Sul mare grigio di marzo, grandi nuvole mosse incombono su onde già inquiete. Si sta con giacche pesanti, e cappelli e sciarpe e guanti; ma l’aria ancora fredda, nonostante la vicina primavera, è una lama sottile e tagliente.

Una sagoma s’appressa arrancando alla nave. È piccola, agile e veloce. Ma quanta fatica sembra dover affrontare! Il vento salmastro per noi benefico, è per essa un duro ostacolo da sormontare: ogni raffica una scure pesante che la fa indietreggiare … Ma ci raggiunge, la fragile figura minuta, e, con un rush finale, si posa sull’alto albero della nave!

Finalmente la rondine può un poco riposare …

falco cuculo

Sono moltissime le specie di Uccelli migratori, anche questo bellissimo falco cuculo (Falco vespertinus)

Ogni anno migliaia di uccelli compiono un viaggio strabiliante, una vera e propria maratona: dall’Africa, attraversando il deserto e il mare, e correndo moltissimi pericoli, arrivano in Europa in primavera, per accoppiarsi, costruire un nido, deporre le uova e alimentare i loro pulcini affinché siano pronti per spiccare il volo! In autunno andranno tutti in Africa, gli adulti e i giovani, questi ultimi compiendo la loro prima migrazione

La migrazione è un fenomeno che non interessa soltanto gli Uccelli: altri animali intraprendono questi lunghi viaggi, ad esempio i salmoni (Pesci), le tartarughe marine (Rettili) e le balenottere (Mammiferi); sono in grado di migrare persino alcuni Insetti, come la bellissima farfalla monarca.

Vorrei, però, porre l’attenzione soprattutto sulla migrazione degli Uccelli, per le seguenti ragioni:

a) non è difficile avvistare Uccelli migratori;

b) a tutti sarà senz’altro capitato di vedere una rondine o di ascoltare i versi dei rondoni che si rincorrono rapidi nel cielo;

c) esistono diversi posti in Italia dove è facile osservare il fenomeno della migrazione (in alcuni di questi luoghi particolari è possibile assistere all’arrivo di grandissimi stormi di Uccelli che raggiungono l’Italia per nidificare, o per fare una sosta prima di proseguire il viaggio verso altri Paesi d’Europa);

d) nonostante sia uno dei fenomeni naturali più osservati, descritti e studiati sin dai tempi di Aristotele, e per quanto gli studi sino ad ora condotti abbiano già prodotto importanti ed interessanti risultati, la migrazione degli Uccelli è un fenomeno che offre ancora tantissimo da scoprire;

e) recenti tecniche di studio come la telemetria satellitare, possibili grazie alla tecnologia GPS, stanno stravolgendo molte delle convinzioni radicate fino a pochissimi anni fa.

In poche parole la migrazione degli Uccelli è ancora un universo da scoprire. Proverò comunque a raccontarvi qualcosa di ciò che già sappiamo, premettendo che sono generalizzazioni, e che su ogni specie si potrebbero scrivere interi libri!

Cos’è la “migrazione” e chi sono i “migratori”

gruccioni

I gruccioni (Merops apiaster) sono colorati e vistosi Uccelli migratori. Non si fanno notare solo per il piumaggio variopinto, ma anche perché sono dei gran chiacchieroni!

Tutti gli animali si spostano, chi più chi meno; ma la migrazione vera e propria (o migrazione regolare) è una faccenda a parte: in biologia la migrazione è un particolare spostamento direzionale e periodico, di norma stagionale, compiuto o per la ricerca di cibo (migrazioni trofiche), o per la ricerca di condizioni ideali all’espletamento di qualche funzione biologica particolare, principalmente la riproduzione (migrazioni genetiche); o per entrambe le cose.

È ciò che fanno gli Uccelli come i gruccioni, le rondini e i rondoni: ogni anno compiono un viaggio autunnale di andata da nord (areale di nidificazione) a sud (areale di svernamento), e uno di ritorno, in primavera, da sud a nord. Ogni anno! Partono per sfuggire alle sfavorevoli condizioni ambientali dell’inverno, e ritornano ogni primavera perché devono metter su famiglia. Molti tornano persino allo stesso identico nido dell’anno precedente! La migrazione, per questi Uccelli, è una vera e propria attitudine, per la quale, non a torto, vengono definiti migratori. L’istinto li spinge ad intraprendere questi viaggi; il loro corpo, attraverso particolari adattamenti fisiologici, glielo consente.

