Ecco a voi la seconda puntata della fiaba inviataci da un nostro lettore, Antonio Viglietto. Qui, eventualmente, trovate la prima puntata. Buona lettura…

La prima cosa che fecero le Formiche Parlanti fu quella di darsi un nome, per potersi identificare e riconoscere. La Formica Regina scelse per se il nome di Eva e volle che tutte le altre formiche la chiamassero Regina Eva I, perché era la prima e unica formica regina che sapeva parlare.

Per le altre formiche la cosa fu più complicata perché erano tante e tutte uguali. Le formiche, infatti, non sapevano ancora contare. Pensa che ti ripensa finalmente un giorno una formichina operaia trovò la soluzione e corse subito a dirlo alla Regina Eva: si trattava di dare a ciascuna un nome che indicasse la sua posizione nell’organizzazione. Come i bambini imparano a contare utilizzando le dieci dita delle mani, così le formiche potevano contare fino a sei perché sei erano le loro zampette. Sei formiche, quindi, formavano l’unità base dell’organizzazione, una Sestiglia. Sei Sestiglie facevano un Manipolo.

Sei Manipoli una Squadra. Sei Squadre un Plotone. Sei Plotoni un Reparto. Sei Reparti una Coorte. Sei Coorti una Legione. Sei Legioni un Battaglione. Sei Battaglioni una Divisione. Sei Divisioni un Esercito. E infine sei Eserciti formavano un’Armata. Quindi, per esempio, la formica 654113526423 era la sesta Sestigliera della quinta Sestiglia del quarto Manipolo della prima Squadra del primo Plotone del terzo Reparto della quinta Coorte della seconda Legione del sesto Battaglione della quarta Divisione del secondo Esercito della terza Armata. Questo sistema era molto preciso, ma anche troppo complicato, e allora le formiche si chiamavano comunemente con un soprannome. Quando una formica moriva, una nuova formica appena nata prendeva il suo posto nell’organizzazione e, di conseguenza, il suo nome.

Quando ancora non era stato risolto il problema dei nomi, le formiche avevano già scoperto altri importanti vantaggi della parola:

• la Regina poteva dirigere ed organizzare il lavoro delle Operaie e non aspettare che loro si accorgessero di cosa bisognava fare e così la nascita e l’allevamento delle nuove formiche migliorarono notevolmente;

• le Operaie addette all’allevamento delle larve non dovevano più cercare in tutto il formicaio dove le operaie raccoglitrici avevano immagazzinato il cibo, ma bastava che lo chiedessero alla prima che incontravano, risparmiando così un sacco di tempo;

• le Operaie che andavano in avanscoperta alla ricerca di nuove fonti di cibo non dovevano tornare indietro e spiegare a segni alle altre che incontravano per strada dove c’era del cibo da raccogliere, ma bastava che si mettessero a gridare e tutte quelle che le stavano nei dintorni accorrevano;

• e infine le Operaie addette alla difesa del formicaio non dovevano percorrere in continuazione i confini del loro territorio, ma bastava che si disponessero lungo il perimetro a distanza di voce e potevano attivare subito le difese in caso di necessità.

Ben presto le formiche divennero espertissime nel contare e tra loro si distinsero parecchie matematiche che cercarono di applicare questa nuova scienza alla soluzione dei problemi del formicaio e fu così scoprirono la geometria e la applicarono all’esplorazione del territorio: ogni giorno decine di Sestiglie partivano dal formicaio e si dirigevano in diverse direzioni, osservavano il terreno, identificavano ostacoli e punti di riferimento, contando i passi calcolavano le distanze e poi tornavano a riferire al Centro di Informazione Territoriale che era stato istituito in un’ala del formicaio e che studiava e catalogava tutte le notizie sull’area circostante.

Nessun altro formicaio aveva sviluppato una capacità organizzativa paragonabile e, quindi, il nostro formicaio prosperò con successo e s’ingrandì rapidamente.

Continua…