Il Macaone non poteva mancare all’appuntamento riminese di Mare di Libri, primo Festival di letteratura in Italia ad essere dedicato agli adolescenti, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. La manifestazione, promossa dalla libreria per ragazzi “Viale dei Ciliegi 17” di Rimini e dal gruppo editoriale “Riccoli RCS”, rappresenta un importante raduno per i giovani appassionati di libri e di lettura che per tre giorni hanno la possibilità di incontrare i loro autori preferiti e discutere di romanzi e di avventure letterarie. Una trentina di autori, italiani e stranieri, hanno partecipato agli eventi: partendo dalla presentazione di alcuni dei loro ultimi libri, gli scrittori hanno creato un dialogo partecipato e diretto con il pubblico, scambiandosi opinioni e confidenze.

Motore della manifestazione sono stati, come nelle precedenti edizioni, i volontari: un centinaio di ragazzi e ragazze riminesi, dai 12 ai 21 anni, che hanno animato e reso vivo l’ambiente cittadino, affiancando gli organizzatori nella realizzazione dell’evento.

Mare di Libri costituiva, dunque, un’occasione troppo ghiotta di fare un’immersione salutare in tanta vivacità e passione per la lettura. Purtroppo, siamo potuti essere presenti soltanto alla giornata di sabato, ed è quella che vogliamo raccontarvi partendo dall’incontro mattutino con lo storico dell’arte Stefano Zuffi, autore di “Il mondo dipinto. Ventidue capolavori di grandi maestri raccontano la loro storia”. Il bravo prof. Zuffi ha parlato dell’abitudine dei ragazzi di oggi a guardare immagini in movimento a grande velocità in tv, nei videogiochi e sul web, e della loro tendenziale non familiarità con le immagini statiche, siano esse dipinti o, peggio ancora, in senso lato, libri (illustrati). Ad esempio, racconta Zuffi, può capitare di leggere recensioni di film scritte da giovani “critici” cinematografici di tal fatta: “le scene erano così lente che non riuscivo a seguirle”. “La velocità -dice il critico d’arte- è una caratteristica del contemporaneo in cui tutti noi viviamo ed è anche, di riflesso, una caratteristica del linguaggio comunemente utilizzato per comunicare”.

Ma, allora, possiamo immaginare che quadri e romanzi (su supporto cartaceo) siano destinati a non avere più un pubblico tra i giovani? Non proprio, perché l’esperienza dell’autore insegna che se i bambini, i ragazzi (e anche gli adulti immaginiamo) posseggono gli strumenti culturali per leggere un’opera d’arte, la loro esperienza davanti ad un quadro può essere molto più appagante e significativa.

a lezione di futurismo con il prof Stefano ZuffiDurante l’incontro, Zuffi ha mostrato e “letto” assieme al giovane pubblico alcune famose opere d’arte, come “Bambina che corre sul balcone” di Giacomo Balla (1912); “La città che sale” di Umberto Boccioni (1910); “Ambasciatori” di Hobein il giovane (1533); “Sacra conversazione” di Piero della Francesca (1472). Attraverso la guida dell’esperto, i ragazzi presenti hanno potuto capire come ogni opera vada contestualizzata nel suo periodo storico, nella sua collocazione spaziale, vada preso in considerazione il pubblico a cui è rivolta, vadano compresi i simboli e i rimandi ad altre opere, etc. Questa lettura completa del quadro permette di apprezzarne la bellezza ed il valore. L’invito rivolto da Stefano Zulli a tutti è: “cercate di entrare nel quadro, di sentirlo parlare attraverso di voi”. “Se riuscirete a farlo capirete l’importanza di preservare il patrimonio artistico che abbiamo, composto da tante opere uniche, fragili e per questo motivo molto preziose”.