C’è chi migra e c’è chi resta

Si stima che circa il 50% delle specie di Uccelli siano migratrici. Ma ci sono specie che non si allontanano a dai loro areali originari. Queste, come il picchio nero, vengono definite sedentarie.

Senza titoloFra questi due estremi comportamentali ci sono molte vie di mezzo. Può accadere, ad esempio, che nell’ambito di una stessa specie ci siano popolazioni che migrano a fronte di altre che non migrano. Questi Uccelli vengono definiti migratori parziali, ad esempio la capinera.

Altre specie, come i crocieri, sono dei veri e propri nomadi: intraprendono un viaggio di andata verso un territorio che appare favorevole alla nidificazione, qui nidificano, ma non tornano indietro! Rimangono per un tempo imprecisato per poi ripartire alla volta di un’altra meta imprecisata. È una migrazione? Certamente. Semplicemente non è una migrazione regolare.

Un fenomeno interessante è l’irruzione: un numero cospicuo di individui di una specie normalmente non presente in un’ area arrivano spinti da condizioni ambientali e climatiche avverse. Dopo un periodo di stazionamento ritornano ai loro areali. Un esempio di specie per la quale è stato documentato diverse volte questo comportamento è il beccofrusone.

La dispersione post-giovanile è un fenomeno per il quale i giovani appena involati, migratori e non, si allontanano dal nido per esplorare altri territori. Può capitare di vedere intere combriccole di giovanotti e giovanotte in esplorazione! Una volta acquisite le competenze necessarie a cavarsela da soli, ognuno va per la sua strada …

Questi sono alcuni esempi di comportamenti e fenomeni migratori. In generale possiamo dire che quasi nessuna specie rientra perfettamente in una sola categoria, e che bisogna valutare specie per specie, popolazione per popolazione …

Non solo dall’Africa

Non tutti gli Uccelli compiono viaggi lunghissimi come, ad esempio, quello della rondine, che dall’Africa del Sud può spingersi fino all’estremo nord della Gran Bretagna, e che per questo viene definita migratore di lungo raggio; alcun specie compiono viaggi più brevi, e vengono definiti migratori di medio o corto raggio, a seconda dell’entità dello spostamento. Infatti ci sono Uccelli che in estate vivono nei Paesi nordeuropei, ove nidificano, e in inverno vanno a vivere in altre aeree dell’Europa, con un clima più confortevole. Alcuni di questi si spingono fino alle coste nordafricane, come il piviere dorato, ma rimangono comunque nell’emisfero settentrionale.

Altri, come il picchio muraiolo, semplicemente scendono dalle montagne, su cui vivono in estate, a quote inferiori, dove in inverno è più caldo ed è più facile trovare da mangiare. Questa viene definita migrazione altitudinale.

Infine è doveroso specificare che anche fra gli Uccelli americani e quelli asiatici sono moltissime le specie migratrici.

Rotte migratorie e orientamento

Quali strade percorrono gli uccelli migratori per arrivare a destinazione? Vanno dritti alla meta compiendo un viaggio in linea retta? Oppure vanno zigzagando a caso, fino ad arrivare al loro nido? Fino a poco tempo fa non era possibile seguire gli Uccelli passo per passo, anzi battito d’ala per battito d’ala, durante la loro migrazione. Si sapeva da dove partivano, si sapeva dove arrivavano, e si conoscevano dei punti di passaggio frequentati da migliaia di uccelli. Ma poiché nella maggior parte dei casi i punti di partenza e quelli di arrivo per una specie sono più di uno, come fare a conoscere il punto preciso di arrivo di una specifica popolazione, o di uno specifico individuo, di cui si conosce l’esatto punto di partenza? E tra la partenza e l’arrivo che succede?

Per rispondere a queste domande, i ricercatori hanno iniziato a marcare quanti più migratori possibili con degli anelli colorati dotati di un codice alfanumerico, che assicurano una corrispondenza univoca fra l’anello e l’uccello che lo porta (il termine tecnico di questa operazione è inanellare). Così l’individuo marcato diventa riconoscibile ed è possibile tracciare, se non tutta la sua traiettoria, almeno alcuni punti di questa, quelli intercettati dai ricercatori attraverso l’attività di inanellamento o la semplice osservazione con il binocolo.

cicogna

È tradizione dei paesi dell’Europa del Nord associare la cicogna bianca (Ciconia ciconia) alla nascita dei bambini.

