Le tartarughe marine sono uno degli animali maggiormente presenti nel nostro territorio. Da anni depongono le uova lungo le spiagge italiane e una volta schiuse, i piccoli si immergono nel Mediterraneo assaporando la libertà e continuando a popolare le nostre coste.

Spesso questi animali sono vittime indirette dell’uomo, a causa dell’inquinamento della plastica o delle reti da pesca in cui rimangono incastrate. Fortunatamente esistono alcuni centri di recupero che consentono di curare le tartarughe marine per poi rimetterle in libertà.

Uno di questi si trova a Portici ed è il precursore di un’iniziativa importante. Infatti, a due anni dalla sua inaugurazione, il Centro Ricerche Tartarughe Marine apre le porte al pubblico. Ed è già sold out fino a giugno, con oltre 30 mila prenotazioni da tutta Italia e Europa.

La visita parte da sei acquari tematici allestiti nella sala d’ingresso. Qui si potranno osservare anche dei modelli in dimensioni reali di tartarughe marine. In seguito, si accede alle vasche che ospitano gli animali in cura al centro di recupero prima di essere liberate dopo la riabilitazione. Naturalmente i visitatori vedranno solo le tartarughe pronte a tornare libere.

Ciò in quanto gli animali in condizioni gravi o in fase di recupero sono curate in un’ala protetta del centro, dove c’è anche una sala chirurgica e radiologica dedicata. Al momento nel centro ci sono sette ospiti, tra cui è Ottavia, una tartaruga vittima di un’elica di un motoscafo, che le ha tranciato una pinna e lesionato il midollo spinale. C’è anche Carmencita che è operata per un amo incagliato nell’esofago e per fortuna si sta rimettendo.

Il progetto del centro nasce con l’intento di far conoscere il mondo delle tartarughe marine soprattutto ai più piccoli. Un modo per educarli a rispettare l’ambiente marino e non solo, nella speranza che possano imparare al più presto a prendersi cura del mondo e dei suoi abitanti.