Secondo una classifica pubblicata da Forbes, magazine di finanza che si diverte a stilare classifiche dei più ricchi del pianeta a seconda del mestiere che svolgono, c’è una nuova tendenza nel mondo della musica. Da qualche hanno infatti pubblica la lista dei Dj più pagati al mondo, e sono molti i dj più che milionari ad aggirarsi per le discoteche e i club del mondo. Molti di loro addirittura hanno guadagni superiori (a volte anche di parecchio) a quelli di molte delle popstar famose.
Il perché è complesso e affascinante allo stesso tempo…

Intervistati dalla rivista i diretti interessati raccontano di vite al limite dell’umano. Una media di 200 serate all’anno. Per le quali vengono pagati profumatamente dai locali che per capienza e capacità monetaria non sono affatto inferiori agli stadi o ai festival rock più importanti del mondo. Basta pensare che ormai le migliori discoteche si trovano a Las Vegas e che le mete come Ibiza o Londra, stanno piano piano perdendo il loro appeal. Ovviamente tutto questo sta accadendo perché gli ingaggi che possono pagare le sale da ballo dei Casinò sono immensamente più alti di quelli offerti dalle spiagge spagnole o dai locali delle capitali europee.
Questo è sicuramente un primo punto, che permette a DJ come Steve Aoki o Calvin Harris di guadagnare cifre milionarie.

Ma la particolarità del business che gira attorno alle superstar delle console e anche un altro. I diritti sulle canzoni prodotte se l’intascano interamente loro. Per le star del pop e del rock, parte delle royalties viene preso da produttori e arrangiatori, compositori e in parte i musicisti che eseguono i brani degli album. Un Dj invece impersonifica già tutte queste figure. Compone e arrangia i brani che produce, e quanto ai musicisti, beh non ne utilizza neanche uno…
Così facendo deve spartire i ricavi delle vendite con la sola casa discografica, che in alcuni casi può essere addirittura di sua stessa proprietà.

In più, molti di loro hanno lanciato linee d’abbigliamento e accessori. O hanno collaborato alla realizzazione di oggetti di design quali: smartphone o cuffie auricolari. Espandendo ancora di più il loro mercato.
Spesso hanno a loro volta aperto locali, non solo discoteche o club, ma anche ristoranti e loung bar dove ogni tanto fanno capolino per suonare un po’ come se fossero a casa loro.

Altro importante punto sono le collaborazioni che spesso questi grandi nomi concedono ad altri artisti, in una mescolanza di generi e suoni, che spesso risulta vincente. Molte star oggi si affidano a questi Dj/produttori per sfornare le hit da lanciare per i loro dischi. Questo fa sì i Dj guadagnino non solo con le loro canzoni, ma anche con canzoni che hanno inciso o scritto per altri artisti. Casi eclatanti sono quelli di Davi Guetta, che dal 2009 ad oggi ha collezionato 33 featuring con artisti del calibro di Rihanna, Usher, Black eyed peas e altri. Scalando le classifiche dei singoli e balzando al terzo posto della classifica dei più pagati stilata da Forbes.

Sembra tramontata l’epoca delle superstar da concerti oceanici, che vendevano milioni di copie ogni volta che pubblicavano un album. I tempi stanno cambiando e forse questi paladini della dance music hanno colto l’attimo giusto e hanno trovato un nuovo modo per rivitalizzare il mercato della musica.
In fondo basta stare svegli tutte le notti e lavorare dietro ad un computer. Non sembra difficile, o forse no?