Quante volte vi è capitato di desiderare di abbandonare tutto e andarvene via? Soprattutto se si attraversa un momento di crisi.
“Respira, cammina, parti, vattene” una citazione che troviamo nel libro Crack! Un anno in crisi di Marie-Aude Murail edito da Giunti.

La crisi vista dagli occhi di qualsiasi età, ordine e grado. La crisi di una ragazza adolescente, Charlie che ha gusti e stili di vita diversi dai suoi compagni; del suo fratellino Esteban, un bimbo tanto brillante da non essere spesso compreso e vittima di bullismo; della madre Nadine Doinel, insegnante che sente la pressione di una vita che inizia a starle stretta; di Marc Doinel, il papà, uno dei dirigenti di un’azienda che come tante viene venduta a un altro paese e attraversa una fase di cambiamento che vuol dire fase di crisi e licenziamenti.
Tutti i membri della famiglia Doinel attraversano un momento di scoramento e quando su un giornale scoprono l’esistenza di una vita a contatto con la natura fatta di ritmi lenti e vissuta all’interno di yurte mongole ognuno di loro, per un attimo ha l’impulso di voler mollare tutto, soprattutto Marc il capofamiglia che proprio non riesce ad accettare le nuove logiche aziendali e non vuole sottomettersi.

Il testo di Marie-Aude Murail è profondo e sottile, meno ironico rispetto agli altri testi della scrittrice, ma sempre attuale e in grado di offrire delle prospettive. Alla fine, con una bella dose di coraggio, ogni membro della famiglia Doinel trova una sua dimensione all’interno della propria esistenza, per poterla vivere al meglio e soprattutto con il sorriso in volto. Crisi:0, famiglia Doinel: 1.

Anche questa volta nel libro traspare un ritratto cinico e reale della vita. Una società frenetica, in grado di correre in fretta (forse troppo) tanto che sulla strada qualcosa la si lascia indietro come il lato umano delle persone. A volte, ci si guarda come se fossimo delle macchine, non è un caso che il piccolo Esteban parla di Robot umanoidi teleguidati. Le persone stesse sono l’estensione delle macchine che però spesso si rompono e allora come si fa? È il grande ‘cimitero degli elefanti’, gli elettrodomestici che continuamente vanno aggiustati e senza i quali l’essere umano sembra perduto, eppure l’alternativa c’è.

La visione del mondo di Marie-Aude Murail nel libro è la visione di un’esistenza in cui non ci sono seconde chance per chi ha sbagliato e ha già pagato le sue pene e in cui chi è un po’ diverso da quella che si ritiene essere la ‘norma’ ha difficoltà a trovare un suo posto nel mondo e questa è una tematica che ritorna sempre nei libri di Marie-Aude Murail. Le realtà descritte dalla scrittrice francese sono davvero così inesatte?

Voglio chiudere con un estratto dal libro. Siamo in un ospedale psichiatrico e uno dei dipendenti di Marc, Dédé ha avuto una crisi:

«È cambiata la direzione» spiegò in breve Marc «Le persone come Dédé le licenziano. Ma non so se Dédé abbia capito».
«Ma lei lo sapeva?»
«Io, sì. Ma quelli sono matti».
«È un mondo di matti» confermò l’infermiere psichiatrico «E qui dentro non ci finiscono quelli veri».