Pubblichiamo la seconda filastrocca inedita che ci è stata inviata da una nostra lettrice, Michela Di Marco, una mamma di  3 bambini. Per Michela la scrittura è sempre stata una passione e da un po’ di tempo ha iniziato a scrivere favole per i bimbi della scuola dei suoi figli, a creare biglietti di compleanno personalizzati sotto forma di filastrocche e buste di Natale con dediche  personali.

Buona lettura!

 

L’imperfetto è perfetto

Nella foresta misteriosa
c’è una storia assai curiosa,
lì viveva in un castello
un gigante buono e il suo gemello.
Nessuno mai ha capito a fondo
se il gemello odiasse il mondo,
bastava infatti uno starnuto
che tutto il pianeta era sbattuto,
mescolando qua e là
mari, monti e città.
Se il gigante piangeva per una sconfitta
la torre di Pisa di colpo era dritta,
e se correva ruzzolando in un prato
di sicuro un vulcano aveva eruttato,
quando ha fatto la giravolta
la piramide egizia si è capovolta,
e se il suo stomaco ha brontolato
il Sahara sicuro si è poi ghiacciato.
Tutte quante le streghe e le fate,
le principesse delle valli incantate,
ogni uomo con la sua presunzione
e ogni bambino con una grande passione,
ogni astro del firmamento,
ogni albero in mezzo al cemento,
ogni animale sia in cielo che in terra,
ogni pesce e ogni fiore di serra
decisero infine di ideare un bel piano
per risolvere i guai del gigante malsano.

Non si poteva certo evitare
che piangesse o si facesse male,
né si poteva pensare fosse
rinchiuso dietro a sbarre grosse,
era impossibile da legare
e sicuramente voleva saltare;
dunque qual è la soluzione
senza violenza e manipolazione?
Lo scienziato lo studiò
e lo psicologo lo interrogò,
la fatina batté la bacchetta
mentre dal cielo lo colpì una saetta.
Un bambino gli offrì caramelle
E un grosso albero le sue mele più belle,
la mucca gli diede il suo latte più fresco
e i colibrì lanciarono fiori di pesco,
le api portarono del miele pregiato
mentre i folletti un cuscino dorato.
Ma ad ogni regalo o scherzetto
e più ci provavano a comprare il suo affetto,
egli scherniva la loro mania
e giù di nuovo con un’altra follia.
Ormai non sapevano più quale strano amuleto
potesse fermare il gigante irrequieto.
Il gigante buono aveva taciuto,
avrebbe voluto esser d’aiuto,
avrebbe dato una mano al fratello
ma anche agli altri voleva togliere il fardello.
Fu così che parlando con tutti,
con quelli allegri, quelli stanchi e i distrutti
volle convincersi a guardarsi attorno
e vedere che bello cambiare ogni giorno,
sapere che oggi non è come domani
nuove emozioni per gli esseri umani
perché così non ci si può annoiare
e che ogni giorno ci sarà da imparare.
E fu così che per diverse stagioni
il mondo mutava per starnuti o scossoni,
i confini cambiavano con un batter di mani,
in un’unica terra italiani e africani
e non c’erano più guerre da fare
perché non c’era il tempo per poterle pensare.
Finalmente al castello nessuno tornò,
per cambiare ad ogni costo quel che non si può.
E vissero felici in un mondo di eccessi
dove tutto è imperfetto ma si rispetta se stessi.

Michela Di Marco