Tutto ciò che di meraviglioso c’è su questa Terra non andrebbe considerato come una nostra proprietà ereditata dai genitori ma come un qualcosa preso a prestito dalle generazioni future. Questo non dovremmo mai dimenticarlo. Così come non dovremmo sottovalutare i cambiamenti che la specie umana negli ultimi duecento anni sta provocando agli equilibri del pianeta. Cambiamenti che potrebbero condurre alla sesta estinzione di massa, come ha ipotizzato un gruppo di scienziati che alcuni anni fa ha pubblicato un approfondito studio sulla rivista Nature.

Ora che sapete questo, guardatevi intorno. Vedete qualcuno che, preso dal panico, si sta dando da fare impegnandosi in prima persona per migliorare la situazione, per invertire la tendenza e cambiare il futuro?
No, eh!? Tutte le nostre vite sembrano procedere invece “regolarmente”, senza scossoni frutto di sagge (ancorché tardive) prese di coscienza. Tutto va come va (diceva la canzone).

In realtà, anche se non ve ne accorgete, il mondo è pieno di comunità, gruppi, studiosi, famiglie e uomini della strada che stanno dando il massimo per sistemare i danni prodotti all’ecosistema dall’uomo, dalla rivoluzione industriale in poi. Sono esperienze spesso piccole, che non hanno grande visibilità sui mezzi di comunicazione di massa e rimangono per questo confinate in ambiti ristretti. Ma sono idee e progetti che meritano di essere conosciuti. Almeno secondo Cyril Dion e Mélanie Laurent, due autori e registi francesi che sono partiti con una troupe di quattro persone per svolgere un’inchiesta in dieci paesi del mondo e scoprire che cosa potrebbe provocare questa catastrofe, ma soprattutto come evitarla. Il risultato è un bellissimo documentario: Domani, autoprodotto grazie ad una raccolta di donazioni spontanee per ben 444.000 euro, e visto in Francia già da più di un milione di persone.

Con parole semplici e con uno stile fresco ed accattivante vengono portati all’attenzione del pubblico molte soluzioni già in uso in alcune parti del mondo, che tentano di migliorare le condizioni attuali in materia di: agricoltura, energia, economia, istruzione, democrazia. Gli autori si augurano, e noi siamo d’accordo, che il film venga proiettato nelle scuole agli studenti over 13, in modo che essi possano acquisire presto la consapevolezza delle sfide che il futuro ci mette davanti, assieme alla fiducia che insieme, grazie al contributo di ciascuno, queste sfide possono essere vinte.