Per fortuna non esistono solo i cinepanettoni a Natale…. Ero curioso di andare a vedere “Sherlock Holmes – gioco di ombre”, dopo aver apprezzato il primo film sull’arcinoto investigatore inglese girato da Guy Ritchie nel 2009 e sono rimasto pienamente soddisfatto.

L’inizio non era stato dei più promettenti. Perché? Arrivo davanti al cinema e tre ragazzette parlando tra di loro mi svelano il finale. Vi prego, almeno nei pressi di un cinema, non lo fate mai. Intristito da questa cosa, entro a vedere il film.

Guy Ritchie conosce il cinema e si vede. Ci sono moltissimi riferimenti (o citazioni) ad altre pellicole, riesce a mischiare in 2 ore circa 4 o 5 generi differenti senza perdere un colpo. La fotografia è talmente bella da farci entrare nello schermo (e non era in 3d), il montaggio scandisce i ritmi della storia, la musica è coinvolgente ed accattivante e la sceneggiatura è un vero gioiellino di scrittura. L’ironia presente in tutto il racconto mi ricorda i primi Indiana Jones e non è poco. Sugli attori c’è poco da dire: sono talmente bravi da sembrare nati per fare questo film e questi ruoli. Una menzione speciale a mio avviso la merita Jared Harris, l’attore che interpreta il professor Moriarty. Un cattivo così complesso ed interessante non si vede spesso al cinema.

giudizio complessivo: 8