LA VOCE DEL NOCE

Ehi bambino!
Sì, proprio tu che giochi a nascondino,
non senti la mia voce?
sono il grande e vecchio noce.
Vivo qui da tanti anni nel giardino della scuola
e son stufo di non poter proferir parola.
Gli altri alberi all’ingresso principale
si dilettano ogni giorno a dialogare
la betulla chiacchiera amabilmente,
con il gelso e il salice piangente,
ed i giovani frassini in bella mostra
fanno un baccano tale
che il loro blaterare
si ode fino al mare.
Io invece, poverino,
son piantato in un angolo remoto del giardino,
lo dissi ai tempi di non piantarmi
ma allora, nessuno mi sentì.
Ed oggi per me, quale sorpresa! quale scompiglio
Al riparo del mio tronco hai trovato un nascondiglio!
Cosa dirti? ho una lunga lista.
Da dove cominciare? Mi hai preso alla sprovvista!
Una cosa per prima ti dirò:
in passato un piccino qui passò,
portava pantaloni alla zuava,
a pensarci ben ti somigliava!
Gli stessi occhi neri e attenti,
gli stessi dolci lineamenti,
il ciondolo che portava sembra lo stesso,
di quello che tu al collo indossi adesso.
Chissà se era tuo nonno quel bimbo
in fondo è tanto tempo che son piantato qui.
Nei lunghi anni quest’albero silente
ha veduto passare tanta e tanta gente
ed i piccoli scolari di tanto tempo fa,
son ora diventati mamme e papà.
Pochi tra essi han sentito la voce
di questo coriaceo e vetusto noce
Sai, per udirla ci vuole un dono speciale
un cuore ricolmo di amore universale!

Cinzia Milite
(Poesia vincitrice Sanpellegrino Festival poesia per e dei bambini 2011)