Dopo questo istruttivo incontro con l’arte, abbiamo deciso di partecipare ad un incontro di letteratura, dedicato al romanzo distopico. Con questa parola difficile, si intende “una società indesiderabile”, al contrario dell’utopia, intesa invece come “società perfetta in cui vivere”. Il romanzo distopico è quello, dunque, ambientato in un futuro nefasto, sconquassato da guerre, virus, inquinamento, etc.

da sinistra a destra Alessandro Gatti, Manuela Salvi, Simonetta Bitasi, Fulvia Degl'Innocenti

Ne hanno parlato, durante l’incontro “I saved the world”, Alessandro Gatti e Manuela Salvi, autori di “Picabo Swayne. Le storie della camera oscura”, e Fulvia Degl’Innocenti, autrice di “Sopravvissuta”, entrambi romanzi distopici. Secondo Manuela Salvi, la distopia nel suo romanzo può essere considerata come un buon espediente per l’avventura vissuta dall’adolescente Picabu, protagonista sedicenne del suo romanzo. Per Fulvia Degl’Innocenti, invece,  parlare di futuro distopico significa mettere a fuoco meglio quello che viviamo oggi, le “storture” del presente. Un modo per rendere meno affollato il panorama, focalizzando l’attenzione su alcuni precisi problemi del presente e portarli alle estreme conseguenze.

Si tratta anche, sicuramente -dicono gli autori- di un gioco di immaginazione del tipo “come sarebbe il mondo se…”. Un modo per far lavorare la fantasia ma rimanendo nella sfera del possibile, creando realtà e situazioni dotate di coerenza e proprio per questo affascinanti e suggestive. Contro la bruttezza di un futuro invivibile e segnato da solitudine e desolazione, il messaggio degli autori è che bisogna avere fiducia nei ragazzi che sono sempre in movimento e in evoluzione, sensibili al tema dell’ambiente e pronti a chiedere a se stessi: “Io che cosa posso fare per migliorare le cose?”.

Dopo questo messaggio di ottimismo, siamo tornati con i piedi per terra a guardare in faccia la (triste) realtà delle cose del mondo, attraverso l’incontro dal titolo “Siamo nella melma“, in cui Nick Arnold, autore del libro “Sporco mondo“, ha affrontato in una maniera tutta speciale e coinvolgente il problema scottante del surriscaldamento globale e dell’inquinamento. Coinvolgendo attivamente i più piccoli, Nick Arnold ha parlato di: crescita della popolazione, sostenibilità, rifiuti, deforestazione, surriscaldamento globale, energia. Tante le domande curiose lanciate al pubblico: “è vero o non è vero che si bombarda il cielo con i razzi per indurre la pioggia?; è vero che sono stati scoperti iceberg “urlanti”?; è vero che, nella foresta australiana, esistono delle rane che ingoiano i proprio figli e li lasciano nel loro stomaco per un certo tempo, per poi risputarli vivi?”.

nick arnold

Nick Arnold chiede al pubblico se una mano amputata è un rifiuto tossico o meno…

Insomma, l’autore è stato davvero bravo, attraverso il sorriso e lo stupore, a farci riflettere su questioni importanti e inquietanti. Al termine dell’incontro, la domanda finale da un milione di dollari: riusciremo a far sì che la temperatura nel 2100 non sia mediamente più alta di sei gradi rispetto ad oggi? Detto per inciso, se ciò avvenisse, siamo sicuri che ciò non causerebbe la scomparsa dell’uomo?

Fortunatamente, per salvare l’uomo -visto che la Terra continuerà a vivere, trovando altri equilibri- ci vengono incontro -dice Arnold- alcune importanti invenzioni: la coibentazione (i rivestimenti degli edifici che mantengono costante la temperatura al loro interno), l’auto elettrica, il computer, le pile e……gli alberi, ottimi antidoti contro l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera.

Con l’impressione di essere in buone mani -quelle dei ragazzi chiamati a fare le giuste scelte  in campo ambientale ed economico- lasciamo la sala per dirigerci alla premiazione del concorso “Ciak, si Legge!“, dedicato ai book trailer (presentazioni in formato video di romanzi). Davvero l’ultima tappa prima di tornare in stazione a prendere il treno che ci riporterà a casa. Appuntamento al prossimo anno con i libri, la letteratura e i ragazzi e le ragazze di Rimini!