Non vedevo l’ora di andare a vedere “Hugo Cabret”, l’ultima opera dell’immenso Martin Scorsese. Purtroppo la delusione è stata grande.

Cominciamo con il 3D. Quando paghi quasi 11€ per un film e un paio di occhialetti che ti dovrebbero aiutare ad apprezzarlo, le tue aspettative sono giustamente alte. Vi posso dire che in 125 minuti il 3D sarà stato sfruttato per 5 minuti e neanche molto bene a voler essere sinceri. Mi viene in mente in proposito ciò che diceva Mario Monicelli (grande regista italiano), riguardo il 3D. Sosteneva che questa tecnologia avesse già fallito nei primi anni ’80, quindi anche ora non pensava potesse avere un gran futuro. Escludendo “Avatar”, fino a questo momento mi sento di dire che aveva ragione.

3D a parte, il film doveva essere una coinvolgente favola ambientata a Parigi in un passato non troppo lontano, ma non coinvolge e soprattutto non emoziona. Il bambino protagonista del film è bravino ma sembra che non si diverta e questo non gli permette di essere convincente fino in fondo. Alcuni personaggi sono delle vere macchiette (fumetti mal riusciti); ad esempio, il poliziotto zoppo della stazione ed il vecchietto innamorato.

Quando avevo 11 12 anni vidi “La storia infinita”, una favola realizzata con molti meno soldi di “Hugo Cabret”. Mi fece impazzire dalla gioia ed ogni volta che lo rivedo ho la stessa sensazione. Del film di Scorsese salvo le magnifiche scenografie create da Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (premiati con l’Oscar 2012 per la scenografia) e la buona interpretazione di Ben Kingsley. Poteva essere un capolavoro ed un grande omaggio al cinema (se lo vedrete capirete il perché) ed invece è un film senza anima.

Alla prossima Martin, anche i geni sbagliano.

 

Giudizio complessivo: 6