Quest’estate ho visto “rosa”: bisognosa di riposo e di leggerezza mi è venuta in mente lei, la regina della chicken literature (letteratura da pollastrella), Sophie Kinsella, anche conosciuta con il suo vero nome Madeleine Wickham. Così, memore della piacevole sensazione provata con la lettura della serie I love Shopping (quando l’ho letta ridevo da sola), ho deciso che in spiaggia, sul treno, sull’autobus e comodamente distesa sulla mia amaca mi avrebbe fatto compagnia un suo libro. La scelta è caduta su La ragazza fantasma.

La ragazza fantasma non nasconde la ripetitività dello schema, ma quando si parla di generi accade spesso. Ecco che la protagonista è sempre lei, una donna un po’ imbranata e pasticciona, ma soprattutto in crisi lavorativa e sentimentale. Lara Lington al pari di Becky Bloomwood è inglese, vive a Londra dove ha una società di “cacciatori di teste” con la migliore amica Natalie. Abbandonata da quest’ultima e anche dal ragazzo, si ritrova completamente sola, ma la cosa più grave è che deve controllare un’attività sull’orlo del fallimento. Come se non bastasse i genitori la costringono ad andare al funerale di una prozia mai vista, morta all’età di centocinque anni. È lì che Lara conosce una ragazza, Sadie, non una ragazza qualsiasi, ma un fantasma proveniente dai lontani anni ’20. Con Sadie, i guai aumentano, ma almeno la vita di Lara si movimenta e cambia notevolmente. Un libro che fa sorridere, di cui attira l’elemento di novità, il fantastico dato dalla presenza del fantasma e dalla possibilità di tornare indietro di quasi un secolo nei lontani anni ’20, in un’atmosfera vintage.

La chicken Literature è da molti considerata di basso profilo perché estremamente commerciale. Un brutto vizio quello di snobbare un tipo di letteratura perché definita “commerciale”, ancora più brutto se a farlo è chi non ha neanche mai toccato un libro di questo tipo. Esplosa negli anni Novanta con il fenomeno de Il diario di Bridget Jones di  Helen Fielding, ha una matrice anglosassone, da qui lo humor britannico che caratterizza questi libri. Un genere che annovera tra i suoi antenati Jane Austen, in particolare con Emma e i suoi intrighi sentimentali della provincia inglese. Una letteratura divertente, d’intrattenimento, leggera e rilassante, un vero toccasana soprattutto per chi avesse voglia di ridere con le protagoniste di questi libri che hanno sempre la capacità di mettersi in situazioni piuttosto divertenti.
È iniziata la scuola, per cui se avete voglia di staccare un po’ dai libri di matematica, storia e geografia e chi più ne ha più ne metta provate con un po’ di “rosa”. Chi l’ha detto che di risate e leggerezza si ha bisogno solo d’estate?