Film complesso da realizzare, ambizioso ed attualissimo (vista l’attuale crisi nel Medio Oriente). Eppure ci è riuscito. Ed è stato bravo anche come attore, lui che spesso viene accusato dai critici di essere inespressivo.

Partiamo da qualche anno fa. Ben Affleck decide di realizzare il suo primo film da regista nel 2007 “Gone Baby Gone” mostrando da subito le sue qualità dietro la macchina da presa. Tre anni dopo realizza un’ altra bella pellicola “The Town” che conferma il suo talento registico. Facciamo un altro passettino indietro. Ve lo ricordate il bellissimo “Will Hunting-Genio ribelle?“. Beh, la storia l’ha scritta lui assieme a Matt Damon. Piccolo particolare, quella storia gli ha fatto vincere un Oscar come sceneggiatore.

En passant, ecco un piccolo quiz per voi? Quale grande attore e regista americano è stato per anni preso in giro dalla critica cinematografica vincendo poi negli ultimi venti anni ogni genere di premio? Clint Eastwood.

Senza volere paragonare forzatamente Eastwood a Ben Affleck, i due hanno molti punti in comune: bellezza (naturalmente ora che è vecchietto Clint ne ha un po’ di meno), ambizione, intelligenza, talento recitativo spesso non riconosciuto.

Ed ora parliamo di “Argo” l’ultima opera di Affleck che utilizzando un cast di grandi caratteristi (Alan Arkin, John Goodman ed altri) riesce a tenere lo spettatore “incollatissimo” alla poltrona tanta è la tensione da lui creata.  Sa dosare nella maniera giusta ironia, azione, suspense, disperazione e tanto altro… mi ricorda molto il cinema di impegno civile realizzato negli anni settanta negli Stati Uniti (“Tutti gli uomini del presidente” ad esempio..)

Uno dei pochi film che vale la pena vedere al cinema in questo periodo.

Giudizio complessivo: 8