Da quest’anno anche in Italia è possibile utilizzare senza restrizioni l’applicazione della casa Svedese Spotify, che, grazie ad un’interfaccia intuitiva e l’utilizzo dei social network, in poco tempo sta diventando uno dei più usati strumenti per ascoltare musica.
Ovviamente l’Italia è stato uno degli ultimi paesi ad essere “annesso” al sistema, che già conta sei milioni di utenti. Ma è noto che in questo paese le rivoluzioni non si fanno e se si fanno… si fanno dopo tutti gli altri.
Proviamo allora a capire perché Spotify è diversa da tutte le altre applicazioni che negli anni hanno provato a ridisegnare le leggi della fruizione musicale “gratuita”.

L’idea di base è semplice e sono anni che ci si prova con alterne fortune: poter ascoltare qualsiasi brano, ovunque, senza limiti di tempo e mantenere la spesa contenuta, se non gratuita. Ok sembra impossibile… ma Spotify, anche grazie alla bravura del suo ideatore e amministratore Daniel Ek, sembra esserci riuscita o per lo meno è sul punto di riuscire nell’impresa.

Grazie ad accordi stipulati con la maggior parte delle grandi Etichette discografiche e grazie alla semplicità d’utilizzo, in poco tempo Ek ha fatto si che l’applicazione venisse scaricata su tablet e smartphone in molti paesi del nord-europa e soprattutto nel nord America, che sono i mercati più grandi e più redditizi.
Il come ci sia sono riuscito è presto detto: l’intuizione geniale è stata di rendere il tutto il più social possibile, di poter quindi condividere la musica con amici e contatti di Facebook e Twitter. Così facendo non solo si è fatta girare la musica, aiutando magari anche qualche artista meno conosciuto, ma soprattutto ha permesso a Spotify di farsi pubblicità sulle bacheche di molte persone.

Vediamo quindi come funziona. Beh, anche se sta cercando di dotarsi di una rete propria, Spotify è comunque molto legato al più famoso e diffuso social network che esista: Facebook. Grazie ad esso è diventato popolare, perché avendo un account sul social network di Mark Zuckerberg l’utilizzo a Spotify è veramente semplicissimo. Inoltre, negli ultimi tempi Spotify sta espandendo il suo marketing esplorando nuove opportunità. Ad esempio, grazie ad alcuni accordi sottoscritti, alcune case automobilistiche monteranno l’applicazione musicale sulle proprie radio di serie per permettere ai guidatori di usufruire della musica presente nella sua libreria ed ascoltare così comodamente in auto ogni brano che vorranno.

L’aggiunta delle playlist, che possono essere condivise e pubblicate dagli utenti, rende l’applicazione quasi un gioco musicale. Per molti è di sicuro interesse conoscere i gusti degli amici o delle personalità importanti. Poter sapere cosa stanno ascoltando, in tempo reale, i nostri amici e magari farci consigliare o consigliare a nostra volta qualche canzone rappresentano delle novità introdotte da Spotify molto apprezzate dal pubblico.

Malgrado questi punti a suo favore, Spotify di sicuro non è ancora perfetta. Molti utenti già si stanno lamentando dei costi in aumento e della pubblicità sempre più aggressiva. I produttori degli scarsi ricavi e i gruppi emergenti di venire schiacciati dai grandi nomi, che vengono sempre sponsorizzati di più.
Tutto vero, ma come ha dichiarato Ek in una recente intervista: “siamo ancora all’inizio del viaggio”. Secondo lui infatti questa non è che l’alba di una nuova rivoluzione. Sempre più persone avranno accesso a Internet, sempre più smartphone verranno venduti. La rete sarà più veloce e più stabile. Così da qui a qualche anno, gli utenti di Spotiy diverranno sempre più numerosi e sarà possibile abbassare i prezzi degli abbonamenti e magari aggiungerne altri più costosi che forniscano servizi migliori.

Dopo aver usato Spotify per un periodo, ormai sto decidendo di buttare quasi completamente la mia collezione su disco rigido e cd. La comodità di poter avere tutto quello che voglio ad un prezzo non eccessivo (soprattutto se paragonato a quanto spesso si possano rompere gli hard disk), mi fanno pensare che ci troviamo davvero di fronte ad una nuova era per l’industria discografica. Speriamo solo che questa rivoluzione non finisca come spesso accade per rifarsi sugli utenti in qualche modo.