Jim Jarmusch si conferma un regista originale, indipendente e che riesce a trattare anche temi spesso affrontati nel cinema (come in questo caso) con uno sguardo assolutamente personale.
Due vampiri (Tom Hiddlestone e Tilda Swinton) si amano e sono sposati ormai da secoli; lui (Adam) è un musicista depresso che vive a Detroit, lei (Eve) una donna fascinosa che ama Tangeri e lì risiede. Poi c’è Marlowe (il grande drammaturgo inglese, un bravissimo John Hurt) anche lui a Tangeri che rappresenta una guida per tutti i vampiri (ebbene sì anche lui ha i canini piuttosto sviluppati…).

La tranquilla e anche noiosa esistenza dei due innamorati sarà disturbata dall’arrivo di Ava (una vispa ed esplosiva Mia Wasikowska), sorella di Eve, che darà un bello scossone alla loro routine.
Belle ambientazioni, rarefatte e desolate, che danno al film un’atmosfera senza tempo; in questo senso Jarmusch è stato bravo a scegliere due città molto “notturne”. Bello anche il contrasto tra il carattere di Eve, solare e vitale, e quello di Adam, cupo e depresso.

Nella visione del regista americano, i vampiri sono una specie in estinzione da salvaguardare, perché sensibili, non violenti e pieni di creatività. Sembra che parli degli artisti di oggi. Interessante.

Giudizio Complessivo: 8