E’ difficile ultimamente andare al cinema ed essere storditi dalla commozione per metà film. Cerchi di smettere di piangere ed appena pensi di aver finito ricominci come una fontana…

Che bello..

“La teoria del tutto” non è un capolavoro ma è talmente coinvolgente da riuscire a nascondere molto bene i propri punti deboli.
E’ la vera storia del fisico Stephen Hawking, (attualmente vivente); durante gli anni dell’università gli viene diagnosticata una malattia rara e degenerativa che gli lascerebbe (secondo i medici) pochi mesi di vita. Grazie all’amore della moglie (una raggiante ed intensa Felicity Jones) e grazie alla passione per il proprio lavoro vivrà un’esistenza piena e felice.

Un eloquente inno alla vita ma non solo. Tutti noi (o quasi) davanti a grandi difficoltà entriamo in crisi e non sappiamo più andare avanti. Spesso ci viene detto che questo o quello è impossibile…
Poi un bel giorno ti svegli e ti accorgi che esistono persone come Hawking (e ce ne sono molte..) che per la scienza sarebbero dovute morire da un sacco di tempo ed invece sono vive.
Ed una parte di queste sono completamente ed inspiegabilmente guarite….

Sarà una delle tante cose comprese nella “teoria del tutto” tanto cara al geniale Hawking dai tempi dell’università?
Nel film c’è un altro genio: Eddie Redmayne. La sua interpretazione è ai confini della realtà, se non avesse preso l’Oscar come miglior attore protagonista sarebbe stato scandaloso e profondamente ingiusto.

Sublime colonna sonora di Jóhann Jóhannsson.

Giudizio complessivo: 8.5