Questa operazione, compiuta su molti individui per ogni specie, ha prodotto importanti risultati, e oggi si più affermare, ad esempio, che le rotte migratorie delle cicogne bianche sono approssimativamente quelle rappresentate qui sotto:

rotte delle cicogne

Rotte migratorie delle cicogne bianche: nell'Africa subsahariana si trovano i siti di svernamento, in Europa quelli di nidificazione.

Ma oggi, come avevo già accennato prima, siamo in grado di utilizzare nuove tecnologie per seguire meglio gli spostamenti dei migratori: applicando un apparecchio GPS piccolo e leggero ad un individuo, possiamo conoscerne la posizione quando lo desideriamo! Almeno finché l’apparecchio non si rompe … Siamo appena all’inizio di questa avventura, ma è già stato scoperto, ad esempio, che gli adulti del capovaccaio, quando vengono deviati da un forte vento, sanno correggere la rotta migratoria meglio e più velocemente dei giovani.

In generale si può dire che gli Uccelli, come chiunque debba intraprendere un viaggio, sono spesso costretti a compiere delle deviazioni, più o meno previste, nel caso di ostacoli fisici come le montagne o il mare, o imprevedibili, come in caso di tempesta.

Benché le rotte migratorie siano diverse da specie a specie, è possibile fare una prima grande distinzione (escludendo gli Uccelli marini per i quali si dovrebbe fare un discorso a parte) fra veleggiatori e uccelli che volano con volo battuto. I primi volano sfruttando le correnti ascensionali, di crinale (che si formano urtando contro un rilievo) o termiche (che si formano grazie al riscaldamento solare della terra): le loro ali lunghe e larghe sono perfette per sfruttare questa spinta naturale, e devono muovere ben pochi muscoli per farlo! Il dispendio energetico per questo tipo di volo è minimo, mentre non lo è per il volo battuto, per il quale serve moltissima energia che gli uccelli traggono dal loro corpo attraverso le riserve di grasso (che è un ottimo carburante per il volo, infatti è leggero e si consuma lentamente). Ma i veleggiatori generalmente non hanno un serbatoio di grasso molto capiente, in più sono grandi e pesanti: per loro attraversare il mare (sul quale non si formano le correnti ascensionali) sarebbe come volare senza carburante.

È così che luoghi come il Bosforo e lo stretto di Gibilterra, dove il tratto di mare da attraversare per arrivare dall’Africa all’Europa è breve, diventano la scena per uno spettacolo magnifico: migliaia di rapaci e cicogne che raggiungono, volteggiando maestosamente, un altro continente! Anche l’Italia è dotata del suo piccolo teatro, lo stretto di Messina: diversi individui riescono ad attraversare, in condizioni climatiche favorevoli, il canale di Sicilia, magari facendo un “pit-stop” a Pantelleria, Malta o Lampedusa.

gibilterra

Lo stretto di Gibilterra: da qui, anche in condizioni metereologi che non ottimali, è possibile vedere nitidamente la costa del Marocco. Uno dei passaggi preferiti dai veleggiatori per arrivare in Europa.

Esempi di veleggiatori sono il falco pecchiaiolo e il nibbio bruno, la cicogna bianca e la cicogna nera. Gli Uccelli che usano volare con volo battuto, generalmente Passeriformi, non necessitando delle correnti ascensionali possono volare anche di notte – può essere utile per proteggersi dai predatori! Essi, inoltre, posseggono un serbatoio di grasso molto grande, in proporzione al loro corpo, e sono piccoli e leggeri. Possono dunque percorrere lunghi tratti di mare. Anche loro, però, non disdegnano le pause: è stancante volare. Ed ecco che anche per loro le isole diventano un luogo di ristoro dalle fatiche. Non a caso le isole del Mediterraneo sono degli ottimi punti di osservazione!

