo a capire da dove uscissero i suoni, dato che davanti a me vedevo solo due cose: un guscio con una massa molliccia sotto. Sì avete capito bene, proprio molliccia, come una caramella gommosa, solo più molliccia, anzi più Mollusca. Mi spiego: ho scoperto parlando con la mia intervistata che gli scienziati hanno deciso di raggruppare insieme tutti gli animali un po’ “mollicci” nel gruppo dei “Molluschi”. Solo che poi gli scienziati hanno detto “Eh, ma quanti animali mollicci esisteranno?” Infatti, concordo con loro. Bravi scienziati! Per esempio il polpo? E le vongole? E la nostra chioccola? Sono tutti diversi! E allora gli scienziati hanno detto “Chiameremo i sottogruppi dei Molluschi in tanti modi diversi, a seconda di come sono fatti.” “Eh, ma com’è generico!” “Eh, ma non vi accontentate mai!”

E così via, per parecchio tempo. Quando si tratta di trovare nomi in latino, gli scienziati si impegnano al massimo. Volete sapere il risultato di tutta questa discussione?

molluschiLa protagonista di questo reportage è un Animale, Mollusco, Gasteropode, Polmonato. In altre parole, oltre ad avere un corpo molliccio, questi animali strisciano sulla propria pancia. Anzi, per l’esattezza inizialmente si pensava che strisciassero sullo stomaco. Quindi, li hanno chiamati “Gasteropodi” (dal greco gaster = stomaco, podos = piede), ma io li avrei chiamati “Panciapiedi”, che suona simpatico. Qualcosa come “Barbapapà”. Senti come è più simpatico? Panciapiedi. E già hai capito chi sono. E invece no, usiamo il greco. Gasteropodi. Bleah.

Cosa stavo dicendo? Ah sì, i Polmonati! Ho scoperto dalla mia amica chiocciola che la maggior parte dei Gasteropodi (Panciapiedi) vive sott’acqua; i pochissimi Gasteropodi che vivono sulla terraferma, proprio come la mia intervistata, hanno dovuto munirsi di un attrezzo utile a respirare l’aria. Ebbene sì, una sorta di “polmone”, che dà loro il nome di “Polmonati”.

A un certo punto, ho visto un grosso buco (come una grande bocca) aprirsi sulla parte destra del corpo della mia intervistata, proprio all’attaccatura del guscio. Ma poi, poco dopo, il foro è incredibilmente scomparso, come se non ci fosse mai stato. Ero lì, a fissare quel corpo, aspettando sia che il buco ricomparisse, sia che quella bocca cominciasse a parlare, invece che dissolversi.

Quello che stavo osservando.

Sapete cosa mi ha detto la mia intervistata (un po’ scocciata)? “Come mai continui a fissarmi il pneumostoma? O, se preferisci, la narice?” Narice?? Ma come narice? Io stavo fissando la bocca!

“Se cerchi la mia bocca, si trova qui sotto.” Così dicendo, la chiocciola è uscita completamente dal suo guscio, si è messa con il suo corpo in posizione verticale e finalmente ho visto la bocca. Si trovava sotto il corpo. Tutta la scena si è svolta sotto lo sguardo divertito della mia intervistata, che mi guardava con due occhietti vispi posti in cima a due tentacoli. Molto educatamente, ho espresso tutta la mia sorpresa.

“MA SEI UN MOSTRO! Aaaah! Fuggite! Vivi arrotolata dentro un guscio, hai la bocca sotto la pancia, il naso nel guscio (con una narice sola, per giunta!), il corpo rivestito di muco, un unico grande piede e gli occhi su dei tentacoli. Si salvi chi può!”

La chiocciola si è messa a sghignazzare e mi ha detto che non c’era bisogno di allarmarsi più di tanto. Proprio per la sua struttura corporea così “strana”, non poteva certo inseguirmi, anche se avesse voluto. Infatti questi molluschi si muovono all’imbarazzante velocità di 4 metri l’ora circa. Cioè 6,6 centimetri al minuto. Cioè 1 millimetro al secondo. [Sbadiglio] Che lentezza, ragazzi. Più lenta della fila alla cassa, più lenta di un vecchietto che deve decidere che carta buttare a briscola, più lenta di un bambino che sceglie i gusti del gelato.

