Cari piccoli e grandi lettori di Favoliamo, la fiaba che vi proponiamo questa settimana è scritta da Leonardo Costa. Il nostro giovanissimo autore ci scrive di sé: “Mi chiamo Leonardo, ho 12 anni e frequento la prima media. Mi piace il calcio e tifo Napoli, gioco a calcetto e ai videogames. Amo stare in famiglia e con gli amici e anche con le gatte, perché stare con le gatte è stare in famiglia. Sono timido, ma anche socievole. Il mio colore preferito è l’azzurro, e anche il ciano”. 

Leonardo ci racconta le vicissitudini di Tommaso, un adolescente poco più grande di lui, che attraverso un’avvincente avventura riesce a trasportarci in un mondo dove realtà e fantascienza si intrecciano e ci rendono partecipi di una storia appassionante. Attraverso il suo racconto, Leonardo ci concede uno scorcio sul suo fantastico mondo e ci travolge con la sua penna futuristica e la sua notevole creatività, ma soprattutto con una sconfinata sensibilità. Una lettura per lettori giovani e non, una storia emozionante in cui, per una volta, i robot non vengono demonizzati e in cui avventura virtuale e realtà creano un mix coinvolgente. A concludere la storia, un per niente scontato ma attesissimo lieto fine che inneggia alla forza dell’unione e dei sentimenti e per dirla con parole sue: “l’unione fa la forza e soprattutto fa amicizia!” 

Ma adesso…Favoliamo con Leonardo.

Roberta D’Angelo

Tommy e l’esperimento da salvare

C’era una volta Tommy, che era un ragazzino molto intelligente, di statura media, aveva sedici anni ed era molto divertente e simpatico. Aveva un amico di nome Semino creato da una scienziata di nome Rosa. Un giorno si trovava in una prateria vicino a una cupola di vetro, sede degli esperimenti di Rosa sulle piante. E Tommy aveva avuto il compito di sorvegliare un esperimento importante di Rosa: una pianta carnivora modificata.
Andava tutto bene fin quando… non arrivarono dei robottini per rubare l’invenzione! Si trattava di 2-bit, 8-bit, 16-bit inviati da un temibile cattivo.
2-bit utilizzando la sua velocità cercò di prendere la pianta carnivora, ma Semino lo bloccò alzando un muro di cactus; invece, Rosa cercò di chiudere la cupola ma 16-bit la hackerò impedendoglielo.

<<Non devi per forza stare dalla sua parte, disse Tommy, rivolgendosi a 8-bit.>>
<<Lui mi ha creato e a lui sono fedele, rispose il robottino riferendosi al suo capo.>>
<<Ma per lui non sei niente, mentre per noi potresti essere un amico!, ribatté il ragazzo.>>
8-bit ci pensò, calcolando bene la proposta accettò molto convinto e li aiutò ad intrappolare gli altri robottini.
Tommy propose di spostare la cupola in un posto più sicuro.
Dopo due settimane avevano finito di preparare le valige per il lungo viaggio che li aspettava e che avevano programmato per mettere in salvo l’esperimento.

Una settimana prima della partenza, Rosa aveva scoperto chi fosse il cattivo che voleva rubare la sua invenzione: era soprannominato “Golden skin”.
Passarono dei mesi e poi trovarono un nuovo posto per la cupola. Avevano saputo molte cose su “Golden skin” e i suoi robottini, ma quello che non sapevano era che stavano per avere la resa dei conti. Stavano arrivando altri robottini, perché “Golden skin” non li aveva mai persi di vista.
8-bit riuscì a fermare 4-bit, mentre 6-bit e 12-bit correvano verso la cupola. Semino bloccò 12-bit tra i suoi muri fatti di piante, la scienziata invece vinse uno scontro con 6-bit lanciando pugni di ferro con i suoi guantoni di spine. Poi però arrivò “Golden skin” che neutralizzò 8-bit con dell’acqua e bloccò Semino tra delle foglie.

<<Che vuoi da noi?>>, chiese il ragazzo senza paura.
<<Solo quella bellissima pianta carnivora>> rispose con cattiveria quella specie di mostro dorato.
<<Se la vuoi dovrai passare sul mio corpo>> urlò il ragazzo.
<<Con piacere>> rispose “Golden skin”.
E iniziò lo scontro. Alla fine della lotta uscì vincitore Tommy, con l’aiuto di Semino, che nel frattempo era stato liberato da Rosa, e di 8-bit che era stato aggiustato.
Da allora Tommy venne considerato il salvatore della pianta carnivora e anche dei robot che divennero amici degli uomini; insieme con i suoi aiutanti, perché l’unione fa la forza e soprattutto fa l’amicizia!

Leonardo Costa – Novembre 2020