“KENNETH ASHLEY

Ccc… osa vi è successo?

IO

Quello che succederà alle donne, a sentire Mr Shaw.

KENNETH ASHLEY

?

IO

Mi emancipo”

Lo so, è un modo piuttosto bizzarro di cominciare a parlare di un libro, ma ho deciso di citare questo dialogo in apertura perché in esso si racchiude un po’ quella che è l’essenza di Miss Charity, di Marie Aude Murail edito da Giunti editore.
Se sei una donna questo libro può davvero colpirti, se sei una donna un po’ solitaria, allora il libro può davvero emozionarti.

Ambientato nella Londra di fine Ottocento, in piena epoca Vittoriana, racconta le avventure di Miss Charity, una bambina, poi una ragazza e infine una donna di una tipica famiglia borghese dell’epoca. Un po’ meno tipica è lei, Miss Charity Tiddler, che passa gran parte della giornata nella sua stanza in compagnia di tanti piccoli animali e dei libri di Shakespeare che impara a memoria.
Assurdo come chiusa nella sua nursery al terzo piano, in compagnia del coniglio Master Peter, della topolina Désiréè, del corvo Petruccio e, nei primi anni della sua vita, della pazza tata Tabitha, Miss Charity Tiddler riesca a conoscere il mondo molto di più delle sue coetanee che imparano dai salotti e dalle tradizioni imposte dal viver comune. È forse la curiosità a spingere Charity a far da sola.

Dall’età di 5 anni, fino ai 26 Miss Tiddler mette in pratica quello che sarebbe successo di lì a 100 anni, l’emancipazione femminile ed in questo anticipa straordinariamente le tendenze. Inizia con lo studio degli animali, passatempo tutt’altro che femminile in un’epoca in cui le donne erano tutte “Chiesa, casa e salotti”. Sviluppa una vera e propria passione per l’acquerello grazie alla sua governante francese Blanche e fa di questi due hobby un vero e proprio lavoro che le permetterà di scrivere libri illustrati per bambini e diventare una scrittrice di successo. Rifiuta di diventare una zia dedita al lavoro a maglia perché come dice lei stessa “non fa per me”, frequenta i teatri per ammirare le piece teatrali di Oscar Wilde e non certo per criticare e spettegolare, ma per apprezzarle.

Miss Charity è il simbolo della libertà e dell’emancipazione, ma è soprattutto l’icona di una parte della società britannica dell’epoca che rifiuta le ipocrisie e le convenzioni dell’era Vittoriana. Difficile non essere affascinati dalla figura di Miss Tiddler. Donna curiosa, semplice, a tratti debole per le frequenti malattie e timida, ma anche caparbia e testarda al punto da mettersi in gioco e da imporre la regola delle tre S (scellini, sterline, soldi) anche al suo editore.

Tra la solitudine di Londra in inverno e di Dingley Bell in estate Charity cresce. Crede di avere un carattere complicato perché solitaria e allergica ai salotti, ma allo stesso tempo matura la sicurezza necessaria per conquistare l’indipendenza; prende l’Omnibus diversamente dalle sue coetanee, trova il coraggio di entrare in un ospedale psichiatrico, di travestirsi da uomo e addentrarsi nelle zone più degradate di Londra e lavora ai suoi albi illustrati. E quando Il padre le dice: “ho spesso pensato al maschio… che non ho avuto. Ma oggi non lo rimpiango più”, Charity si riempie di orgoglio.

Tra gli aforismi di Oscar Wilde e le battute di Sir Bernard Shaw gli occhi del lettore scorrono brillanti in una lettura piacevole. C’è l’ironia di Dickens nelle pagine di Marie Aude Murail e il coraggio e la caparbietà di Jane Austin. Un vero e proprio omaggio a un’epoca, come quella Vittoriana, definita dai più ipocrita e oscura, ma a cui dobbiamo la nascita di grandi autori e a cui oggi, dobbiamo anche questo libro di Aude Murail. Ironico, romantico, ricco di riferimenti culturali, insomma, Miss Charity ci è proprio piaciuto!