Una volta che la mia nuova amica si è accertata che mi fossi tranquillizzato perché era troppo lenta per inseguirmi, ha continuato a spaventarmi con dettagli raccapriccianti. In ordine, ha risposto a tutti i miei insulti, uno per uno. Che poi, insulti non erano. Così, Dal ribrezzo sono passato alla meraviglia:

“Vivi arrotolata dentro un guscio”:

Verissimo! Ottima difesa dai predatori, dal caldo e dal freddo. Può essere grande fino a 5 centimetri di diametro ed è una vera e propria conchiglia. È proprio da esso che gli italiani, i francesi, i coreani e altri popoli hanno preso ispirazione per chiamare il simbolo della mail: @. Chiocciola!

at

Esistono anche dei Gasteropodi Polmonati che non hanno il guscio. No, non sono chiocciole sfrattate o in cerca di un appartamento più spazioso, sono proprio altri animali. Parenti, certo, ma pur sempre altri animali.

Il termine migliore per definirle è “limacce”, ma va bene anche “lumache” e nella foto è l’animale in basso. Vivono soprattutto nei boschi e in posti umidi, al contrario delle chiocciole (in alto), che grazie al loro guscio possono vivere anche in ambienti meno ospitali.

Quindi, quando qualcuno chiama “lumaca”una chiocciola sta commettendo un errore, che per fortuna voi gecolettori non farete più. Ma si sa, la nostra lingua cambia spesso e forse non è il caso di sottolineare questa differenza. Voi limitatevi a chiamare le chiocciole… chiocciole!

“hai la bocca sotto la pancia”

Inconfutabile. Mi sono messo a “tocchicciare” quella boccuccia così simpatica e me ne sono innamorato. Fino a che, per sbaglio, non ho infilato un dito all’interno della cavità orale e ho sentito qualcosa di rasposo, un po’ come la lingua di un gatto.

Non chiedetemi come faccia a sapere com’è fatta la lingua di un gatto. Ho ancora gli incubi.

Cos’era quella cosa? Ebbene sì, la sua lingua! Ma è talmente straordinaria, che ve ne parlerò più tardi nel dettaglio.

“il naso nel guscio (con una narice sola, per giunta!)”:

Eh sì, sul lato destro del corpo. Dopo aver visto (e tocchicciato, naturalmente) quella narice aprirsi e chiudersi, ho capito finalmente perché questi animali vengono chiamati “Polmonati”. Mi aspettavo che i polmoni di una chiocciola fossero all’interno della sua pancia e invece sono… dentro il guscio! Infatti, il corpo della chiocciola prosegue dentro alla conchiglia, dove sono presenti alcuni organi interni… Che animale incredibile! E che incredibile pazienza! La si può tocchicciare tutta e non si lamenta mai (al massimo vi lascia un po’ di bava sulle dita).

“un unico grande piede”

Questo è veramente bello da vedere. Cioè, avete mai provato a osservare una chiocciola strisciare su un vetro? È una vera meraviglia. Poi io mi incanto sempre davanti agli oggetti di vetro su cui appaiono esseri viventi. Per esempio allo specchio. Ma al di là del mio narcisismo, questo è proprio da vedere. No, sul serio. Cosa fate ancora qui, al computer? Presto, gaglioffi! Orsù, uscite all’aria aperta (preferibilmente dopo una pioggia), prendete la vostra chiocciola di fiducia e mettetela sul vetro di una finestra. Forza. Su!

Niente, eh? Va bene, ci penso io. E ringraziate il popolo di internet che ci ha già pensato…

Movimenti ipnotici. Fissate un’ondina muscolare e provate a seguirla. Attenzione a non sbavare sulla tastiera, però.

 

Le chiocciole hanno un muscolo importantissimo, che è quello che le fa uscire ed entrare nel guscio. Ma i muscoli che permettono loro di muoversi, sono quelli visibili nel video, che si contraggono dalla “coda” alla “testa”, formando tante piccole onde. Le vedete?

