Cari lettori, voi che siete tanto interessati alla lettura, consiglio di aggiungere al vostro repertorio di libri che avete già letto o a quello che avete già incominciato a leggere e tenete impilato sul vostro comodino della camera da letto, uno Splendido libro con la S maiuscola, “Un’Isola in Via delle Rondini”, scritto da Uri Orlev.

Beh… oltre a leggere i testi di scuola, le riviste di gossip e i giornali sportivi, grazie anche ai progetti con le professoresse , come quelle della biblioteca, io sto diventando una lettrice accanita.  Leggere mi isola da tutto e tutti, è un mondo che condivido soltanto con me stessa e il libro.

Ho scoperto questo libro grazie sempre alla nostra professoressa di italiano che da 3 anni, mi fa leggere in classe i meravigliosi libri scelti da lei. Quest’anno nella lista dei libri da comprare, c’era appunto “Un Isola in Via delle rondini”. Fino a che non ci hanno detto di portarlo a scuola, non mi è venuta la curiosità di aprirlo. Finalmente aperto ho cominciato subito ad appassionarmi, già dalle prime pagine..

Mi sono informata sulla vita dello scrittore: Uri Orlev è nato a Varsavia nel 1931, è uno scrittore di romanzi e racconti prevalentemente di letteratura per i ragazzi. Durante il peridio nazista, che lui visse, venne fatto prigioniero nel ghetto con fratello e mamma. Morta quest’ultima furono deportati nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, e nel 1945 liberati dalla prigionia.

Orvel si trasferì in Israele, dove iniziò a scrive e a pubblicare più di trenta libri ispirati alle esperienze personali e autobiografiche. Fra uno dei suoi romanzi troviamo quello che interessa a noi, da cui è stato anche tratto un bellissimo film che vorrei tanto vedere. Se non l’avete capito, lo scrittore in questo libro racconta la terribile esperienza da lui vissuta in Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il protagonista del libro si chiama Alex , un bambino ebreo di 11 anni, che deve assistere alla scomparsa della madre inghiottita nel nulla come migliaia di ebrei. Per fortuna però c’è un padre pronto a difendere il proprio figlio con i denti, insieme a Barouch, una persona anziana che nelle giornate piene di lamenti grida e di spari, è disponibile a fare compagnia ad un ragazzino, che dovrà però dire addio alle persone rimaste al suo fianco.

Egli si imbatterà nella solitudine, nella fame, nella paura, nella violenza. Dovrà scappare in una casa diroccata, dove aspetterà per lunghi mesi il ritorno del padre. Alex dovrà imparare a sopravvivere per non mancare all’appuntamento con suo padre. Egli incontra per fortuna personaggi indimenticabili, generosi e altruisti ma anche figure cattive ed egoiste e per la prima volta scopre in una ragazzina dagli occhi blu  il più bel sentimento: l’Amore!

Ecco dopo queste parole, posso dire che questo libro è da leggere perché oltre a essere bello, racconta fatti accaduti veramente che hanno segnato la nostra storia. C’è l’amore di un padre verso un figlio, c’è la speranza di vivere felici, in compagnia..

Credo quindi che non bisogna mai disprezzare quello che abbiamo perché c’è sempre qualcuno da qualche parte nel Mondo che sicuramente sta in condizioni peggiori delle nostre.