Nel caldo del deserto Siriano da poco è da poco terminato un matrimonio. Omar Souleyman si asciuga la fronte dal sudore e pensa che a quarant’anni questa è la vita che lo aspetta. Poco male, in un paese in perenne guerra con se stesso è già tanto essere sopravvissuti. Il suo mestiere è cantare alle feste e alle celebrazioni. Riesce così ad unire l’utile di un lavoro al piacere di poter vivere con la sua passione più grande. E in Siria dove spesso i rumori sono sordi colpi d’arma da fuoco, lui porta alla sua gente quegli attimi di spensierata felicità che accompagnano le cerimonie.

Ecco questo pensava Omar prima che la sua vita prendesse un’inaspettata piega verso altri luoghi e altri palcoscenici in senso figurato e non…
Di sicuro non immaginava che da lì a poco avrebbe condiviso il palco con artisti internazionali, registrato insieme a cantanti famosi in tutto il mondo, o anche solo che si sarebbero accorti di lui un po’ in ogni parte della Terra.
Eppure negli ultimi tre anni è di colpo diventato una celebrità della musica indie. Quasi un’icona involontaria che forse per moda o forse per casualità, lo ha eletto a simbolo di una rilettura del mondo arabo e della sua tradizione musicale ancora del tutto sconosciuta qui in occidente.

Prima del 2011, anno in cui è esplosa la sua stella nel firmamento underground, si hanno poche tracce della sua musica. Per lo più cassette registrate dal vivo dei suoi concerti. Viene però notato da una etichetta americana che si occupa di world music la Sublime Frequencies, che non si lascia scappare quello che in patria è un fenomeno e lo mette sotto contratto.
Non avendo all’attivo nessun album registrato “canonicamente” in studio, la sua fama cresce grazie ai concerti. Nel solo 2011 si esibisce nei locali del Greenwich Village di Manhattan (ai suoi concerti pare ci fossero star come David Byrne), al Glastonbury Festival e al Chaos in Tejas ad Austin, TX e poi ancora in Europa durante i festival estivi. Insomma, fa il giro del mondo portando le sue canzoni all’attenzione del pubblico, dapprima scettico poi sempre più immerso nella sua musica.

Ecco la sua musica, cos’è la sua musica? Per delle orecchie poco abituate alla musicalità mediorientale i ritmi e le melodie del mondo arabo posso sembrare sgangherate e a volte banali. Ma racchiudono un’energia e una gioia coinvolgenti. E’ impossibile ovviamente capire il significato dei testi, che per lo più parlano di storie d’amore perduto o ritrovato. Non è raro infatti trovare commenti su youtube di utenti arabi che sminuiscono la grande passione occidentale per questo cantante facendo notare in inglese a chi non conosce l’arabo, la pochezza delle sue liriche. Ma tant’è: non è bello quel che è bello, è bello quel che piace e Omar piace.

Piace a tal punto che negli ultimi due anni ha collaborato per esempio con Bjork, che è più di una icona è la regina della pop-dance mondiale. Registrando per lei un remix di una traccia del suo ultimo disco. Pitchfork lo ha invitato ad esibirsi al suo annuale festival parigino, dove ha condiviso il palco con la summa mondiale della musica alternativa e dove il suo live ha riscosso un clamoroso successo.

Ed ecco finalmente che ad ottobre del 2013 esce il suo primo album in studio. Prodotto e registrato da uno degli artisti più famosi della scena elettronica inglese Four Tet, che innamoratosi dei suoni e dell’energia del cantante Siriano si è chiuso con lui in uno studio e ne ha tirato fuori un live album, per non far perdere l’immediatezza e la spontaneità che sono il marchio di fabbrica del suo stile.
Per concludere questo viaggio, che ancora non si sa bene dove lo porterà, qualche giorno fa si è esibito alla cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace al fianco di un mostro sacro come Morrissey in Svezia, dove ha avuto qualche problemi ad andare a causa della sua nazionalità e delle politiche in fatto di visti del governo svedese. Tutto però risolto in breve tempo, grazie all’ormai accertata fama che lo precede ovunque.

Segnalo che sarà in Italia per un paio di date già confermate: a gennaio a Lecce e a marzo a Bologna. Se potete consiglio vivamente di andare a vedere un suo spettacolo, di sicuro non ne rimarrete delusi.