Ah, quanto mi piacciono. La combinazione di tutti questi muscoli fa sì che una chiocciola si possa muovere un po’ ovunque, girarsi su se stessa e anche camminare a testa in giù! Ma per avere questi superpoteri non basta solo un corpo muscoloso, serve anche qualcosa di più… viscido!

“il corpo rivestito di muco”

Dato che le chiocciole non hanno una pelle resistente come noi gechi o voi umani, rischiano sempre di morire essiccate al sole o di non riuscire a camminare per bene sul terreno. Perciò, producono sempre del muco su tutto il corpo, che dà loro un aspetto “umido”.

Il muco serve infatti a proteggerle da un’eccessiva perdita di acqua e a farle strisciare sul terreno e grazie alle sue proprietà adesive e protettive, permette alle chiocciole di arrampicarsi su un albero, su un ramo a testa in giù o addirittura sulla lama affilatissima di un coltello, senza ferirsi minimamente.

Non vi dico l’imbarazzo quando ho offerto alla mia intervistata un fazzoletto chiedendole se fosse raffreddata.

“e gli occhi su dei tentacoli”

Già. 2 occhi, 4 tentacoli. Fermi tutti. C’è qualcosa che non va! Due occhi su quattro tentacoli. Per caso c’è mezzo occhio su ogni tentacolo? O due tentacoli uniti su un occhio? Aspettate un attimo, fatemi ricontrollare una foto. Ah, ecco. Ora va meglio. Se osservate una chiocciola, noterete che sulla parte alta del capo ci sono due tentacoli lunghi, terminanti con due “puntini”. Sulla parte bassa, invece, ci sono due tentacoli corti, senza puntini.

I tentacoli lunghi con i puntini sono gli occhi. Non ci vedono benissimo, gli occhi servono più che altro a far capire alla chiocciola se è giorno o notte. Perciò, evitate di mostrare a questi molluschi la vostra gioia di averli incontrati facendo una danza tribale vestiti di rosso. Non vi vedranno. Se farete loro ombra, invece, noterete che si muoveranno in maniera diversa, sollevandosi e cercando di capire dove si trovi l’ostacolo che ha oscurato il Sole, oppure fermandosi spaventate. Insomma, non ci vedono bene. Avrebbero bisogno di… lenti a contatto! Hahaha! Lente… lenti! Eh? No, eh? Ok, era brutta.

I tentacoli inferiori, sono un po’ il naso e un po’ le mani di questi animali, l’equivalente delle antenne per gli insetti. Toccano un po’ tutto mentre camminano, così la chiocciola sa sempre dove sta andando. E come fanno tutte queste protuberanze a entrare nel guscio? Semplice, rientrando nel corpo. Proprio così!

Vedere per credere. (Che non vede) Cioè, vede, ma solo se… ok, vedete e capirete. Che non vede. Cioè vede, ma…

Eppure, nonostante tutte queste caratteristiche incredibili, io ero ancora affascinato da quella boccuccia moliccia tocchiccevole. Devo aver esagerato (anche con i vezzeggiativi), perché la chiocciola mi ha chiesto se mi stessi innamorando di lei. Naturalmente le ho risposto di no, ho chiuso con le storie inter-specifiche dopo la mia cotta per la scoiattolina.

Inoltre, non volevo far ingelosire nessun compagno/marito/fidanzato con i miei tocchicciamenti. Ma la chiocciola si è messa a ridere, dicendomi che non c’era nessun compagno ad aspettarla. “Oh, mi scusi. Lei è zitella! Non volevo infierire”. Risatine. Mi ha risposto che l’avevo confusa per qualcun altro, dato che non era una femmina!

Forse avevo fatto una gaffe? Ops…”Allora mi scusi, signor chiocciolo, è che con questo nome femminile “chiocciola”, io credevo che…” E giù a ridere a crepaguscio. Ma come…Niente maschio? Niente femmina? Ho provato con “signora”, ma niente. “Signore? Giovanotto? Cumpà! Uagliò! Picciotto! Pizzeddu! Donzella? Franco?” Vabbè, niente da fare. Alla fine ho svelato l’arcano. Non era né maschio, né femmina. Era… tutti e due!!!

