Torna l’ecofiaba pubblicata a puntate sul Macaone. 

Negli anni seguenti sia il nostro Formicaio che gli altri retti dalle regine scampate alla distruzione della Torre s’ingrandirono e si espansero, inglobando nuovi territori a spese delle formiche non parlanti, che vennero relegate in aree sempre più ristrette e alla fine furono tutte sterminate.

Quando tutta l’isola fu sotto il dominio delle Formiche Parlanti, cominciarono le guerre tra i diversi formicai per la conquista dei territori più fertili e climaticamente migliori. La storia della Dea Formica e il Sacro Racconto della Creazione del Mondo furono ripresi con diverse varianti anche negli altri formicai, ma ciascuno chiamava la Dea Formica con un nome diverso e pensava che la sua fosse quella vera, mentre quella degli altri formicai era falsa. Le Armate della Sacra Istruzione di ogni formicaio, poi, avevano organizzato delle cerimonie specifiche per onorare la Dea.

Nel nostro formicaio ogni anno, nel mese più caldo, quando sbocciavano i papaveri, tutte le formiche si riunivano nel piazzale davanti all’ingresso principale ed andavano in pellegrinaggio, in fila per sei, fino al papavero più alto del territorio. Lì la formica a capo dell’Armata della Sacra Istruzione, chiamata Santa Maestra o anche Santa Ma-Ma (che vuol dire Maestra delle Maestre), ripeteva il Sacro Racconto della Creazione del Mondo e poi intonava un canto di preghiera. Dopo aver cantato, la Santa Ma-Ma s’inerpicava lungo lo stelo su su fino alla corolla di petali rossi e, nascosta alla vista dei fedeli, beveva il succo del papavero, il liquido verdognolo che faceva girare la testa e sognare.

Lei era l’unica che poteva assaggiarlo e nel sogno entrava in contatto con la Dea Formica. Il popolo delle formiche restava sotto, in attesa della discesa della Santa Ma-Ma, per ascoltare le indicazioni della Dea e cantare ancora insieme prima di ritornare, in ordinata processione, al formicaio e riprendere il lavoro.

Quando succedeva un evento straordinario o una calamità naturale colpiva il formicaio, la Santa Ma-Ma si ritirava in un luogo segreto e lì mangiava un po’ del succo di papavero che aveva raccolto e conservato apposta, dopo di che parlava all’assemblea delle formiche riunite e spiegava perché la Dea era arrabbiata e cosa bisognava fare per calmarla. In genere si trattava di digiunare per alcuni giorni oppure di sottoporsi a lavori straordinari. Nei casi più gravi un gruppo di formiche opportunamente selezionate sollevavano tutte insieme un grosso sasso e lo portavano in giro, lungo un percorso circolare tra due ali di formiche acclamanti, e continuavano a correre finché non cadevano stecchite dalla stanchezza e morivano schiacciate dal peso del sasso. Per le formiche era un grande onore far parte del gruppo scelto per il trasporto del sasso perché la Santa Ma-Ma aveva spiegato che quelle che morivano onorando la Dea sarebbero risorte per andare a vivere in eterno nel Grande Formicaio Primordiale senza lavorare e mangiando tutto il giorno i più gustosi succhi zuccherini.

Dopo aver esplorato tutto l’isolotto, le formiche cominciarono a chiedersi se ci fosse qualcosa al di là della distesa d’acqua che lo circondava, ma la Santa Ma-Ma spiegò che il Mondo era tutto quello conosciuto e oltre non c’era nulla, ma solo il Mare Infinito. La Dea Formica aveva, infatti, creato tutto il Mondo solo per le Formiche Parlanti e quello che le interessava era soltanto vedere se loro si comportavano bene e la onoravano. La Dea era invisibile, ma sempre presente e passava tutto il suo tempo ad osservare la vita delle formiche, di ogni singola formica, e bastava che una sola non la onorasse a dovere e la sua ira si sarebbe scatenata su tutto il formicaio.

Perciò ogni formica doveva comportarsi sempre bene, ma anche controllare che le altre formiche facessero altrettanto. Se una formica  si rifiutava di credere alle parole della Santa Ma-Ma o di onorare la Dea Formica veniva presa e consegnata alle maestre dell’Armata della Sacra Istruzione che, dopo averle fatto un rapido processo, la torturavano davanti all’assemblea delle formiche strappandole ad una ad una le sei zampette e poi la uccidevano staccandole la testa.

Quando una Santa Ma-Ma moriva, le maestre dell’Armata della Sacra Istruzione eleggevano la nuova Santa Ma-Ma, e così la vita delle formiche trascorreva lavorando e nel continuo timore che qualcuna facesse qualcosa di contrario ai desideri della Dea.

Continua…