Anche se non avevano ancora inventato il cinema né il drive-in,  gli antichi popoli della costa settentrionale del Perù sapevano bene come prendersi un po’ di relax e di soddisfazione gastronomica.

Un recente studio condotto dall’archeologa Dolores Piperno del National Museum of Natural History di Washington, sulla base di antichi resti di pannocchie, foglie e gambi riportati alla luce nei siti archeologici di Paredones e Huaca Prieta, afferma infatti che in queste zone del Sud America il mais venisse consumato in vari modi già 6.700 anni fa. In particolare, il team dell’archeologa Piperno ha scoperto che il mais veniva messo in una sorta di cartoccio (anche se in materiale non ancora identificato) e cotto sul carbone, arrostito sul fuoco, o cucinato in un forno di terra. Rappresentava una piccola integrazione della dieta: in base ai reperti pare infatti che non venisse consumato in grande quantità ma costituisse probabilmente una rara leccornia tutta da gustare.

Questo studio permette di retrodatare di circa mille anni il momento in cui iniziarono le sperimentazioni con la cottura del mais, e permette di dire che tali sperimentazioni furono indipendenti dall’utilizzo della ceramica. Insomma, in qualche modo arrivò prima il pop corn e poi la padella!

Per percorrere un po’ la storia del mais, alimento prezioso, anzi direi indispensabile, per lo sviluppo delle civiltà precolombiane, la dottoressa Piperno spiega che questa pianta venne addomesticata per la prima volta in Messico 9.000 anni fa da una pianta selvatica chiamata teosinte e che un migliaio di anni più tardi il granturco arrivò in America del Sud, dove gli agricoltori diedero vita a centinaia di varietà diverse. Interessante vero?…E a te come piace mangiarlo?