L’articolo seguente è il frutto del lavoro (in progress) svolto per il laboratorio di giornalismo “Io Scrivo”, avviato dal I ist. Comprensivo di Frascati.

 

Il mare è sempre stato inteso come uno “scarico naturale”, il problema negli ultimi decenni è però aumentato notevolmente: se prima il mare scomponeva le sostanze a lui nocive, ora a causa della crescita della popolazione e della notevole espansione delle industrie, gli agenti inquinanti sono così aumentati che, trasportati dalle correnti marine, fanno sentire i loro danni anche a grande distanza.

Il delicato ecosistema marino è ora soggetto a diversi tipi di aggressioni. L’inquinamento organico è provocato dallo scarico delle reti fognarie cittadine scaricate nei mari. In questo caso si tratta di materiali “naturali”, ma l’aumento di popolazione ha incrementato la produzione di queste acque in cui, molto spesso, sono presenti detersivi e altri materiali non biodegradabili. Il problema più grave è che queste acque costituiscono un territorio favorevole alla crescita dei germi patogeni, che possono portare malattie come la salmonellosi, il tifo e il colera, e portano rischi igienico-sanitari all’ uomo. Esiste però una soluzione: i depuratori, che accelerano i processi naturali di eliminazione dei rifiuti.

L’ inquinamento chimico interessa invece zone molto più ampie delle sole coste ed è perciò molto più complicato da eliminare. Gli inquinanti provengono prevalentemente dalle industrie, ma anche dalle città e dalle acque usate nell’agricoltura dove ai fertilizzanti naturali sono stati sostituiti fertilizzanti minerali e dove vengono usati pesticidi e insetticidi. Oltre ad essere dannose per la fauna ittica, queste sostanze sono molto dannose anche per l’uomo, con molti casi di avvelenamento da mercurio, e centinaia di vittime. I detersivi, ricchi di fosfati, causano l’eutrofizzazione causando la crescita di alghe, che tolgono ossigeno all’acqua provocando la morte di molti pesci. Le sostanze possono percorrere tutta la catena alimentare fino ad arrivare all’uomo.

L’ inquinamento da petrolio è tra le più gravi forme di contaminazione del mare. I derivati del petrolio vengono impiegati come combustibili per gli impianti di riscaldamento, come carburante delle auto e per il funzionamento delle industrie. L’inquinamento da petrolio è causato soprattutto dalla pulitura delle cisterne delle navi in mare, poiché le acque contaminate vengono illegalmente e irresponsabilmente scaricate in mare. Altre cause sono gli incidenti navali e le perdite da parte delle piattaforme e delle raffinerie. Il petrolio è formato da una miscela di idrocarburi e sostanze chimiche e, quando viene rilasciato in mare, si stende su tutta la superficie dell’acqua formando una patina che causa morie di pesci e di molti uccelli.

Altri tipi di inquinamento sono l’inquinamento termico, provocato dalle acque di raffreddamento, molto calde, degli impianti industriali, e l’inquinamento radioattivo, causato dall’esplosione di ordigni nucleari e di scorie di centrali nucleari.