Questo è un piccolo grande film. Ci sono quattro musicisti affermati che suonano da decenni assieme ed il loro fondatore che per problemi di salute è costretto a smettere di suonare. Sembra tutto assai semplice. Potreste dirmi che la trama non è certo originale, che non vi va di andarlo a vedere perché non ne vale la pena o che di questi tempi per andare al cinema (visti i prezzi) ci vuole ben altro.

E fareste male… nella vita non c’è nulla di veramente semplice, di bianco o di nero; esistono le sfumature e nei rapporti tra le persone sono veramente infinite. Come nella musica, tema principe della pellicola. Nella vita, come nella musica, c’è chi cerca di controllare le proprie emozioni ma ad un certo punto, in un modo o nell’altro, escono fuori, a volte esplodendo, a volte facendoci fare scelte sbagliate che segneranno la nostra esistenza e a volte logorandoci la mente ed il corpo (ma ci sono tante altre possibilità al riguardo..).
Una fragile armonia parla di tutto ciò e non solo. Ci racconta la passione per la musica, maestra di vita quando la si ama veramente, i difficili rapporti tra i genitori e i figli e ci descrive la malattia in maniera impietosa (anche se vissuta con grande dignità da colui che ne è colpito).
Fantastici tutti gli attori, anche i meno conosciuti. Meritano a mio avviso una menzione speciale Philip Seymour Hoffman e Christopher Walken.
Emozionante.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 7.5