Riceviamo e pubblichiamo una recensione letteraria scritta da uno studente di seconda media, Gabriele Barbertti, di Udine.

 

Nella collana “Gli scarabocchi” della casa editrice Marcos y Marcos è stato collocato il testo “La grande battaglia musicale e altre avventure sonore” di Carlo Boccadoro con le illustrazioni di Laura Fanelli. Il romanzo narra di come la musica può influenzare positivamente o negativamente ogni persona trasportandola in una città, una città di nome Notina, nella provincia di Accordo. In questo luogo fantastico gli abitanti adorano la musica che sia una marcia tedesca, una sinfonia classica o addirittura un complesso jazz.

L’autore di questo libro, Carlo Boccadoro, è riuscito a trasformare vocaboli musicali in persone o animali, come il contadino Ostinato sempre nervoso e irritante, il panettiere Scordato che, come suggerisce il nome, dimentica costantemente a chi consegnare il pane e i suoi dolci o addirittura il gallo Decibel che risveglia la città di Notina ad ogni sorgere del sole. Ma la caratteristica più invitante e curiosa è la fantasia di ogni abitante che dà una miriade di colori a questa piccola, ma stupenda città.

I bambini sono le fondamenta del paese costruito di idee, sogni e fantasia. Possiamo trovare un musicista inventore che cerca invano di creare strumenti assurdi o una bambina che vuole raccogliere dei fondi per edificare una casa da concerto, ma Notina è famosa grazie al maestro Bacchettafrolla che dirige la banda cittadina che attira ogni domenica l’intera popolazione per sentire e gustare l’incredibile, dolce melodia che trasporta ognuno in un sogno. Finché, un giorno, Bacchettafrolla colmo di ira, mangia con gli occhi un manifesto dove Leon de Trombon sfida la banda di Notina in una grande battaglia musicale.

Chi sarà mai questo misterioso sfidante venuto da chissà dove? Come andrà a finire? Chi vincerà la grande battaglia musicale? Ci sarà un vero vincitore?

Un libro molto fantasioso, ricco di idee e soprattutto di musica.

Gabriele Barbetti, 2^B scuola secondaria di I grado G. Bearzi