Non lo diresti mai che Björk Guðmundsdóttir, ai più nota soltanto come Björk, ha già 46 anni. Certo che l’età di una signora non si dovrebbe mai rivelare, ma che differenza può fare? La sua immagine è rimasta immutata negli anni. Questa eterna donna con il viso da bambina, ha iniziato la sua cariera a soli 11 anni e ha terremotato gli ultimi tre decenni della musica mondiale qualsiasi cosa abbia fatto e cantato, ma tuttavia non sembra accusare gli effetti del tempo che passa. Come fosse un fatina o una maga.
Sarebbe difficile già solo elencare la lista di stili e generi che ha attraversato, figurarsi provare a trovare fra loro un filo conduttore che possa spiegare la sua incredibile capacità di creare e innovare.
Tralasciamo per brevità tutto quello che precede la sua cariera solista che inizia nel 1992 quando esce dal gruppo Sugarcubes, con il quale aveva raggiunto una certa notorietà ed era uscita dal piccolo praticello tranquillo della natia Islanda per invadere prima l’Inghilterra e poi il mondo.

Negli anni novanta incide uno dietro l’altro tre capolavori, in un flusso creativo che ha dello stupefacente. Debut è una fantastica contaminazione fra la sua splendida voce (e il suo splendido accento anglo/islandese) e la musica house inglese dei club di Londra. Memorabile la registrazione di There’s more to life than this avvenuta dal vivo durante una serata al milk bar dove nel ritornello, per dare maggiore eccentricità al tutto, si chiude a cantare nel bagno del locale.
Con il successivo Post raggiunge la fama mondiale, un disco semplicemente perfetto. Dove il Pop e l’elettronica più raffinata si mischiano grazie al sentimento e la passione che solo le sue interpretazioni sanno avere. Per il sottoscritto il suo apice, ma non credo d’essere l’unico a pensarla così…
La consacrazione arriva con Homogenic di cui vengono realizzati ben 6 singoli sulle appena 10 tracce che compongono l’intero album, consolidando un’altra particolare caratterista che l’ha resa un’icona: i video-clip. Quasi sempre girati dall’amico Gondry, con il quale forma un perfetto mix artistico d’immagini e musica. Creando dei piccoli capolavori che esaltano le già splendide canzoni.

Per il seguente decennio, ormai raggiunta la notorietà e la serenità artistica, Björk si dedica alla sperimentazione. Con i tre successivi album: Vespertine, Medúlla e Volta, abbandona spesso la via del pop per dedicarsi alla sperimentazione musicale e soprattutto vocale. Specialmente in Medúlla: un album che è un trattato musicale/scientifico sull’utilizzo della voce. Registrato con la collaborazione di numerosi cantanti di generi diversi e interamente “suonato” dalle voci.

Ecco ora uscire il suo nuovo album Biophilia che si appresta ad essere una nuova rivoluzione non solo musicale. Infatti sarà possibile acquistarlo sia nella versione “normale” in cd o mp3, sia in una versione App per iPhone e iPad. L’idea è quella di un gioco virtuale in cui poter ricostruire le tracce del disco a seconda delle scelte fatte dall’utente che naviga l’applicazione. Come al solito la fatina Islandese cerca di uscire fuori dagli schemi e innovare il più possibile sia la musica, ma anche il modo nel quale la si ascolta. Perché in fondo Björk non è soltanto una delle più dotate cantanti della storia della musica, ma soprattutto una delle più innovatrici Artiste del nostro tempo.

Qui di seguito la lista dei singoli con i relativi video… qual è il vostro preferito?