Un giorno sulla riva del laghetto di fronte all’isola delle Formiche Parlanti un grosso albero, vecchio e decrepito, sotto il peso dei rami e delle foglie crollò rovinosamente in acqua. Si produsse così una grande ondata circolare che si andò allargando sulla superficie calma del lago e si abbatté sulla costa nord dell’isola, devastando le colture e gli allevamenti delle formiche che vivevano in quella parte dell’isola.

Questa fu una terribile catastrofe perché si era alla fine dell’inverno e le scorte di cibo accantonate l’anno precedente erano quasi finite e tutto il formicaio aspettava con ansia la maturazione delle colture seminate in autunno. Ben presto le ultime scorte finirono e le formiche cominciarono a soffrire la fame.

La loro Armata della Sacra Istruzione andava ripetendo ad ogni angolo del formicaio quello che la loro Santa Ma-Ma diceva di aver saputo dalla loro Dea – che chiamavano Madre di Tutte le Formiche – e cioè che questo era il castigo divino per le loro superbia e per i peccati che avevano commesso, anche se nessuno ricordava di aver commesso alcun atto di superbia e tanto meno di aver peccato. Per placare l’ira della Madre di Tutte le Formiche era necessario fare penitenza, offrire in dono alla Dea cibi buoni e nutrienti e sopportare in silenzio il digiuno.

E così le povere formiche si privarono delle poche sostanze nutritive che ancora restavano per darle all’Armata Sacra affinché le offrisse alla Dea. Ma la situazione non migliorò, forse perché la Dea era troppo arrabbiata o forse perché le offerte non erano adeguate – una gran parte delle quali era consumata dalla Santa Ma-Ma e da tutta la sua Armata – e allora le formiche, per non morire di fame, andarono a chiedere aiuto al nostro formicaio che si trovava più all’interno e non aveva subito le devastazioni dell’onda.

La Regina Eva XXIII, che regnava all’epoca, impietosita per la tragedia che aveva colpito il formicaio vicino, diede ordine alle Armate militari di approntare delle strutture ricettive dove accogliere tutte le formiche affamate che entravano nel loro territorio – anche se in passato erano state loro nemiche – e a tutte le Armate operaie di distribuire i viveri che loro avevano in eccesso.

Il variopinto fagiano, volando sull’isola, notò su un mucchietto di terra un addensamento di formiche e di semi mangerecci. Quella mattina non aveva ancora mangiato perché, quando stava per inoltrarsi nella solita radura del bosco dove era solito trovare semi e insetti, aveva adocchiato l’ombra minacciosa di un falco che roteava nel cielo. Con una rapida virata, scese in picchiata e atterrò proprio dove le formiche erano più fitte. Appena a terra cominciò a beccare rapidamente qua e là, inghiottendo insieme formiche e semi. Riempitosi abbondantemente il gozzo, riprese il volo, riattraversò velocemente il laghetto e si nascose nel folto dei cespugli.

“Pentitevi! Pentitevi! – gridava la Santa Ma-Ma dal ramo dell’albero che sporgeva sul formicaio – Avete accolto gli infedeli, gli adoratori della falsa dea, la Madre di Tutte le Formiche; li avete alloggiati e nutriti invece di offrire le vostre scorte di cibo alla nostra Dea, la Dea Formica; avete lasciato che i nemici entrassero nel nostro territorio e nel nostro formicaio, sporcandolo con i loro corpi abietti e immondi; avete permesso che loro onorassero la loro falsa divinità vicino a dove noi onoriamo la vera Dea.

Pentitevi, perché la Dea Formica è molto adirata ed ha mandato su di noi il suo Angelo Sterminatore che col suo potente becco ha colpito a destra e a sinistra. Questo è solo il suo primo avviso. Se non cacciamo via subito tutti gli stranieri infedeli altre sciagure ci colpiranno. L’ira della Dea è incontenibile!”

Temendo l’ira della Dea Formica, tutte la Armate si affrettarono ad eseguire le indicazioni della Santa Ma-Ma e così tutte le formiche estranee al formicaio furono ricacciate fuori del nostro territorio, dove morirono a milioni per la mancanza di cibo. A nulla valsero gli appelli alla solidarietà tra Formiche Parlanti della Regina Eva XXIII, che voleva almeno donare alle formiche scacciate una scorta di cibo per aiutarle a superare quel periodo così difficile.

Continua…