metalsDopo anni passati a mischiarsi nell’indie pop canadese, da sempre fucina di ottimi talenti che mischiano intelligentemente la canzone “popolare” pur rimanendo sempre saldamente fedeli alle proprie radici underground, Feist, cantante di straordinario talento… cambia strada.

    little bird, have you got a key?
    unlock the lock inside of me
    where will you go? keep yourself afloat

Sarà l’età oppure un fisiologico progresso artistico/emotivo, fatto sta che con la pubblicazione di Metals realizza un disco che strizza l’occhio al folk, mettendo insieme non solo una voce più calda e misurata, ma una sapienza stilistica ed un gusto compositivo da cantautrice navigata. Canzoni calde e vibranti di cui aveva dato pochi accenni nei dischi precedenti. Ascoltando la sua voce sempre perfetta anche nelle “sbavature” è difficile non forsi coinvolgere dall’energia che trasmette.

    Big sky, tiny bird
    And when the paragraph betrays the word
    Big sky, tiny bird

I testi sono intimi e volutamente poetici. Parlano di uccelli che volano nel cielo e viaggi. Dalla copertina e dal titolo si capisce la contrapposizione costante fra la terra ed i metalli che ne costituiscono l’essenza. Scegliendo una via molto acustica e corale, il disco raramente si apre a momenti “spinti” . Il disco rimane sempre su toni bassi, quasi sussurrati. Sarebbe stato perfetto anche solo registrato con una sola chitarra acustica e voce.

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