Tanti progressi e tante scoperte fecero le Formiche Parlanti negli anni seguenti. Per prima cosa si accorsero che se piantavano una parte dei semi raccolti invece di mangiarseli, questi l’anno successivo germogliavano e si trasformavano in nuove piantine ciascuna delle quali produceva tanti semi nutrienti.
Poi migliorarono l’allevamento degli afidi e scoprirono che potevano far condensare il loro succo in formelle rotonde che si conservavano a lungo e potevano essere mangiate durante l’inverno.

In seguito riuscirono ad addomesticare una razza di ragni e li utilizzavano per trasportare il cibo raccolto. Inoltre impararono ad utilizzare i fili delle tele dei ragni per costruire veloci strade di collegamento tra il terreno e i rami più alti degli alberi, dove si producevano tante buone sostanze nutritive e goccioline di certe resine utilissime per rendere più solida la costruzione del formicaio.

Con l’uso di queste resine fu possibile sviluppare nuove forme architettoniche dei formicai, realizzare grandi magazzini resistenti alla pioggia, ma anche imponenti strutture di difesa del territorio come lunghe muraglie e alte torri di guardia. Molte di queste scoperte furono fatte nello studio di nuove armi per combattere i nemici degli altri formicai e poi furono impiegate per altri usi, come per esempio l’allevamento dei ragni, che all’inizio erano serviti per trasportare le truppe e assalire i nemici.

Con più difficoltà riuscirono anche a addomesticare delle zanzare e delle libellule, le prime impiegate come aerei da caccia e per i trasferimenti veloci dei comandanti militari e delle staffette durante le battaglie, le seconde per il trasporto di grossi contingenti di truppe e dei rifornimenti alimentari.

Utilizzando rametti flessibili e corde di tela di ragno costruirono catapulte con cui scagliare contro i nemici gocce di resina ripiene di acido formico, il potente acido paralizzante che producono le stesse formiche. Le rive dell’isolotto erano il territorio più pericoloso da esplorare e da sfruttare, perché ondate improvvise potevano travolgere le squadre di operaie che vi si avventuravano in cerca di cibo. Tuttavia i germogli di alghe e i piccolissimi crostacei che vivevano sulla sabbia umida erano così saporiti da mangiare e così nutrienti che le formiche non sapevano resistere e ogni tanto qualche Sestiglia si avventurava circospetta in quella area infida.

L’Armata della Sacra Istruzione si occupava delle cerimonie religiose e dell’educazione delle formiche appena uscite dalla trasformazione delle larve. A loro insegnavano la storia della Dea Formica, del Grande Formicaio Primordiale e il Sacro Racconto della Creazione del Mondo e le addestravano ad onorare la Dea e a credere alle rivelazioni che la Dea Formica faceva alla Santa Ma-Ma. E così loro crescevano ubbidienti e laboriose, controllandosi a vicenda per evitare che gli errori di una facessero arrabbiare la Dea, la cui punizione sarebbe ricaduta su tutte le altre.

Ogni tanto, con la scusa di ingrandire il proprio territorio per garantire la sicurezza interna, ma in realtà allo scopo di appropriarsi di terreni più fertili e ricchi, scoppiavano sanguinose guerre tra i formicai, che avevano come drammatica conseguenza la morte di migliaia di formiche e la distruzione delle coltivazioni e delle opere realizzate da entrambi i contendenti. In questi casi le Armate della Sacra Istruzione delle due parti in guerra assumevano un ruolo fondamentale: ciascuna dichiarava che la guerra era voluta dalla propria Dea Formica, che i nemici dovevano essere sterminati perché non onoravano la stessa Dea, l’unica vera, ma una falsa e
cattiva, e che chi moriva combattendo per la gloria della propria Dea sarebbe stato subito accolto nel Grande Formicaio Primordiale dove viveva la Dea Formica. E così le formiche, eccitate dai discorsi della loro Santa Ma-Ma, si lanciavano all’attacco e non avevano paura della morte.