L’ultima puntata della consueta eco-fiaba pubblicata a puntate dal Macaone. Da qui tutto è cominciato

“Ho trovato la soluzione.” Sussurrò qualche giorno dopo la vecchia nutrice all’orecchio della Regina. “Dimmela subito.” Rispose la Regina eccitata dalla curiosità. “Ho scritto una fiaba. Una fiaba che noi nutrici racconteremo alle piccole larve insieme a quella della Formichina col Cappuccio Rosso, della Bella Formichina Addormentata nel Bosco e della Formichina Pinocchietta a cui si allungava il nasino quando diceva le bugie. Quando cresceranno e diventeranno formiche adulte il ricordo di questa fiaba le aiuterà a ragionare con la loro testolina ed a non credere ciecamente a tutte le stupidaggini che raccontano quelli che dicono di essere i soli a conoscere la verità.”

“Una fiaba? – disse la Regina con l’aria un po’ delusa – Raccontamela.” Allora la nutrice le raccontò la fiaba che aveva pensato e la Regina stette ad ascoltarla attenta. Quando arrivò alla fine, la Regina era così contenta che scoppiò in una bella risata, ma poi si fece di nuovo seria e domandò: “Sei sicura che funzionerà?” “Ma certo – disse la nutrice – Le nostre larve non sono mica stupide, anche
se molte lo diventano crescendo.”

“Ma come faremo a raccontarla senza che quelle spione delle Maestre dell’Armata della Sacra Istruzione se ne accorgano?”. “Una fiaba è una fiaba e si sa che le fiabe parlano di storie fantastiche e poi tutti credono che le fiabe servano solo a far divertire le larve e non ad
istruirle … invece questa … ah ah ah” e anche la nutrice si mise a ridere.

Dobbiamo diffonderla anche negli altri formicai – disse la Regina eccitata – perché dappertutto ci sono le Armate della Sacra Istruzione che spingono a fare la guerra.” “Parlerò con le nutrici degli altri formicai. Chiederò di organizzare una Conferenza Interformicaia di tutte le nutrici del Mondo per discutere i problemi dell’allevamento delle larve e quella sarà l’occasione giusta per
parlarne. Le Sante Ma-Ma non si opporranno a questa Conferenza perché l’argomento della crescita delle larve è di grande importanza per loro: più larve oggi, più formiche combattenti domani!” “Ed io cercherò di intervenire alla Conferenza e di parlare con le altre Regine. Si, facciamo così, ma agiamo con prudenza …”

E così successe che le nutrici cominciarono a raccontare quella fiaba alle larve e quando queste diventavano formiche ne portavano il ricordo nella loro testolina; un ricordo che sembrava debole e lontano, ma che non si cancellava mai.
Passavano gli anni e il numero delle formiche che avevano ascoltato la fiaba della vecchia nutrice cresceva, cresceva finché venne il giorno che erano di più quelle che la conoscevano di quelle che non l’avevano mai sentita, ma tutte continuavano a comportarsi come si erano sempre comportate, da brave formiche, ubbidienti e rispettose, finché un giorno …

La Santa Ma-Ma aveva convocato l’Assemblea Generale e, dal ramo che dominava il piazzale davanti al formicaio, urlava alla folla di formiche che aveva di fronte. “Le eretiche e malvagie formiche del formicaio a Sud si sono alleate con le odiate nemiche del formicaio ad Est e stanno armandosi per farci la guerra. Ci accusano di aver invaso i loro territori, ma queste sono delle grossolane

menzogne. Noi non abbiamo invaso un bel niente. Abbiamo solo mandato delle pacifiche Sestiglie della nostra Armata della Sacra Istruzione a diffondere la conoscenza della Dea Formica ed a convertire gli infedeli adoratori della falsa dea Madre di Tutte le Formiche e della dea pagana Formica-Sole-e-Luna, che quei popoli barbari e incivili adorano al posto della vera Dea. In fondo lo facevamo per il loro bene, per salvarli e dare anche a loro la possibilità di entrare, dopo morti, nel Grande Formicaio Primordiale, ma loro hanno orrendamente trucidato le nostre Sestiglie e per questo meritano la morte. E morte avranno!” Dette queste parole la Santa Ma-Ma tacque e aspettò la reazione della folla. Ma con suo grande stupore solo le prime file, quelle dove erano schierate le formiche più anziane, risposero con un urlo di guerra; tutte le altre restarono zitte.

Allora la Santa Ma-Ma con voce ancora più forte urlò: “Questa guerra è una Guerra Santa, voluta dalla nostra Dea Formica in persona, che mi è apparsa in sogno e mi ha dato precisi ordini su come organizzare l’assalto e condurvi alla vittoria. Sarà una guerra che impegnerà al massimo tutte le nostre Armate, perché i nemici sono numerosi e bene armati. Ma voi non dovete aver paura di andare all’assalto e di morire, perché chi morirà in questa guerra sarà accolto dalla Dea Formica in persona all’ingresso del Grande Formicaio Primordiale e avrà un posto privilegiato, con razioni supplementari di succo di afidi per sempre e sempre e sempre!” E tacque.

