Mi sono innamorata, il suo nome è Wonder. Il mio è stato un vero e proprio colpo di fulmine, questo perché Wonder mi è piaciuto fin dalla prima pagina. Eh già ci si può innamorare anche dei libri. Scritto da R. J. Palacio e edito da Giunti, Wonder è stato in grado di farmi provare un turbinio di emozioni, sì, proprio come un innamoramento. Leggendolo ho potuto sentire rabbia, dolcezza, paura, commozione, simpatia così da poterlo apprezzare fino alla sua ultima pagina.
Esiste una classifica dei 100 libri che bisogna leggere prima di morire, in questa classifica inserirei anche Wonder perché penso che almeno una volta nella vita questo libro vada letto. Che lo leggiate da piccoli o da adulti lo adorerete allo stesso modo in cui l’ho adorato anche io.

August è un ragazzino di 11 anni, è molto intelligente, coraggioso, simpatico e autoironico, ma ha un piccolo problemino, la sua faccia. Ha il volto deforme e fin dalla nascita si sottopone continuamente a operazioni che possano migliorare il suo aspetto e stile di vita. Adora la festa di Halloween August perché è l’unica in cui può indossare la maschera e sentirsi un bambino normale. Auggie vive completamente protetto dalla sua famiglia, dalla mamma, dal papà e dalla sorella Via la quale non si esime dal lanciare occhiatacce a tutti quelli che per strada fissano il volto del fratellino. Ormai è grande e dunque giunge anche per lui il momento di uscire dal nido e andare a scuola e affrontare i ragazzini della sua età con la speranza che possano guardare oltre la sua faccia.

Il libro è ricco di riferimenti alla cultura pop e in più ha una particolarità che lo rende davvero unico, quello di essere diviso in capitoli in cui cambia continuamente la voce narrante così da ottenere diversi punti di vista. Si passa dalla narrazione di Summer e Jack, i migliori amici di Auggie all’interno della scuola, fino al punto di vista i Via, la sorella. Il capitolo narrato da Via è davvero toccante e vero. Via, infatti, non nasconde di aver sentito il peso di un fratello che, per ovvi motivi, viene prima di tutto per la madre o di essersi sentita libera nel periodo breve vissuto a casa della nonna. Nonostante questo è sicuramente la sua fan numero uno.
Uscire fuori di casa e affrontare la scuola rende Auggie sicuramente più maturo, ma è lui la vera fonte di crescita per i suoi compagni di scuola che diventano più grandi grazie a lui riuscendo ad andare ben oltre il volto di Auggie: “Adesso che lo conosco  posso dire che sono io che voglio essere amico di August. All’inizio, lo ammetto, ero suo amico perché il signor Kiap mi aveva chiesto di essere carino con lui e tutto il resto. Ma adesso lo sceglierei, di stare con lui.” È quello che afferma Jack.

Wonder, sei un fenomeno va letto e non solo perché è un libro che può dare tanto, perché insegna ad andare oltre le apparenze o ad apprezzare il valore della gentilezza, va letto perché è una lettura piacevole, va letto semplicemente perché bello. Insomma è proprio così, Wonder sei un fenomeno, di libro!