Prendendo spunto dal “Pacific Trash Vortex”, ovvero la grande chiazza di immondizia che solca l’Oceano Pacifico, potremmo chiamarlo, in maniera appropriata e senza ironia, “Tevere trash vortex”, l’enorme accumulo di spazzatura galleggiante composto soprattutto da plastica, che si è formato in appena 24 ore presso lo Scalo de Pinedo ed è stato rimosso – dopo l’allarme lanciato dall’associazione Marevivo – grazie all’intervento del Comune di Roma.

Sono stati tolti dal fiume oltre 4,5 tonnellate di materiale, di cui circa 300 kg tra bottiglie di plastica e lattine di alluminio, che dopo una selezione saranno riciclati e, perciò, risparmiati al mare. “L’accumulo dei rifiuti, a cui assistiamo da anni, vivendo sul fiume, in questi giorni ha assunto dimensioni preoccupanti sia per il conseguente danno ambientale sia perché rappresenta un ulteriore elemento di pericolo in caso di piena del fiume. Tutto ciò potrebbe essere evitato con una costante e corretta gestione degli argini”, ha dichiarato il direttore generale dell’associazione Marevivo, Carmen di Penta.

E’ bene ricordare che questi rifiuti dal fiume finiscono in mare con grave danno per l’ecosistema e di conseguenza per l’uomo. Evitare che questo avvenga è responsabilità di tutti: dalle istituzioni, ai singoli cittadini che non sempre adottano comportamenti civili e sostenibili.