Era da molto, molto, molto tempo che non vedevo un livello di recitazione così alto in un film…. Giovedì sera ho deciso di andare a vedere “Carnage”, l’ultima opera di Roman Polanski in un cinema romano ed in lingua originale.

E’ vero, abbiamo i doppiatori più bravi al mondo ma la recitazione può essere apprezzata al meglio solo se priva di filtri, cioé senza doppiaggio. Una delle critiche spesso mosse all’indirizzo del cinema italiano degli ultimi anni riguarda la povertà delle ambientazioni. “Carnage” è la dimostrazione di quanto queste critiche siano infondate. Polanski ambienta la storia quasi solo in una stanza. Non ci sono effetti speciali, né ambientazioni esotiche. Due coppie di genitori (John C.Reilly e Jodie Foster, Christoph Waltz e Kate Winslet) s’incontrano per cercare di risolvere una lite scoppiata tra i rispettivi figli. Tutto molto semplice. Almeno all’apparenza. Ma nella vita nulla o quasi è molto semplice. Usciranno fuori piano, piano ed in seguito ad alcuni episodi le vere personalità di ciascun personaggio. E qui il regista, gli attori ed il testo compiono il miracolo: 79 minuti di cinema con la C maiuscola. I dialoghi sono sempre più incalzanti, ogni secondo possiamo vedere sul viso dei protagonisti un’espressione differente dalla precedente, le nevrosi emergono e nessuno, proprio nessuno ne esce…. beh non ve lo dico, dovete andarlo a vedere. Vi ho già svelato troppe cose per come la penso io.

Posso e voglio aggiungere che ci sono 3 premi oscar davanti la macchina da presa (tutti gli attori, tranne John C.Reilly), un premio oscar dietro la macchina da presa (Polanski) e due oscar “tecnici” Dean Tavoularis (come scenografo) e la nostra Milena Canonero (come costumista).