Immaginate di aggirarvi di notte, al buio, dentro ad un famoso palazzo espositivo. Vi aspettano emozioni forti da vivere un passo alla volta, in attesa della prossima improvvisa sorpresa. No, non vi preoccupate, non siete Ben Stiller nella parte del protagonista del film “Una notte al museo”. Per fortuna non siete a New York e non si tratta di emozioni così forti!

Infatti, siete a Londra, durante le Olimpiadi 2012, e dopo una giornata spesa tra gare, tempi, trionfi e sconfitte, avete deciso di andare a fare una gita più “culturale”…(non si vive di solo sport!). Così siete alla famosa Galleria d’arte Tate Modern, è sabato sera e avete voglia di divertirvi.

Avete scelto proprio il posto giusto! Infatti, ogni sabato, fino al 23 settembre, va in scena l’evento Tate Blackouts: tutte le luci della galleria dedicata al Surrealismo vengono spente e i visitatori possono ammirare le opere d’arte soltanto grazie ad una piccola lampadina tascabile che viene consegnata loro all’ingresso.

L’iniziativa -che riprende una modalità già utilizzata in piena epoca surrealista, negli anni ’30, quando artisti come Man Ray allestivano le mostre prevedendo l’uso esclusivo di torce come unica fonte di illuminazione- è stata ideata dall’artista danese Olafur Eliasson, inventore, assieme all’ingegnere Frederik Ottesen, della lampadina fotovoltaica a forma di sole Little Sun.

Essa ha la forma di un fiore ed è fatta di una plastica resistente alla polvere, ai raggi ultravioletti ed alle alte temperature. Usa la tecnologia Led per catturare la luce del sole attraverso un modulo fotovoltaico di 6×6 cm che, dopo una ricarica di cinque ore, ne garantisce altrettante di illuminazione. Ha un design pensato appositamente per rendere il suo uso più versatile possibile: in casa, all’esterno, come lanterna, in bicicletta.

Il progetto “approfitta” dei riflettori puntati sull’evento più atteso di quest’anno, le Olimpiadi, per catturare l’attenzione generale sul fatto che, ancora oggi, circa un miliardo e 600 milioni di persone non hanno accesso alla corrente elettrica. Little Sun, nelle intenzioni dei due promotori, si pone quindi come valido sostituto -ecologico ed economico- a lampade più vecchie e insicure, come quelle al cherosene.

Venduta a circa 20 euro nel mondo ricco e ad 8 euro nei paesi più poveri, Little Sun vorrebbe diventare una risorsa importante per illuminare le notti di tanta parte di umanità. Speriamo che le intenzioni dell’artista siano sincere perché, sotto sotto, il sospetto che alla base di tutto ci sia anche un po’ la voglia di farsi pubblicità esiste…