Ma come fanno a trovare la strada? Non hanno mica mappa e bussola! Eppure una sorta di bussola interiore ce l’hanno: gli uccelli hanno il senso del tempo, e comprendono perfettamente quando è mattina e quando è sera. Così, in base alla posizione del sole, sanno determinare esattamente dove sono i punti cardinali. E di notte? Di notte ci sono le stelle. Proprio come facevano i marinai di una volta! D’altra parte agli uccelli non interessa conoscere tutte le costellazioni esistenti nella volta celeste: a loro basta avere pochi riferimenti fissi. La stella polare, ad esempio, è punto di riferimento di tutto riguardo!

Gli adulti, poi, grazie alla loro esperienza, sono in grado di riconoscere più facilmente il territorio. Per cui fiumi, laghi, montagne e pianure diventano anche’essi riferimenti importanti. Aiutano, inoltre, l’olfatto, l’udito e i campi magnetici (anche se su questo punto non si sa ancora molto); e tutti assieme, questi strumenti consentono agli Uccelli di essere degli ottimi navigatori.

culbianco

Il culbianco (Oenanthe oenanthe) è uno dei primi Passeriformi ad aver sperimentato un viaggio col GPS.

Ma i giovani? Coma fanno a sapere esattamente dove andare? Ovviamente dipende prima di tutto dalla specie: i giovani di sterna maggiore , ad esempio, compiono il loro primo viaggio guidati dalla mamma. Altri, invece, lo fanno senza alcuna guida! Il fatto è che nel loro DNA è impressa una direzione che, assieme alla capacità di scegliere un luogo idoneo alla sopravvivenza e con l’aiuto dell’olfatto, li porterà a ricongiungersi con i consimili.

Sicuramente le nuove tecnologia che abbiamo a disposizione ci aiuteranno a comprendere meglio anche questo aspetto del fenomeno.

Perché migrare?

Sterpazzolina (Sylvia cantillans) a Ventotene: questi delicati uccelli fanno tappa sulle isole per poter riposare e mangiare qualcosa prima di proseguire il viaggio.

Cosa spinge esseri apparentemente tanto fragili a compiere viaggi estenuanti e pericolosi per i quali rischiano la vita?

Una delle teorie sull’origine del comportamento migratorio degli uccelli sostiene che tutto abbia avuto inizio con l’avvento delle glaciazioni. Provate ad immaginare l’Europa durante una glaciazione: il freddo sempre più intenso che modifica l’ambiente, il ciclo vitale delle piante stravolto, la scomparsa di molte specie vegetali e di animali molto sensibili alle variazioni ambientali, come gli insetti, dunque la perdita di cibo per molti Uccelli … Alcuni di essi iniziano a spostarsi verso sud, spingendosi fino all’Africa subsahariana …

Ma perché, poi, non sono rimasti semplicemente in Africa? Tutto dipenderebbe dalla durata del dì, ovvero dalla luce! Quando in Europa c’è la bella stagione e la durata del dì è maggiore di 12 ore, all’equatore la durata del dì è di 12 ore (lo è per tutto l’anno), al di sotto dell’equatore è inferiore alle 12 ore, come da noi in autunno e in inverno: le ore di luce sono preziose per catturare prede e sfamare i piccoli, che sembra non ne abbiano mai abbastanza; quindi tutti verso la luce!

E poi casa è sempre casa: si conoscono tutti, si sa contro chi dover lottare; se è andata bene a te, crescere qui, allora andrà bene anche alla tua prole …

Ad ogni modo, se da centinaia di migliaia di anni gli Uccelli continuano a migrare, evidentemente il gioco vale la candela. Si rischia, è vero, e qualcuno ci rimette le penne, nel vero senso della parola! Ma la specie ci guadagna, e ci guadagna bene anche grazie al fatto che, nel corso di tutto questo tempo, sono stati selezionati dalla natura tutti quegli individui capaci di prepararsi, attraverso modificazioni periodiche del proprio corpo (come la muta delle penne o l’aumento della massa grassa corporea), a viaggi lunghi e faticosi.

La migrazione è una delle strategie di adattamento che la natura ha sviluppato per rispondere ai cambiamenti ambientali, analoga e opposta alla strategia della sedentarietà, che altri Uccelli hanno scelto, e che pure ha i suoi vantaggi (le specie o le popolazioni sedentarie possono scegliere con più calma dove costruire il nido e non corrono i rischi legati al viaggio – come l’essere stremati e non farcela ad attraversare il mare). Sulla carta hanno entrambe la stessa possibilità di diventare un comportamento stabile di una specie. Dipenderà da come la selezione naturale agirà su questo comportamento. Anzi, alcune specie adottano, di fatto, entrambe le strategie (come abbiamo visto per i migratori parziali). Una duplice strategia potrebbe duplicare la possibilità di sopravvivenza!

