Emily è una bambina che frequenta la quinta classe di una scuola primaria di Frascati e che ha letto il nostro articolo sulle “Isole spazzatura negli oceani“, relativo alla prima edizione del concorso “Illustra l’articolo“. L’argomento l’ha colpita così tanto che ha deciso di scriverci su un breve racconto che, con grande soddisfazione, proponiamo a tutti i lettori. Buona lettura!

 

NARRATORE: C’era una volta una busta di plastica, di nome Erika, che venne gettata in mare.

ERIKA: Aiuto, aiuto! Cosa mi sta succedendo?! Sto cadendo! Aiuto! Non so nuotare! Mi sto riempiendo di acqua,sto affogando! non respiro! (detto con il fiatone). Ma dove sono?, glu glu glu glu glu …

NARRATORE: Erika si rese conto che fu gettata in mare e stava per fare una brutta , anzi una bruttissima fine proprio come la sua amica. Improvvisamente si agganciò a qualcosa. Per un attimo si sentì salva; ma ad un tratto una bocca spaventosa dai denti affilati cercò di assalirla. Ad Erika prese un colpo, si lasciò andare e scese ancora più giù, in fondo al mare. Incontrò un branco di alici che sembrava più amichevole. Erika parlò con il capobranco “Lotty”:

ERIKA: Ciao (con tono impaurito)

racconto salva buste1bisLOTTY: Chi sei, cosa ci fai qui? (con tono deciso)

NARRATORE: Erika era molto spaventata visto il tono di voce di Lotty …

ERIKA: S – so-sono u- una bu – bus –busta di pla – sti –sti –ca e non so cosa ci faccio qui! Stavo facendo la spesa e improvvisamente mi son trovata in mare !

LOTTY: Hai intenzione di farci morire! (con tono minaccioso)

ERIKA: No, no, non lo farei mai, mica mi sono buttata in mare da sola, mi ci hanno buttata gli uomini, dicevano che ero rotta e bucata ma non è vero!

LOTTY: Brutti stupidi!

ERIKA: Dopo tutte le volte che li ho aiutati a portare la spesa mi hanno gettato via così! E poi se non esco fuori di qui perderò il lavoro e con questa crisi dove lo trovo un altro lavoro ?!

LOTTY: Io invece, sono l’unico sopravvissuto della mia famiglia e quegli stupidi uomini me li hanno fatti morire tutti usando la nostra casa come il loro secchio di spazzatura. Ho paura che se continuano così morirò anche io. Per favore Erika, se mi vuoi far sopravvivere cerca di stare lontana da me! Qui non ci puoi stare se no ci fai del male, anche se adesso ho capito che non è tua intenzione .

ERIKA: Non dirai mica sul serio? Mi vuoi mandare via pure te ? (con voce intimorita)

LOTTY: Scusami ma la paura mi fa dire cose offensive che in genere non dico mai !

ERIKA: Va bene, ti perdono ma come faccio ad uscire di qui?

LOTTY: Ho un’idea, laggiù c’è un uomo che sta facendo un bagnetto, ti dispiace se ti lego al suo piede così magari quando esce dall’acqua ti fa uscire?

ERIKA: No, non mi dispiace, se questo è l’unico modo di uscire.

LOTTY : Ok andiamo. Missione salva busta!

NARRATORE : Così tutto il branco si mise a lavoro stando attenti di non essere soffocati dalla busta. Come vedete ora il capobranco Lotty e la busta Erika hanno fatto amicizia e insieme ce la faranno!!!

ERIKA: Mamma mia però, devo dire che questo piede puzza un po’, ma mai quanto il pesce che porto quando gli uomini fanno la spesa!!! (Lotty mise il broncio)

NARRATORE: Lotty le diede uno schiaffo con la coda .

ERIKA : Oh, scusa Lotty non ti volevo offendere.

NARRATORE: All’improvviso l’uomo batté le gambe e Erika salì in superficie.

ERIKA: Ciao Lotty , ciao amici è stato bello conoscervi !

LOTTY: Sì Erika, è stato bello conoscerti ma spero di non vederti mai più da queste parti (disse Lotty con il sorriso e l’occhiolino)

racconto salva bustetrisNARRATORE: I pesci ritornarono a vivere in tranquillità. Erika arrivò sulla spiaggia e fece un bel sospiro. L’uomo rimase molto stupito di aver trovato una busta di plastica legata al suo piede ma ancora più stupito quando slegò la busta dal piede e gli sembrò che la busta gli facesse un sorriso.

UOMO: Sciocchezze avrò preso troppo sole oggi (disse l’uomo scuotendo la testa)

NARRATORE: L’uomo cominciò a radunare le sue cose, stette per andare via lasciando Erika sulla spiaggia; ma prima di salire l’ultimo scalino tornò indietro ricordando che gli serviva una busta per portare a casa le sue pinne bagnate. E così Erika venne salvata anche dalla spiaggia e portata in una nuova casa dove fu riutilizzata diverse volte. Così Erika si sentì di nuovo utile, fiera di se stessa e felice di aver incontrato degli amici che l’avevano salvata.