Sogna di fare l’insegnante, attualmente è una studentessa di lettere moderne, ha 22 anni e ha già pubblicato un libro. Arianna Cesena è l’autrice di “Così vicini” edito da Leone editore. Il libro ha per protagonisti due adolescenti, Emma e Dario, entrambi alle prese con gli aspetti più brutali dell’esistenza: bullismo e terribili violenze fisiche e psicologiche. Emma vive a Milano e Dario a Firenze, i due si ritrovano, un incontro non casuale ma necessario a scoprire i dolorosi segreti del loro passato per superare insieme la paura della vita.
Abbiamo spiegato le ali e chiacchierato con questa giovane autrice per farle qualche domanda sul suo libro, ma anche su di lei:

 

Com’è arrivata l’ispirazione per il tuo libro “Così vicini”?

Non ho mai pianificato nulla a tavolino, né ho mai progettato di scrivere un libro, la trama è nata spontaneamente dentro di me e, giorno dopo giorno, ha preso forma. Dopo qualche modifica e aggiunta, la mia storia era pronta per essere scritta. L’ho elaborata principalmente per me stessa, pensando a quale libro mi sarebbe piaciuto leggere. Ho voluto che questo romanzo fosse l’espressione più diretta della mia creatività.

“Così vicini” ha per protagonisti due adolescenti che vivono delle esperienze forti. Da dove nasce la volontà di affrontare tematiche così profonde e che hanno anche riscontro nell’attualità?

Nasce proprio dal desiderio di non voler scrivere una semplice storia d’amore, ma dare anche un arricchimento in più al lettore facendo scaturire in lui qualche riflessione sul mondo moderno e sui suoi problemi. Si fa leva soprattutto sul bullismo, sulla violenza sulle donne e sui disturbi alimentari. Il tutto è smorzato dai toni più leggeri e spensierati di alcuni episodi che si frappongono a scene più toccanti.

Il tuo romanzo è indirizzato soprattutto ai giovani. Cosa credi possa trasmettere la lettura del tuo testo in un giovane lettore?

Lo consiglio ai giovani ( ma anche ai più adulti) perché loro cercano emozioni forti, vite al limite, vogliono sentirsi rappresentati e vogliono immedesimarsi in toto in quello che leggono. Questo libro è un ventaglio di sensazioni vissute a trecentosessanta gradi, senza vie di mezzo! È un libro scorrevole, nonostante le 400 e passa pagine, scritto con un linguaggio vicino al loro; schietto e semplice. È un libro che può lasciare un segno e può farli sognare.

Cosa legge una giovane autrice come te? Hai degli autori o dei libri che ti hanno ispirata e che ti ispirano?

Leggo tutto! Non mi tiro indietro di fronte a nulla; dai classici ai libri che scalano le classifiche. Per essere un buono scrittore bisogna conoscere, sperimentare ed essere curiosi. I no a priori non vanno bene. Il mio romanzo è stato ispirato da Madame Bovary, per l’animo con cui ha affrontato la vita e da “La solitudine dei numeri primi” di Giordano, libro che dà spazio alle emozioni, alla vita con la ‘v’ maiuscola e all’alternarsi dei punti di vista.

Altri “libri nel cassetto” oltre al sogno di fare l’insegnante?
Ho il sogno di pubblicare un secondo libro dalla trama sempre avvincente e emozionante. È un libro che ha necessitato di un po’ di documentazione e che scava ancora di più nell’animo dei personaggi, dandone una lettura a tratti psicanalitica.

Sempre rivolto a un pubblico giovanile?
Perché no? potrebbe piacere anche a qualche ragazza.