Anche una sola rondine fa primavera!

rondone maggiore

Il rondone maggiore (Apus melba) assomiglia molto ai rondoni comuni (Apus apus) che sfrecciano nei cieli estivi delle nostre città, ma è più grande e ha il ventre bianco. Entrambi da non confondere con la rondine (Hirundo rustica)!

Oggi assistiamo ad un declino di tante specie migratrici, e, dispiace dirlo, l’essere umano ci sta mettendo lo zampino. L’uso massiccio dei pesticidi per l’eliminazione degli insetti nocivi alle coltivazioni ne è un esempio: gli insetti sono la fonte di cibo primaria per moltissime specie di Uccelli come la rondine. Se manca loro il cibo, pian pianino inizieranno a scomparire anche le rondini.

Possiamo fare a meno di questi uccelli? Intanto una risposta pratica: i pesticidi uccidono gli insetti nocivi per le coltivazioni, ma, oltre ad avvelenare il cibo che mangiamo, uccidono anche tantissimi insetti utili all’uomo, come le api. La rondine, e altri insettivori come lei, sono “pesticidi naturali” formidabili: non inquinano e si mangiano pure le zanzare!

Non sono solo i pesticidi a mettere a repentaglio la vita dei migratori. Anche quando ci sembra di fare la cosa giusta per l’ambiente, può capitare che ad una attenta analisi dei fatti stiamo combinando un altro guaio: le tanto decantate pale eoliche per la produzione dell’energia pulita uccidono ogni anno migliaia di migratori! Ma anche non migratori, e persino pipistrelli (altri formidabili pesticidi naturali)! Bisogna sempre riflettere bene prima di buttarsi in qualche impresa, e verificare le conseguenze di certe scelte. Non si vuole demonizzare l’idea di fondo, ma sarebbe opportuno, anzi è necessario, sviluppare tecnologie per la produzione di energia ancora più sostenibili!

Mettiamoci pure il contributo negativo dei cambiamenti climatici in atto, dei bracconieri, dell’urbanizzazione di aree di interesse naturalistico… insomma per questi poveri animaletti sono tempi durissimi.

Non sappiamo se i nostri amici alati saranno in grado di adattarsi di nuovo, così come furono in grado di farlo i loro antenati a seguito delle glaciazioni.

Certo è che il cielo azzurro inondato di ali, lo sguardo fiero di un falco stanco che ha attraversato il mare e che si posa su una scogliera scoscesa, il verso stridulo del primo rondone della stagione, l’allegria dei gruccioni che chiacchierano in riga su un filo elettrico, il fruscio delle ali di un nibbio che ti passa accanto, il bianco abbacinante delle cicogne che volteggiando elegantemente si avvicinano per poi riallontanarsi e proseguire il viaggio, le rondini che cercano di raggiungere la nave su cui stai viaggiano per poter riposare qualche minuto …

Vogliamo davvero rischiare di perdere tutto questo?

Per aiutare gli Uccelli migratori a continuare i loro viaggi, occorre prima di tutto monitorare la situazione. Ecco perché le principali associazioni ambientaliste europee che si occupano della salvaguardia degli Uccelli (per l’Italia la LIPU), si sono riunite per promuovere un’iniziativa che coinvolge tutti quanti noi. Il nome dell’iniziativa è Spring Alive, ovvero “primavera viva”.

cuculo

“Cucù, cucù. L’aprile non c’è più, e maggio è ritornato al canto del cucù”. È il ritornello di una famosa canzone popolare, e si riferisce a questo particolarissimo uccello: il cuculo (Cuculus canorus), che non costruisce affatto il nido, come si dice nel prosieguo della canzone …

Con questo progetto internazionale è possibile contribuire al conteggio di alcune fra le specie migratrici più sensibili e a rischio: leggete sul sito come fare per aiutare a delineare una “mappa dell’avanzamento della primavera”.

Potrete inoltre trovare informazioni dettagliate sulle specie in questione, consultare i dati già raccolti dagli altri partecipanti di tutti i Paesi coinvolti, leggere notizie ed iniziative correlate a questo lavoro, e molto altro ancora!