Tornano le denunce degli abusi di psicofarmaci somministrati a bambini e a adolescenti. L’occasione è l’uscita sul mercato di un nuovo farmaco: la guanfalcina, usato già da tempo contro l’ipertensione e che presto, dopo la sperimentazione iniziata lo scorso anno, verrà commercializzato in Italia anche come cura contro l’ADHD o sindrome da iperattività. ADHD è un acronimo inglese che sta per Attention Deficit Hyperactivity Disorder, una malattia la cui esistenza non  è stata ancora accertata dalla comunità scientifica e che, nei bambini, sarebbe causa di deficit di attenzione e problemi di autocontrollo.

La denuncia arriva dall’associazione “Giù le mani dai bambini”, che si occupa di  farmacovigilanza pediatrica, e da Rita Dalla Rosa, giornalista e autrice del libro “La fabbrica delle malattie. Bambini e psicofarmaci. Ecco come le multinazionali cercano di ammalare i nostri figli” (Terre di mezzo Editore, 2012). L’espressione “fabbrica delle malattie” riprende il modo di dire inglese “disease-mongering” (mercificazione della malattia), con cui si fa riferimento alle operazioni di marketing finalizzate alla promozione di un farmaco già pronto per l’immissione nel mercato, attraverso una campagna pubblicitaria in grado di “attivare un discorso” su una determinata malattia (più o meno reale).

La tecnica è ben collaudata ed i suoi effetti sono purtroppo molto reali. Rispetto alle “pillole per bambini”, i dati sono piuttosto preoccupanti, a partire dagli Stati Uniti dove esisterebbero 5 milioni di malati di ADHD e in cui la diffusione di farmaci com il Ritalin o l’Adderall è iniziata già molti anni fa. Anche in Italia sono sempre di più i bambini e gli adolescenti che fanno uso di psicofarmaci: tranquillanti, antidepressivi e antipsicotici che vengono prescritti anche quando non sarebbero necessari. E in alcuni casi si tratta di prodotti neanche testati sui più piccoli, dagli effetti collaterali molto pericolosi.

Secondo il Rapporto Arno-bambini 2012, oltre 57.000 bambini italiani (under 14) sono in cura con psicofarmaci, in particolare 24.640 con antidepressivi e 7.100 con antipsicotici. Da un’indagine condotta da Telefono Azzurro ed Eurispes emerge poi che tra gli studenti delle scuole superiori il 18,6% dichiara di assumere tranquillanti e il 14.7% di far uso regolare di antidepressivi.

In questo quadro, l’arrivo nel 2013 in Italia della guanfacina desta più di una preoccupazione. Per le multinazionali farmaceutiche, però, il business delle pillole per bambini è troppo appetitoso: un mercato che vale almeno 3 miliardi di dollari, secondo “Pillole a merenda”, l’inchiesta a cura di Rita Dalla Rosa in uscita sul numero di novembre del mensile Terre di mezzo. Le multinazionali -si legge nel suo articolo-  già dall’anno scorso hanno cominciato un battage mediatico con articoli di giornale, servizi televisivi e siti web sull’Adhd. Tanto per inquadrare il fenomeno, citiamo, a titolo di esempio, i siti medikidz e adhdandyou.

L’attenzione di comitati e associazione rimane dunque alta e anche se l’Italia è l’unico paese al mondo ad essersi dotato di un regristro dei bambini sottoposti a cure di medicinali contro l’iperattività (che conta oggi più di 2.000 bambini), per riconoscere ed eludere le sofisticate tecniche del marketing occorre essere preparati e non farsi prendere dall’ansia.