Vi rendete conto? Un animale che è contemporaneamente maschio e femmina! Ma come è possibile!? E allora non sapevo che fare, come chiamarlo/a, di che parlare… Poi, mi sono ricordato che su internet è cominciata a circolare la moda di mettere un asterisco al posto della vocale finale per indicare sia i maschi che le femmine. Qualcosa come: “Buongiorno a tutt*”, che vuol dire sia “tutti” che “tutte”. Così ho cominciato a esprimermi con gli asterischi vocali. Non vi dico la difficoltà. “Mi scusi signor*, non volevo offenderla. Posso darti del tu? O preferisce del lei? O preferite del voi? O preferisci del *?” Naturalmente la chiocciola ha optato per l’*.

fiocco rosaChiarito questo punto, avevamo gettato delle solide basi per una duratura amicizi*. Scusate, qui non ci andava. È che ci ho preso la man*. Neanche qui. Basta. Autocontrollo!

Chiocciola, dunque! Il nome è femminile, ma l’animale abbiamo detto che è sia maschio che femmina. Questa cosa proprio non l’ho capita. Le ho chiesto se potesse fare i figli da sol*, ma mi ha risposto che aveva comunque bisogno di un* compagn*. Quindi due chiocciole sono in grado di fare uova, ma hanno bisogno di un’altra chiocciola con cui accoppiarsi. E poi ho realizzato una cosa stranissima, talmente strana che mi è uscito il sangue dal naso per sforzarmi di capirla. In una coppia di chiocciole, ognuna delle due è contemporaneamente papà delle uova dell’altra e mamma delle proprie uova. Fantastic*! (Dopo molto sangue dal naso)

Ah, e poi l’accoppiamento…Le due chiocciole si incontrano e cominciano a corteggiarsi (anche per 10 ore!).

Love is in the air (and in the mucus)

Durante questa fase, mettono i loro corpi a contatto, in quella che sembra una danza passionale. Poi, ognuna mette a contatto la parte destra del corpo e… infilza l’altra con un pugnale. No, non sto scherzando. Si chiamano proprio “dardi amorosi” (love darts) e sono dei piccoli pugnali, fatti di materiale calcareo, molto simile alla composizione della conchiglia. Gli scienziati pensano che sia un modo per far capire al propri* compagn* quanto è resistente il proprio guscio e quindi quanto saranno ben protetti i futuri figli.

Sarà… io lo trovo raccapricciante. Ma dov’è il romanticismo? L’amore? Le cenette a lume di candela? Le serenate? Macché! Una bella pugnalata e conquisterete il/la vostr* amat*! Content* loro…

C’è da dire che non tutte le specie di chiocciola nel mondo usano i dardi amorosi, ma è pur vero che quelle che li utilizzano non si fanno poi così male: potete stare tranquilli. Le “pugnalate” sono innocue, nessun danno per questi molluschi. Dopo qualche settimana dall’accoppiamento, ciascuna chiocciola riuscirà a deporre 30 uova – o più- nella terra umida senza alcun problema e da lì nasceranno altre chioccioline (sempre con tutti e due i sessi). Dopo un periodo che va da uno a quattro anni (a seconda della specie) le chioccioline diventeranno adulte, si infilzeranno a vicenda e così via, nel meraviglioso mondo che è la vita.

Ok, io ci ho provato a metterla un po’ in poesia la storia dell’accoppiamento, ma a me questa cosa che si infilzano mi disturba proprio. Scusate, ma preferisco l’amore di noi gechi! D’altronde, si sa, l’amore è geco.

Ecologia

Le chiocciole vivono in tutto il mondo. Perfino nei laghi. E anche sotto il mare. Soprattutto sotto il mare! Se invece restringiamo il campo alle chiocciole terrestri, allora vivono… in tutto il mondo. Però solo sulla terraferma! Se poi parliamo proprio della mia intervistata, allora dobbiamo circoscrivere l’area solamente all’Europa. Lei è una Helix pomatia, la chiocciola più comune nel nostro paese, conosciuta anche come “chiocciola borgognona”. Mi ha assicurato che non è una tipa di grandi pretese. Le basta un po’ di umidità durante l’anno, qualche fogliolina tenera e pochi predatori per vivere. Un po’ come tutti, d’altronde.

