Quarta puntata dell’ecofiaba inedita pubblicata a puntate dal Macaone. Ricordate le altre tre?

 

Per scongiurare l’orrore di un nuovo diluvio la regina assegnò ad alcune operaie il compito di sorvegliare gli ingressi del formicaio e, alle prime gocce di pioggia, dare l’allarme generale di rientro immediato a tutte le formiche che erano all’esterno e, una volta rientrate tutte, chiudere ermeticamente le porte con sassi e rametti appositamente preparati.

La migliore organizzazione permise alle operaie di raccogliere molto più cibo e così la popolazione del formicaio crebbe rapidamente. L’espansione del formicaio portò le nostre formiche a scontrarsi con quelle di altri formicai che erano nei dintorni, le quali, non sapendo parlare, non furono capaci di organizzare un’efficace difesa e furono facilmente sopraffatte. Le varie attività che le formiche dovevano svolgere suggerì alla Regina Eva I di organizzare le operaie in diverse strutture, ciascuna con compiti specifici e così furono create le seguenti armate:

• l’Armata Raccoglitrice, che si occupava della raccolta del cibo e del suo trasporto al formicaio;

• l’Armata Costruttrice, che eseguiva i lavori necessari alla costruzione, all’ampliamento e alla manutenzione del formicaio;

• l’Armata Nutrice, che curava l’alimentazione delle larve fino alla loro trasformazione in formiche;

• l’Armata Combattente, formata dai soldati che difendevano il formicaio dagli attacchi esterni e facevano la guerra ai formicai vicini;

• l’Armata Esploratrice con il compito di esplorare il territorio intorno al formicaio per individuare nuove fonti di cibo, ma anche per dare l’allarme in caso di assalti nemici.

Sugli steli dell’erba vivevano degli insetti, piccoli, verdi e grassottelli, gli afidi, e le formiche scoprirono presto che se li massaggiavano con le zampette questi trasudavano una sostanza zuccherina molto buona e nutriente. A seguito di questa scoperta furono organizzati dei veri e propri allevamenti di afidi, che le formiche trasportavano sugli steli d’erba più succosi e massaggiavano due volte al giorno raccogliendo il succo dolce, come noi facciamo con le mucche per ottenere il latte. Ad un certo punto fu necessario creare un’apposita armata, l’Armata Allevatrice che si occupava dell’allevamento e della ‘mungitura’ degli afidi.

Intanto il formicaio si ingrandiva sottoterra, sia in profondità che in estensione, e nacque il problema di cosa fare con la terra scavata per formare le gallerie e le stanze sotterranee e portata fuori dal formicaio. L’Armata Costruttrice cominciò allora ad espandere il formicaio anche sopra il terreno, costruendo un piano sopra l’altro di stanzette e depositi collegati tra loro da scale e gallerie. Avevano anche scoperto che lavorando la terra con le zampette e impastandola con la saliva si otteneva una poltiglia malleabile con la quale potevano modellare le pareti delle stanze e delle gallerie. Una volta seccata, la poltiglia diventava dura e resistente ed era un ottimo materiale da costruzione.

La Regina Eva I mise al mondo delle principesse che diventarono presto regine e cominciarono, a loro volta, a deporre uova di nuove formiche. Data l’abbondanza di cibo, non era necessario che le nuove regine andassero a costruirsi un loro formicaio, ma restarono lì, occupando gli ampliamenti del formicaio esistente e contribuendo ad espanderlo sempre più, specialmente in altezza. Ogni regina aveva le sue armate, che lavoravano insieme, ma senza mescolarsi con quelle delle altre e così la vita procedeva tranquilla e serena…

Continua…