Nathan Sawaya faceva l’avvocato ma non era del tutto contento. A volte per evadere dal suo mondo fatto di uffici e strette di mano si dedicava alla sua passione: creare sculture con i mattoncini Lego. Oggi, 12 anni dopo aver abbandonato la carriera legale, di mattoncini ne ha più di 4 milioni, nei suoi studi di New York e Los Angeles.

In effetti, per rendere concrete le sue visioni artistiche di pezzettini ne servono parecchi: soltanto in questo dinosauro ce ne sono 80.020!

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Le sue opere, dal 2007 (anno della sua prima mostra personale) ad oggi, hanno fatto il giro del mondo e, qui in Italia, si possono ammirare fino al 14 febbraio a Roma, nello Spazio Eventi SET, vicino Villa Borghese. The Art of The Brick è una mostra adatta a grandi e piccoli, capace di rendere concreti sogni, intuizioni e miti del nostro immaginario e della storia dell’arte universale. Nathan Sawaya ha infatti riprodotto con i Lego molte opere celebri: la Gioconda di Da Vinci, la Venere di Milo, il soffitto della Cappella Sistina e Il David di Michelangelo, i ritratto di Warhol, l’Autoritratto di Rembrandt, il Pensatore di Rodin, l’urlo di Munch, San Giorgio Maggiore al crepuscolo di Monet, la Ballerina di Degas, la Notte Stellata di Van Gogh, la Testa di Modigliani, Il Bacio di  Klimt, il Partenone.

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Queste riproduzioni acquistano una nuova luce e si rinnovano attraverso quello che sembra un gioco, un “divertissement” intelligente, ma è anche in fondo una riflessione sull’arte postmoderna e citazionista. Per l’autore l’arte è creazione, gioco, divertimento, scoperta e dovrebbe essere una parte fondamentale della vita di ognuno. Per questo egli va nelle scuole a diffondere il suo entusiasmo e la sua passione, che ognuno può ammirare in ciò che espone e nei video che fanno parte della mostra, in cui l’artista svela i trucchi che utilizza per realizzare le sue opere.