Mi stupisce però che non le serva un po’ d’umidità durante tutto l’anno, ma solo in una parte di esso. Il caldo e il freddo per la nostra Helix non sono un problema. Quando le condizioni ambientali non sono ottimali, sapete cosa fa? Si richiude dentro il suo bel guscio. Tac!

Fa troppo caldo l’estate? Tac! Vado in estivazione e mi risveglio in autunno! Fa troppo freddo l’inverno? Tac! Vado in ibernazione e mi risveglio in Aprile. Non voglio andare a trovare la zia (quella a cui puzza l’alito di sigaretta)? Tac! Mi tappo nel guscio e… vabbè, avete capito.

La cosa che mi rende un po’ perplesso della conchiglia delle chiocciole è che, per quanto sia meravigliosa, rimane pur sempre una conchiglia… aperta! Cioè, posso chiudermi quanto voglio, ma laggiù all’ingresso ho uno spifferone incredibile, da cui può entrare caldo, freddo e perfino aliti puzzolenti!

E invece no. Vi ricordate il muco che riveste il corpo? Quando la chiocciola decide di rintanarsi, anzi, “ringusciarsi” per lungo tempo, produce un tappo di muco che si solidifica e diventa una membrana che le permette di non di morire di caldo/freddo/puzza, pur facendola respirare. Incredibile. Pensate che meraviglia:

“Tesoro, è arrivata la zia Luigia!” Tac! Un bel tappo di muco essiccabile sulla porta della cameretta e il gioco è fatto. Io un po’ le amo queste chiocciole, voi no? Se poi vi dicessi che il guscio lo producono loro stesse, le amereste senza dubbio anche voi.

Quando una chiocciolina esce dall’uovo (anch’esso ricoperto da uno strato protettivo), possiede già un piccolo guscio. Mano mano che cresce, deposita sull’ultimo pezzetto del guscio – quello dell’imboccatura – altro materiale a base di calcio, che farà accrescere la sua “casa” a spirale, come una scala a… indovinate un po’?… chiocciola! Per questo è importante che e chiocciole integrino la loro dieta con sostanze a base di calcio e altri minerali. Non è raro trovare gruppi molto grandi di chiocciole attaccati sui muretti delle case. Non stanno prendendo il sole, stanno mangiando… l’intonaco! Forse non lo sapete ma nell’intonaco dei muri si trovano calcio e sali minerali. Come biasimarle, anch’io leccherei i muri se non ci fosse nient’altro in giro.

lingua chiocciolaA proposito di leccare! Vi ricordate quando vi ho raccontato di aver infilato un dito nella bocca della chiocciola? Sappiate che in quel momento ho sentito una grattugia al posto di una lingua. Ho chiesto alla mia amica (sempre molto disponibile, devo dire) di farmi vedere la grattugia che nascondeva in bocca, ma lei mi ha mostrato semplicemente una… lingua!

La chiocciola mi ha spiegato che qualcosa che grattasse effettivamente c’era, ma era microscopica. Quella che stavo accarezzando incredulo (da circa mezz’ora) era proprio la sua lingua, che ho scoperto chiamarsi “radula”. Sopra di essa, ci sono migliaia di dentelli (fino a 25.000) che servono proprio a grattugiare il cibo: foglie morbide, funghi, frutta marcescente…

Dato che ero curioso, sono andato a cercare un’immagine su internet una volta arrivato a casa e… guardate un po’ che bellezza questa foto: la radula è veramente un organo fantascientifico, soprattutto se osservata al microscopio. Vedeste poi come la usano!

La chiocciola non sta dando baci appassionati alla lattuga. La sta leccando. O meglio, mangiando! O meglio, mangiandola leccando!

Il fatto che questi animali siano lenti non vuol dire che siano di scarso appetito. Anzi! Provate a chiedere a un orticoltore cosa ne pensa delle chiocciole e delle loro parenti limacce. Le maledirà all’istante! Con quella loro radula, mangiano chili e chili di vegetali, inesorabilmente, ogni giorno.

