Posso assicurarvi che a vedere “Quasi amici” si rischia di morire dalle risate… io ho un senso dell’ironia poco comune, eppure dopo tanti anni sono tornato a ridere come un matto vedendo un film. Non solo, la pellicola è nelle sale da quasi due mesi e nonostante ciò se fossi arrivato qualche minuto più tardi non avrei trovato il biglietto. Perché? perché siamo di fronte ad un’opera coraggiosa, spumeggiante, rischiosa, non banale, vera (è infatti ispirata ad una storia realmente accaduta).

Chi ha deciso che la ricchezza vuol dire felicità e che le diversità non sono una ricchezza? L’uomo. O meglio un certo tipo di uomo, quello che vuole starsene tranquillo nella propria casetta totalmente disinteressato verso il resto del pianeta.

Questo film ci permette di guardare il mondo con speranza ed ottimismo.

Ci permette di riscoprire l’importanza della risata nella vita quotidiana (anche nelle situazioni che sembrano più disperate), della vitalità e dello spirito (a prescindere dal proprio stato fisico). Il tutto viene raccontato con grande semplicità e con un amore per gli attori che tanti, troppi registi sembrano avere dimenticato negli ultimi tempi. Tante le scene da antologia, io non ve ne racconterò nessuna…. non ho mai capito per quale motivo fare una recensione di un film voglia dire raccontarlo per filo e per segno. E allora al cinema cosa ci si va a fare?

Alla faccia del 3d (scusate se insisto ma a me sembra solo un modo per far pagare di più il biglietto) in “Quasi amici” l’amore e l’amicizia sono gli effetti speciali di questa storia, insieme alla bella colonna sonora del “nostro” Ludovico Einaudi e alla straordinaria interpretazione dei due superbi protagonisti: Francois Cluzet e Omar Sy.

Vi prego passate parola. Siamo di fronte ad un piccolo grande capolavoro.

 

Giudizio complessivo: 9.5