Vi piacciono gli smartphone, i tablet, i social network? Belle invenzioni, senza dubbio. Strumenti di comunicazione che hanno rivoluzionato il nostro modo di creare relazioni, tra di noi e con il mondo.

A questo punto vi svelo un “segreto”: queste meraviglie non sarebbero state possibili senza la matematica. Senza l’ingegno e l’impegno di uomini e donne che, affrontando la sfida dei numeri, hanno creato le basi per lo sviluppo tecnologico che oggi conosciamo. Dietro ad ogni nuovo teorema o metodo di calcolo c’è quindi una storia che merita di essere raccontata. Proprio quello che ha fatto il Corriere della Sera, con la nuova collana di saggi “La Matematica come un romanzo”, dedicata all’affascinante mondo dei numeri e ai suoi protagonisti.

La collana si compone di 24 uscite (una a settimana), ognuna delle quali dedicata ad una particolare scoperta: le equazioni impossibili, le simmetrie nascoste, i teoremi che nel corso dei secoli hanno intrecciato storia, scienza e filosofia, raccontate attraverso le vite eccezionali di matematici, incompresi o tormentati, isolati dal mondo o coinvolti nei grandi eventi del loro tempo. In pratica, grazie a questi libri, scritti da bravissimi divulgatori, si ha la possibilità di compiere un viaggio tra i segreti di un mondo, apparentemente inaccessibile ai non esperti, ma che può diventare invece comprensibilissimo e appassionante.

Potrebbe capitarvi, così, di rivivere l’esperienza di Andrew Wiles che a 13 anni, leggendo il libro di E. R. Bell “L’ultimo problema”, si appassionò al più famoso rompicapo matematico dell’epoca: l’ultimo teorema di Fermat. Andrew, divenuto professore di matematica all’Università di Princeton, dedicò alla sua dimostrazione più di 20 anni della propria vita e alla fine ci riuscì. Grazie a lui, il “semplice” enunciato* di Pierre de Fermat trovò una dimostrazione dopo più di 350 anni di tentativi falliti.

Ultimo_Teorema_di_FermatQuesta straordinaria storia, che ha come protagonista il grande matematico francese, avvocato che si occupava di matematica solo nel tempo libero (è noto infatti come “il principe dei dilettanti”), è al centro della prima uscita in edicola: “L’ultimo teorema di Fermat – l’avventura di un genio, di un problema matematico e dell’uomo che lo ha risolto“.

Insomma, se credete ancora che la matematica sia una cosa noiosa, scommetto che non avete mai visto il film Will Hunting – Genio ribelle o non conoscete le singolari biografie dei protagonisti di questa scienza che ci permette di conoscere l’universo, dagli immensi e lontanissimi corpi celesti e alle particelle più infinitesimali che compongono la materia. Un po’ come diceva Galileo Galilei:La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto“.

E allora, cosa ne pensate di questo punto di vista sulla matematica? Sempre roba da nerd occhialuti o campo di sfida per le menti più curiose? Prima di rispondere pensate ai bookmakers che, usando il calcolo delle probabilità, sviluppano business da milioni di euro basati sulle scommesse sportive…