Per un lungo minuto ci fu un profondo silenzio, poi piano piano dalle ultime file, dove erano schierate le formiche più giovani,  cominciò a sentirsi qualcosa, un suono inizialmente debole, ma che andava crescendo mano a mano che si propagava alle file vicine e avanzava rumoreggiando verso il fronte ingrossandosi sempre di più finché non coinvolse tutte le formiche e l’Assemblea scoppiò in una potentissima, fragorosa, fortissima, irresistibile risata.

Rossa di rabbia, la Santa Ma-Ma si sporse in avanti e con quanto fiato aveva in gola gridò: “Ma siete impazzite? Smettetela subito di ridere e andate ad armarvi, se non volete attirare su di voi le ire della Dea! Volete che Lei mandi di nuovo il suo Angelo Sterminatore?” Ma le formiche ridevano, ridevano e ad ogni frase della Santa Ma-Ma si rotolavano per terra dalle risate, tenendosi l’addome sussultante e agitando in aria le loro zampette. Le Maestre dell’Armata della Sacra Istruzione correvano lungo le file e scuotevano le formiche sghignazzanti per farle smettere, ma queste gli ridevano spavaldamente in faccia e in gruppi serrati le andavano incontro minacciose, finché le Maestre non furono costrette a scappare, inseguite da grida di giubilo e raffiche di risate.
La Regina Eva XXIII, ormai molto vecchia, sentendo provenire dalla piazza il suono crescente della risata, si affacciò alla finestra e vide la folla di formiche che rideva rivolta verso la Santa Ma-Ma inorridita. Una Sestigliera la vide e subito si mise a gridare: “Viva la Regina Eva XXIII! Viva la nostra Regina! Abbasso la Santa Ma-Ma e tutta l’Armata della Sacra Istruzione”. E allora tutte le formiche si voltarono verso la Regina e ripeterono in coro: “Viva la nostra Regina e abbasso la Santa Ma-Ma e tutta l’Armata della Sacra Istruzione”. A questo punto anche la Santa Ma- Ma, vistasi abbandonata da tutti, scappò di corsa. 

La notizia di quello che era successo nel nostro Formicaio si diffuse rapidamente e raggiunse presto tutti gli altri e anche lì le formiche si sollevarono contro le Sante Ma-Ma e le loro Armate della Sacra Istruzione e le cacciarono. Poi furono subito organizzate delle Conferenze per esaminare tutti i problemi che esistevano tra i diversi formicai. Non essendoci più preconcetti religiosi che rendevano le discussioni impossibili, i rappresentanti di ogni formicaio poterono descrivere esattamente e razionalmente il proprio punto di vista ed ascoltarono con mente aperta e ricettiva quello degli altri. Insieme furono trovate le soluzioni a tutti i problemi e gli accordi furono ratificati dalle rispettive Regine senza bisogno di guerre e distruzioni. Da quel momento i formicai dell’isola delle Formiche Parlanti vissero in pace, cercando di utilizzare al meglio le risorse disponibili e di rendere sempre più bella la loro isola, che poi non era altro che il loro Mondo.

Le Sante Ma-Ma e le Maestre delle Armate della Sacra Istruzione scappate da tutti i formicai s’incontrarono in una radura nel mezzo dell’isola e, per prima cosa, cominciarono a lottare tra loro, ognuna sostenendo che la propria Dea era quella vera, ma poi, stanche e indebolite, ritornarono verso i loro formicai e chiesero di essere riaccolte. L’Assemblea delle Formiche Parlanti decise di accoglierle, ma a patto che lavorassero per il bene comune come le altre operaie e non parlassero più del Racconto della Sacra Creazione, del Grande Formicaio Primordiale e di simili stupidaggini.

La Regina Eva XXIII morì contenta di essere riuscita cambiare la vita del popolo delle Formiche Parlanti e le sue ultime parole prima di morire furono: “State attente a ragionare sempre con la vostra testa e a non credere a chi dice di essere il solo a conoscere la verità. Se un giorno dovesse succedere che una formica vi voglia convincere che altre Formiche Parlanti sono vostre nemiche, riunitevi in Assemblea e scacciatela con le vostre risate. Soprattutto diffidate sempre di chi vuole farvi fare qualcosa promettendovi una ricompensa dopo la morte. E ricordatevi di raccontare sempre alle giovani larve la Fiaba della Nutrice.”

Così finisce questa storia e, se vi è piaciuta, raccontatela e fatela raccontare agli altri bambini. Ah che sbadato! Non vi ho detto qual’è la Fiaba della Nutrice che le Formiche Parlanti raccontano alle loro larve. Ma adesso ve lo dico. È la “Storia delle Formiche che sapevano parlare”.

Antonio Viglietto