Come nasce l’idea di un Salone dedicato alla formazione musicale?
Il problema principale del mercato della musica oggi è di tipo culturale. FIM è nato dalla necessità di avere un evento di riferimento per la ricerca, la formazione e per l’innovazione in ambito musicale che riunisse, in una rete solidale, università, centri di ricerca, scuole di musica pubbliche e private, istituzioni regionali e comunali, insegnanti, aziende, imprenditori in un unico luogo.
Il Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale ha come obiettivo primario la formazione del pubblico e dei futuri musicisti per fare comprendere la straordinaria dimensione culturale di cui la musica è portatrice.
Il FIM intende avvicinare più persone possibili alla pratica dello strumento musicale e alla cultura dell’ascolto consapevole della musica per formare un pubblico capace di valutare la musica di domani, di capirla, di usufruirne in modo corretto, e di acquistarla consapevolmente.
Quest’anno verranno a farci visita al FIM 2600 giovani musicisti delle scuole medie ad indirizzo musicale e dei licei musicali provenienti da tutta Italia.
Il nostro obbiettivo sarà proprio quello di avvicinarli ancora di più alla musica, di formarli all’ascolto consapevole della musica, di metterli a contatto con alcune realtà importanti della filiera, con i professionisti e con gli operatori, per far capire loro che la musica è molto di più di ciò che sono abituati a vedere in TV.

Quali saranno le novità principali dell’edizione di quest’anno?
Ogni edizione del FIM è sempre stato caratterizzata da novità: lo scorso anno la novità era il cambio di location: da Erba a Milano.
Quest’anno il cambiamento è nella forte componente riguardante l’innovazione: abbiamo introdotto il Premio Leonardo, un concorso gratuito che invita il pubblico ad inviarci le migliori idee progettuali per raccontare lo spirito innovatore di Leonardo Da Vinci.
Il concorso si rivolge a coloro i quali hanno da proporre prototipi di strumenti nuovi, intuizioni creative in ambito musicale e idee progettuali innovative che possano trovare impiego nel campo musicale e abbiano un potenziale sbocco commerciale, come per esempio nuovi accessori per la musica, nuovi strumenti musicali, strumenti musicali costruiti con materiali nuovi o alternativi, differenti modalità di utilizzo delle tecnologie applicate alla musica, nuovi accessori per la musica e il musicista, nuovi sistemi di amplificazione, nuovi sistemi di registrazione e ascolto della musica.
L’innovazione si respira anche nella serata inaugurale che precede il salone nell’Auditorium Testori e che si intitola “FIM Live Innovaction”: sarà un originale mix di live performance. In programma la sera del 15 maggio, si potrà assistere a tre innovativi progetti musicali per una affascinante serata di musica non convenzionale a ingresso gratuito: il concerto per tromba e api di ArniaTrumpet, la performance di interazione tra danza, musica elettronica e mapping luminoso ViMotion e il progetto live di canzoni diffuse in tecnica binaurale nelle cuffie wireless indossate dal pubblico Elettro Acqua 3D. Sempre parlando di novità, possiamo citare l’originale studio di registrazione di vetro “FIM Social” che sarà posto al centro di Piazza Città di Lombardia e allestito all’interno di un BoxGlass fornito da Phonex International con la correzione acustica di StopSound e la gestione tecnica di Accademia del Suono. Lo studio ospiterà le performance live di decine di musicisti e band presentate da Alain DJ davanti al pubblico presente dotato di cuffie wireless fornite da LEM International – Silentsystem e a quello collegato in diretta via web sui social. Le novità del FIM 2019 si vedranno anche nei contenuti selezionati, negli allestimenti, nelle immagini sui monitor.

Quanto conta lo studio e la formazione nelle prospettive di carriera in ambito musicale?
La formazione è il primo importante investimento che qualsiasi aspirante e futuro musicista deve considerare, non solo per se stesso, ma per il futuro della musica.
La musica prodotta senza un’adeguata formazione, è una musica povera.
Lo studio della musica, per chi aspira ad una carriera musicale, dev’essere messo in conto sempre, e anteposto a qualsiasi scelta di vita.
Non si diventa bravi architetti, bravi medici, bravi ingegneri, bravi avvocati senza aver studiato: nella musica è la stessa cosa. Formazione significa investire su se stessi, capire le proprie qualità, le proprie capacità e i propri limiti. Sviluppare nuove competenze per fare ricerca, inventare e innovare, trarre il massimo dalle proprie capacità, migliorarsi.

C’è un’età giusta per cominciare a suonare e a “respirare” musica dal vivo?
La musica va gustata, assaporata, capita e vissuta. Non c’è un’età per imparare a suonare, così come non c’è un’età per imparare ad ascoltare la musica. Adesso esistono corsi di formazione musicale per qualsiasi età: bambini, ragazzi, adulti e anziani. Le scuole di musica organizzano e promuovono corsi anche per la terza età.
Tantissimi insegnanti sviluppano efficaci programmi di studio per i primi anni di età. Ognuno di noi ha il diritto di avvicinarsi alla musica, di praticarla, di impararla, a qualsiasi età. Non c’è un’età migliore per provare la gioia di suonare e di ascoltare la musica.

Che consigli daresti ai tanti ragazzi che sognano di lavorare in questo settore?
Prima di tutto, per vivere la musica serenamente, bisogna farlo per se stessi. Non ha senso scegliere di fare musica per diventare famosi o per “diventare qualcuno”.
Il successo nella musica dev’essere il risultato dei propri studi, delle proprie ricerche, dei propri esercizi, e non deve mai essere un’obbiettivo fine a se stesso.
Il secondo consiglio che vorrei dare è quello di non accontentarsi mai di saper fare un’unica cosa. Per essere dei buoni musicisti o dei buoni “operatori” in campo musicale è fondamentale conoscere più cose possibili riguardo a questo mondo: un bravo musicista si interessa anche tecniche di registrazione, un bravo arrangiatore si interessa di tecnologia, un bravo costruttore di strumenti musicali conosce la musica.
Più cose sai, più hai la possibilità di crescere e di migliorare.
E’ importantissimo studiare e approfondire sempre senza accontentarsi mai di imparare in maniera superficiale: bisogna aggiornarsi, tenersi informati, provare le novità, andare ai concerti per imparare guardando e ascoltando gli altri, fare ricerca, sperimentare, provare a fare cose nuove, sempre e per tutta la vita.