Nel corso degli anni, i contadini non sono di certo stati a guardare e si sono vendicati… mangiando le chiocciole a loro volta! In alcune zone d’Italia le “lumache” sono una specialità, con tanto di sagra cittadina. In Francia invece le chiamano escargots e le condiscono in vari modi.

La mia intervistata mi ha rivelato che non si spaventa più di tanto per questa storia delle sagre, lei vive in pieno centro città e non c’è nessuno che verrà a cercarla, soprattutto perché lascia stare gli orti (furba!). È ben più terrorizzata dai suoi predatori a 4 zampe, piuttosto che quelli a due, come il riccio (link) ad esempio. Ma le minacce vengono anche dall’alto, in particolare dai tordi. Sono uccelli terribili (dice lei), ingegnosi (dico io) e voraci (diciamo tutti e due). Per arrivare alla tenera carne della chiocciola, i tordi spaccano i gusci su dei sassi, che usano come incudini. Brrr… raccapricciante!

tordi mangia chiocciole

Il banchetto di un tordo

E poi tutti gli invertebrati, quelli che aggirano il problema della conchiglia… entrandoci dentro! I veri specialisti di predazione di chiocciole sono due: il carabo (per gli amici, una specie di bacarozzo nero) e le larve di lucciola. Ci sarebbero un sacco di cose da dire su di loro, ma ora non mi sembra proprio il caso, dato che stiamo parlando di pappa-chiocciole nel reportage delle chiocciole. Magari in futuro, chissà…

Una miriade di predatori, insomma. E questi molluschi hanno anche un guscio protettivo! Figurarsi le loro cugine limacce, che vengono divorate da rospi, cinghiali e tassi nei boschi. Non voglio neanche pensarci. E poi, su, basta pensare a cose brutte. Pensiamo a cose belle, come l’amore per esempio!

Ma le chiocciole SI PUGNALANO! Ancora non ci credo. Basta, non pensiamo a niente, che è meglio. E poi mi fa pure male la zampa convalescente.

SI PUGNALANO! Vi rendete conto? Zac-zac-zac. Vado a prendermi una Gecamomilla, che è meglio.

 

Curiosità:

– Quasi tutte le chiocciole del mondo hanno il guscio che, guardandolo dall’alto, si avvita in senso orario. In passato, quando si trovava un rarissimo esemplare sinistrorso (cioè con il guscio avvitato in senso antiorario), questo veniva conservato come se fosse un gioiello e chiamato “re delle chiocciole”.

– Le chiocciole possono mangiare cose velenosissime per noi. Perciò, se trovate un fungo mangiato da uno di questi animali, non vuol dire che sia buono anche per noi! Lasciatelo lì dov’è: voi correrete meno rischi e le chiocciole mangeranno di più.

– Ogni specie di chiocciola ha i dardi amorosi di forma differente. Possono raggiungere anche la dimensione di un centimetro in alcune specie. Altro che frecce di Cupido!

– Le chiocciole e le lumache secernono un muco che le protegge non solo dall’essiccamento, ma anche dai batteri. Per questo, è un potente antisettico (cioè uccide i batteri) e in passato questi Molluschi venivano usati per curare i porri e le verruche sulla pelle e addirittura ingoiati per far passare le infiammazioni delle vie respiratorie!

N.b. Ancora oggi in commercio si trova un ottimo sciroppo per la tosse proprio a base di… lumache!

 

La parola brutta del mese:

Ermafrodita: organismo che è sia maschio che femmina. Spesso, gli organismi ermafroditi non sono in grado di riprodursi da soli, ma devono comunque incontrare un altro rappresentante della stessa specie per fare figli. Proprio come le nostre amiche chiocciole!

 

Niente, la Gecamomilla non fa effetto. Continuo a immaginarmi l’accoppiamento delle chiocciole con la musica di Psycho in sottofondo.

Ho bisogno di una vacanza. Penso che mi vedrò un film stasera, magari Turbo! E poi mi leggerò un bel libro, come Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepùlveda. Magari leggendo di queste chiocciole eroiche, smetterò di pensare a questa storia dei pugnali!

Magari qualcuno di voi può suggerirmi come rilassarmi un po’? (Basta con i deltaplani, però.)

Un gecosaluto a tutt*.